Furti di bestiame: ai domiciliari anche un coratino

La Redazione
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Ci sono anche tre sanniti  un padre e due figli che gestiscono un’attività di allevamento e commercio di bestiame – tra le quarantadue persone colpite dalle misure cautelari – trentaquattro custodie in carcere, due arresti domiciliari e sei obblighi di dimora – emesse dal gip del tribunale di Verona, Monica Sarti, su richiesta del pm Carlo Villani, nell’ambito di un’indagine dei carabinieri su furti di bestiame che veniva macellato e poi venduto in alcune regioni, tra le quali l’Abruzzo e il Molise.

In carcere è finito Girolamo Belperio, 63 anni, di San Giorgio la Molara, ai ‘domiciliari’ Riccardo, 25 anni, mentre per Antonio 27 anni, è stato disposto l’obbligo di dimora. Tutti sono difesi dall’avvocato Sergio Rando.

I provvedimenti sono stati eseguiti tra le province di Foggia, Bari, Benevento, Perugia e Arezzo.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata ai furti di bestiame, falso in atto pubblico e violazione di sigilli. L’indagine, denominata ‘Limousinè (una pregiata razza di bovino), era iniziata il 12 maggio 2006 dopo il furto di quaranta ovini da un allevamento di Nogara (Verona). I carabinieri – attraverso intercettazioni telefoniche, riprese video, controlli e pedinamenti – hanno accertato decine di casi di furti per centinaia di capi di bestiame, bovini, cavalli e maiali, per un valore di 2 milioni.

Dall’inchiesta è emerso che i colpi sarebbero stati messi a segno soprattutto ai danni di allevamenti privi di sistema di allarme, scegliendo i bovini, nella maggior parte dei casi, già pronti per la macellazione, e prediligendo le razze Limousine e Charolaise.

La presunta organizzazione era attrezzata con camion, falsa documentazione di accompagnamento, e contava sulla disponibilità di macelli che non avrebbero effettuato alcun controllo, soprattutto di tipo sanitario. La svolta delle indagini è arrivata quando, raccolte tutte le denunce di furto di bestiame del 2006 e fatte le verifiche nell’archivio delle forze dell’ordine sulla presenza di auto nei giorni dei colpi nelle vicinanze degli allevamenti, è spuntato il nome di due persone di San Severo (Foggia), controllate appunto nei pressi di alcune aziende agricole poi derubate.

Tenendo sotto controllo i due, gli investigatori hanno potuto mettere a punto il modus operandi a prescindere dalla ‘squadrà che materialmente compiva il furto in Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata. Prima dei furti venivano svolti sopralluoghi nella zona, poi si preparavano i mezzi per il trasporto degli animali e la documentazione da esibire in caso di eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.

Al momento di agire partivano dalla Puglia, il giorno stesso in cui il furto veniva commesso, un’auto che serviva da staffetta e l’autocarro su cui si caricavano gli animali, che poi venivano portati al sud in strutture di proprietà degli indagati. In tempi reali bovini, equini, ovini e suini venivano macellati clandestinamente.

Nella provincia di Foggia sono finiti in carcere una serie di persone di San Severo: Antonio Colio 60 anni, allevatore; Alessandro Delli Calici, 30, macellaio; Severino Cavallo, 34; Giovanni Delli Calici, 58; Felice Delli Calici, 27, imprenditore; Ciro Mazzeo, 61, commerciante; Matteo Cavallo, 57, autotrasportatore; Roberto Delli Calici, 44; Matteo De Biase, 57; Carmine Delli Calici, 34, commerciante; Claudio Delli Calici, 38, commerciante; Maurizio Delli Calici, 40; Nicola Ivan Massari, 32; Feim Gjolena, 31; Luigi Settanni, 43, commerciante; Matteo Pagliarella, 41, autotrasportatore; Giuseppe De Biase, 41, autotrasportatore; Francesco Nazario Civitavecchia, 30; Michele Nardella, 58. E ancora: Massimo Natale, 33, di S. Paolo di Civitate; Tonino Marino, 46, di Apricena; Angelo De Biase, 27, di Apricena; Giovanni Pisani, 32, di Peschici; Antonio De Biase, 26, di Volturino; Giuseppe De Biase, 24, di Volturino, Nicola Marino, 42; di Apricena. L’obbligo di dimora è stato notificato invece a Antonio Di Gennaro, 22, di San Severo.

Agli arresti domiciliari è andato Giovanni Marino, 35, di Carlantino. Nella provincia di Bari è stato notificata una custodia cautelare in carcere a Daniele Leuci, 31, di Corato, coltivatore diretto</strong>; obbligo di dimora a Vincenzo Morrone, 44, di Bisceglie. Nella provincia di Macerata è stato arrestato Matteo Biscotti, 31, di Treia, autotrasportatore. Nella provincia di Arezzo due provvedimenti di obbligo di dimora sono stati notificati a Carmine Antonio De Palma, 49, di Cortona, allevatore; e Angelo Antonio Paradiso, 44, di Monsigliolo di Cortona. Nella provincia di Perugia sono stati arrestati Michele Demuro, 31, di Preggio di Umbertine, ma domiciliato a Perugia, allevatore; Antonio Ruiu, 39, di Valfabbrica, allevatore. Quattro persone, risultano, al momento, latitanti.

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