Funziona il progetto Comenius alla scuola Imbriani

Salvatore Vernice

Si è chiusa ieri una visita di una delegazione di professori e alunni polacchi, presso l’istituto scolastico coratino

4 commenta

Tra le tante attività innovative presenti all’interno dei progetti scolastici, il “Comenius” è quello che viene apprezzato maggiormente dagli studenti, ma anche dai docenti, perché riesce a coniugare la voglia di conoscere il mondo esterno, inteso come le altre scuole europee, e il sapere vero e proprio.

Tra i vari progetti “Comenius” a cui le scuole coratine partecipano, quello della scuola media Imbriani, vede l’istituto scolastico di Corato tra i coordinatori principali fra altre sette città europee, Oschatz (Germania), Puumala (Finlandia), Zonguldak (Turchia), Rybnik (Polonia), Logrono (Spagna), Rodi (Grecia) e Svidnik (Slovacchia).

Ieri si è conclusa la trasferta a Corato del gruppo della città polacca di Rybnik, ultimo incontro prima della chiusura di questo progetto, denominato “Esprimere se stessi attraverso le parole, i suoni e le immagini”, che si terrà dal 26 aprile al 1 maggio con la partecipazione di tutte le altre città europee, proprio nella cittadina polacca.

«E’ stata una magnifica esperienza – ha detto Zaneta Reszel docente del Liceum Ogolnoksztalcace di Rybnik – stiamo imparando molto da questa nostra breve, ma intensa, visita a Corato. Per quanto riguarda l’aspetto scolastico, ritengo che lo scambio delle varie esperienze lavorative, può servire a capire quali sono i rispettivi mondi scolastici».

Soddisfatto per il procedere di questo progetto, il prof. Franco Cavalieri, dirigente scolastico della scuola media Imbriani.

«Sono esperienze molto importanti ed educative, a tutti i livelli, cominciando dagli alunni e per terminare ai docenti che in questo programma riescono ad interagire fra loro, non solo attraverso i libri, ma anche attraverso le altre metodologie che la comunicazione permette. Grazie al lavoro di tutto il nostro corpo docente, ed in particolare dei professori Stefano Mangione ed Enza Roselli, stiamo portando a termine con entusiasmo questo tema, perché riteniamo che per un’osmosi di culture in Europa, non servono solo le frontiere aperte, ma serve poter dialogare e capirsi, e in questo le parole, i suoni e le immagini, sono la chiave giusta».

Il progetto a cui ha partecipato la scuola Imbriani, è giunto quindi al termine e il suo bilancio è sicuramente positivo, come sottolinea il prof. Stefano Mangione.

«In questi anni la partecipazione a questi scambi culturali sono stati intesi come un vero e proprio momento di crescita per i nostri alunni. Un programma che non avremmo potuto svolgere senza l’apporto fondamentale di tutte le famiglie che, nel tempo, si sono alternate per ospitare i ragazzi provenienti dall’estero. Credo che proprio all’interno delle famiglie, più che nei momenti didattici, comunque importanti, i momenti di integrazione sono stati i più importanti. La scuola europea sta cambiando e noi non dobbiamo farci trovare impreparati a questo cambiamento, anche se c’è molto ancora da fare per giungere ad una scuola, forse, meno nozionistica ma più aperta verso il mondo esterno».

Durante la visita a Corato, i docenti e i ragazzi di Rybnik (città di oltre 150 mila abitanti), con l’aiuto dell’interprete Maria Teresa Mininno, hanno potuto visitare la nostra città e i paesi limitrofi.

«Siamo rimasti ammirati – continua la prof. Zaneta Reszel – delle vostre bellezze architettoniche, dei vostri centri storici e delle belle cattedrali. Tutto molto bello compresa la vostra cucina che è riuscita a conquistare immediatamente i nostri ragazzi, ma anche noi stessi».

Nell’ultimo giorno della loro visita, il gruppo di studenti polacchi sono stati ricevuti in Comune dal Sindaco Luigi Perrone e dall’assessore alla Pubblica Istruzione, Franco Caputo.

«E’ un importante momento di incontro e scambio che favorisce la crescita educativa e la consapevolezza di essere un’unica comunità, nel rispetto delle differenze culturali – ha detto il sindaco Perrone, dopo aver consegnato alcuni doni simbolo della città – . Attraverso l’approfondimento di questi temi, così importanti, sarà naturale per gli alunni, gli insegnanti, i genitori ricordare quanto sia fondamentale la capacità di ognuno di noi di mettersi in relazione con gli altri e di costruire percorsi e progetti comuni. La partecipazione a questi momenti didattici è uno degli aspetti qualificanti di un sistema scolastico efficace, quindi, mi auguro di poter avere, attraverso il prezioso lavoro del dirigente scolastico e degli insegnanti, altri momenti di condivisione». 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!