Perrone: «la nostra vittoria è certa»
«La nostra vittoria non discute – dice Perrone – altro che ballottaggio. Ma perchè sia ampia e piena, vi invito anche a votare i candidati consiglieri delle nostre liste».
Dal chiuso delle conferenze stampa al pubblico della piazza, è stata ufficialmente aperta la campagna elettorale di Luigi Perrone.
Ieri sera, in un’affollata piazza Cesare Battisti, Perrone si è circondato dei rappresentati della coalizione che lo sostiene, con Pasquale Pomodoro per il Popolo della Libertà, Pasquale Tarantini per l’UDC e Maurizio Vernice per Rinnovamento Corato, nonchè Sergio Lagrasta del Popolo della Libertà e Vincenzo Quinto segretario di Alleanza Nazionale, il partito che insieme a Forza Italia è confluito nel partito di riferimento di Perrone.
Sul palco anche due ospiti: il vice presidente della Camera Antonio Leone ed il parlamentare europeo Salvatore Tatarella.
Dopo l’introduzione di Lagrasta che, senza giri di parole, invita la gente in piazza a rivotare Perrone per «una scelta di continuità amministrativa e per non lasciare a metà le opere già messe in cantiere», è l’On. Antonio Leone a prendere la parola.
«Quali sono gli uomini nuovi che mette a disposizione il centro sinistra italiano? D’Alema, Prodi? Non sono affatto uomini nuovi, ma rappresentano la vecchia politica.
Gino Perrone invece rappresenta il nuovo perchè innovativo è stato il suo modo di fare politica e di amministrare la città».
«Riconfermare l’amministrazione uscente – ha detto Tatarella – è la cosa più giusta che si possa fare e accade quasi sempre, a parte qualche rarissima eccezione.
Dare il proprio consenso a Gino Perrone – rincara la dose l’On. Tatarella – significa quindi fare una scelta di logica e buonsenso per proseguire sulla buona strada già tracciata da questa amministrazione di centro destra».
«Mi presento nuovamente dinanzi a voi – esordisce poi il candidato Sindaco Perrone – per chiedervi un forte consenso elettorale che possa consentirci di operare bene ed in maniera stabile così come avvenuto in questo passato quinquennio.
Proprio per la stabilità avuta in questi anni di amministrazione ho rinconfermato nelle liste della mia colazione tutti gli uscenti, cui va il mio personale ringraziamento per aver governato senza un giorno di crisi.
Mi ripresento con i miei valori, con il mio essere credente sempre e non solo alle processioni quando si è candidati Sindaco (il riferimento è a Maria Bovino, ndr)».
Perrone ribadisce il suo "no" a presentare nelle proprie liste coloro i quali hanno ostacolato l’azione di governo dell’amministrazione.
«Se poi queste persone avranno la fortuna di essere elette in Consiglio Comunale non lo so, ma non era giusto che godessero di un premio di maggioranza».
Una maggioranza che Perrone considera certa: «la nostra vittoria non discute – dice – altro che ballottaggio. Ma perchè sia una vittoria ampia e piena, vi invito anche a votare i candidati consiglieri delle nostre liste».
Si passa poi ad un lungo elenco in cui vengono descritti «i tanti obiettivi raggiunti, soprattutto nel campo dei lavori pubblici, dal teatro alla riqualificazione delle piazze, dallo spostamento dell’elettrodotto (a proposito del quale viene riferito che anche i comuni di Ruvo, Terlizzi e Bitonto hanno sottoscritto l’accordo firmato dal nostro Comune con la società Terna), dai tanti finanziamenti ottenuti sia da Bari che da Roma, per tutta la città ed anche per i diversamente abili.
Abbiamo combattuto contro il ministro Di Pietro per ottenere il riconoscimento di un finanziamento che ci spettava per la realizzazione del terzo anello e che lo stesso ministro ci stava scippando per dare quei soldi alla provincia di Campobasso di cui è originario.
I toni poi salgono.
Questo abbiamo fatto, altro che le feste. Feste che peraltro sono un grande momento di socializzazione. Grandi eventi e momenti culturali che prima sono criticati da un sito che filtra le informazioni (il riferimento è al sito web del PD Corato, ndr) e poi vedono i nostri avversari politici chiederci anche i biglietti gratuiti per gli eventi a pagamento.
Avversari che prima ci ostacolano e poi vogliono solo gli assessorati (l’ormai nota questione riguarda la DC, ndr), avversari (il candidato Sindaco Cataldo Mazzilli, ndr) che dicono di aver visto bocciato un proprio progetto, quando invece si trattava solo di speculazioni.
Per non parlare dell’acquisto di Palazzo Gioia: quello che secondo un candidato Sindaco (sempre Mazzili, ndr) sarebbe stato un pessimo affare per il Comune, ma un ottimo affre per un privato cittadino che intendeva acquistarlo, ovvero suo cognato.
Ecco cos’ha fatto la minoranza: non ha mai parlato per proporre e costruire, ma solo per protagonismo. Per questo ho anche deciso di vietare ad una tv privata le riprese del Consiglio Comunale».
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