Giovani a confronto: CoratoLive.it incontra i giovani candidati consiglieri comunali
Le intenzioni ci sono e la grinta, ci è sembrato, non manca di sicuro.
“Giovane” è una delle parole-chiave di questo giro di elezioni, da sinistra e da destra le liste dei candidati consiglieri comunali pullulano di nomi sotto o intorno alla trentina.
Si tratti di un convinto investimento sulle capacità e sulle potenzialità del “nuovo” o semplicemente di uno strumento politico chiamato a partecipare della generale idea di “innovazione” che quasi tutti i partiti stanno rincorrendo, ci è sembrato opportuno incontrare i volti della politica giovanile a Corato.
Con questo spirito, mercoledì scorso CoratoLive.it ha riunito sette giovani candidati consiglieri (sulle nove liste presentate) lasciando agli stessi partiti il compito di indicare il nome da presentare per il confronto. Li abbiamo “chiamati alla lavagna” a rispondere delle proprie idee, se così si può dire.
Due gli assenti: il Popolo della Libertà e l’Italia dei Valori.
Di cosa si occupa un consigliere comunale?
E’ bastata questa domanda semplice e fondamentale, come inizio, per accendere gli animi e mettere in risalto le prime differenze. Alcuni disegnano il profilo di un “amministratore”, altri di un “rappresentante”, le definizioni si mischiano aprendo alle prime critiche.
Per il PD e la Sinistra, l’Arcobaleno spesso il ruolo del consigliere comunale si è limitato ad un’alzata di mano, il più delle volte “assoggettata – secondo Pierluigi Diaferia (Sinistra, l’Arcobaleno) – alla volontà del Sindaco” (una “giunta perronecentrica”, come l’ha definita). Luigi Menduni, UDC, si augura per il futuro una collaborazione propositiva con l’amministrazione.
Rimane per tutti una “condicio sine qua non” l’attenzione che il consigliere comunale dovrebbe prestare agli interessi della comunità tutta, come sostiene, tra gli altri,
Antonio Patruno della DC: “il consigliere non deve essere espressione solo di chi lo ha votato, l’istituzione deve essere super partes ma soprattutto deve essere rappresentante dell’interesse collettivo e non solo di gruppi ristretti”.
Ai candidati è stato poi chiesto se la propria candidatura rispondesse ad un impulso autonomo o se si trattasse invece di un invito ricevuto dal partito di appartenenza.
“Una decisione autonoma”, è quasi un coro. Voce – appunto – fuori dal coro, Menduni parla di una candidatura “espressa all’unanimità durante un’assemblea, una strategia chiara per “convogliare i voti verso una sola persona”.
Dubbi superati per Diaferia che ammette comunque qualche tentennamento all’inizio del percorso, riferendosi all’importanza e al peso giustamente attribuiti al ruolo che, con gli altri, aspira a ricoprire.
Punto centrale del dibattito è stato il confronto acceso sulle esigenze della città,da noi identificate in quattro tematiche principali: riqualificazione urbanistica centrale e periferica, ambito sociale, occupazione, sviluppo della piccola e media impresa.
Il problema più sentito è quello relativo alla riqualificazione urbanistica, primo grande e confuso crocevia di critiche. Infatti, stante l’accordo sul tema, non tardano a sorgere le prime incomprensioni sul dove e sul come.
Per Menduni “il centro è il giusto punto di partenza”, teoria immediatamente avversata da Giuseppe Di Bisceglie del PD che punta l’attenzione sull’emergenza periferie.
“Gli ultimi saranno gli ultimi”, sferza ironico e amareggiato Pierluigi Diaferia.
Il rappresentate del PD incalza e sposta i riflettori sui 5.000.000 € da spendere nella riqualificazione del Belvedere, dati per acquisiti ma in realtà mai pervenuti, e sul campo di calcio nei pressi di Viale Arno.
“Non è stato fatto molto, ma qualcosa sì” sostiene, stemperando, Giampaolo Tempesta per i Socialisti: “ho molto a cuore il ruolo dell’ente pubblico nel sociale”.
Il confronto si sposta su asili e centri per anziani, con un riferimento di Diaferia ai lavori sul corso e alla presunta mancanza delle opportune rampe per agevolare il passaggio ai disabili.
Luigi Menduni guarda alle periferie come ad una meta, traguardo del percorso di riqualificazione che vuole solo iniziare dal centro per poi estendersi ai quartieri periferici. Inciampa su un “tempo al tempo, non potevamo fare tutto”, malgrado promesse e propositi dello scorso programma. Invita il centro-sinistra a “non negare la realtà”.
Torna sugli anziani Fabrizio Ventura per La Destra che propone “enti ricreativi, contenitori di cultura, recupero delle tradizioni”, mentre al primo posto per Michele Cusanno di Rinnovamento Corato c’è la borsa lavoro, “già prevista nel programma del candidato sindaco Perrone ma che, pur prevista, si è rivelata un occasione mal sfruttata”.
Infine, cosa si può fare per i giovani di Corato?
“Agevolare l’occupazione”, suggerisce Menduni e non è il solo. Particolarmente sentito il problema degli orizzonti lavorativi, sempre più stretti. Ma si parla anche di cultura, di informazione e di formazione.
Di Bisceglie, da musicista, si chiede perché a Corato venga ostacolata la musica dal vivo nei locali, subito seguito da Tempesta: “Va bene Lucio Dalla, ma potremmo spendere meglio i nostri finanziamenti” e consiglia di “puntare sui talenti coratini”.
Tirando le somme del confronto il disegno generale rivela una partecipazione sentita e una presenza propositiva di questi giovani nel quadro politico locale.
Le intenzioni ci sono e la grinta, ci è sembrato, non manca di sicuro.
(Si ringrazia il Corato Executive Center per l’ospitalità)
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*Valentina De Palma, Flavia Ferrante, Marianna Lotito, Domenico Mazzone, Vittorio Vaccaro
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