I “talenti” secondo Carofiglio e Minervini
Maria Bovino, Gianrico Carofiglio e Guglielmo Minervini discutono il tema con ii cittadini di Corato.
“Come valorizzare i nostri talenti”. Già, come?
Dal palco del Cinema Elia prova a spiegarcelo il Partito Democratico rappresentato per l’occasione dalla candidata sindaco Maria Bovino, dall’Assessore regionale alla Trasparenza e alla cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, e dal magistrato-scrittore Gianrico Carofiglio.
Sarà l’Assessore Minervini a intervenire per primo scegliendo la formula dell’augurio: “che la città recuperi speranza e capacità di governo”, naturalmente – augura – sotto la guida della candidata Bovino.
Commenta il tema, “stravagante per una campagna elettorale, stravagante ma fondamentale”. A renderlo fondamentale è la riflessione sulla nostra società che lui considera “chiusa, bloccata”. Una società che paga le conseguenze di un “meccanismo inceppato”, quello del ricambio generazionale.
“Abbiamo bisogno di liberare i talenti” e per farlo si può partire dalla Puglia, secondo Minervini. “Quello dei talenti è un capitale, un patrimonio anche dal punto di vista economico”. Per questo bisogna promuovere una “politica di sostegno”.
Parla dei “laboratori urbani” (65 nella regione) sostenuti dal progetto “Bollenti Spiriti” e ne promette uno anche a Corato. Critica una certa “formazione di eccellenza, costosa e spesso responsabile di discriminazione sociale”, cita come esempi del talento ben speso la nascita di Google e di Second Life. “Le idee come risorse per il futuro”.
Su “Bollenti Spiriti” e sulla valorizzazione dei talenti spenderà qualche parola Maria Bovino prima di passare il microfono a Gianrico Carofiglio, costretto a trasformarsi in pochi minuti da scrittore a Candidato al Senato della Repubblica per il PD.
“Bisogna adottare una strategia in cui cambiamento, innovazione e creatività siano alla base di un modo nuovo di fare politica”. Cambiamento, innovazione e creatività che lo scrittore riconosce punto per punto, ripercorrendo la nascita del PD (che contrappone con qualche battuta a quella del PDL).
“Vogliamo ribellarci a destini segnati in precedenza!” è la morale che chiude al fortunato aforisma del Calabrone (“il calabrone per il suo elevato peso corporeo e per la ridotta apertura alare non potrebbe volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso”), che Carofiglio confessa essere un suo cavallo di battaglia.
Si apre il dibattito e si apre sui problemi più spinosi, locali e nazionali: il valore del settore agroalimentare, la cultura della legalità, la valorizzazione dei talenti nella ricerca, lo spazio culturale nella televisione italiana e un richiamo inevitabile alla legge elettorale.
Minervini si dice ottimista. “Nonostante la vecchia legge il Partito Democratico ha costretto tutto il quadro politico a cambiare, Veltroni ha lanciato messaggi forti contro la mafia”. Quanto alla nostra agricoltura “Dobbiamo immaginare un’agricoltura nuova e costringere il mercato a rivalutare la qualità del prodotto”.
Chiude con Seneca: “il vento non spira mai nella direzione giusta per chi non sa dove andare”. Il Partito Democratico lo sa? Se non altro “ci stiamo provando”.
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