Settimana Santa, fede e tradizione
La Settimana Santa con i suoi riti ed i suoi culti richiama ai cuori di ogni cristiano, in generale di ogni persona, la presenza di un Dio che si fa prossimo verso chi soffre, chi è solo, chi è povero
Per fede e storia è il momento della penitenza e del raccoglimento, del silenzio e della preghiera, ma anche del folklore e della tradizione.
E’ la Settimana Santa, periodo unico nel suo genere, che con i suoi riti ed i suoi culti richiama ai cuori di ogni cristiano, in generale di ogni persona, la presenza di un Dio che si fa prossimo verso chi soffre, chi è solo, chi è povero.
Sarà come sempre il Giovedì Santo con i riti della "Reposizione", ad inaugurarne i culti.
Ogni parrocchia allestirà il repositorio (e non il sepolcro…) chiamando a sè tutti i fedeli per un momento di raccoglimento. Si perde nei meandri del folklore, ma non della cristianità, l’errata concezione di visitare i repositori in numero dispari. Ne basta uno.
I momenti più intensi si vivranno nelle tre processioni solenni (di cui lo scorso anno vi abbiamo mostrato i momenti preparatori, con la sistemazione delle statue, la vestizione dei confratelli e le voci dei protagonisti) che il Venerdì e il Sabato Santo gireranno per le vie di Corato, quelle strade che rappresentano noi stessi, la nostra vita quotidiana e la nostra cultura.
Alle 5 del mattino del Venerdì Santo, dalla Chiesa di San Giuseppe partirà la statua di Maria Addolorata, con la processione che attraverserà molte vie del centro e della periferia, per rientrare sempre a San Giuseppe dopo circa cinque ore di cammino.
Durante il percorso si toccheranno i quartieri più popolari: quest’anno per la prima volta si arriverà anche nella zona 167, mentre dopo 7 anni si passerà nuovamente dal quartiere della "Cerasella".
Nel tardo pomeriggio, alle 18, sempre da San Giuseppe, partirà la processione dei Misteri che condurrà le nove statue che compongono il corteo lungo vicoli del centro storico.
«Partendo dalla nostra chiesa – spiega Filippo Tandoi, priore della confraternita di San Giuseppe – attraverseremo le vie della nostra parrocchia e di quelle dell’Incoronata, per poi concludere, dopo aver attraversato il centro storico illuminato solo dalle candele, alla chiesa San Giuseppe.
Suggestiva – conclude il priore – sarà anche la Via Crucis di venerdì, alle ore 22 in piazza Di Vagno, con la presenza di tutte le parrocchie coratine».
Le processioni di questi giorni sono molto sentite dai cattolici coratini e rientrano nella più stretta e antica tradizione del paese, con la confraternita di San Giuseppe tra le più impegnate al recupero e alla salvaguardia di questi riti sia in senso religioso che in senso storico culturale.
«Cerchiamo di conciliare tradizione e innovazione – ci spiega il tenore Aldo Caputo, uno dei confratelli – all’interno di un nuovo corso partito il 25 Novembre scorso con l’elezione di un giovanissimo Consiglio d’amministrazione in cui la maggior parte dei membri non ha neppure trent’anni.
Nell’elezione del Consiglio tutti i confratelli sono stati eleggibili e, per la prima volta nella storia, è stata eletta anche una consorella che sarà con noi in processione.
Siamo giovani, ma abbiamo tutti mediamente 15 anni di confraternita alle spalle. In ogni caso i più giovani non intendono affatto rinunciare alla collaborazione di quei confratelli che costituiscono la nostra memoria storica».
Innovazione e tradizione rappresentate anche nei dettagli.
«Innovazione – aggiunge Sandro Zucaro, un altro confratello – perchè per coordinarci in processione invece di fischiare, come si faceva negli anni scorsi, utilizziamo degli auricolari.
Tradizione perchè per annunciare alla popolazione l’avvicinarsi della processione, abbiamo rispristinato l’utilizzo della vecchia "troccola", uno strumento in legno con delle maniglie che produce un particolare suono che in passato indicava l’arrivo delle statue».
«Vogliamo che la processione del Venerdì Santo – conclude Caputo – sia un grande momento di preghiera per tutta la popolazione, considerato che lungo tutto il tragitto sono presenti circa 25.000 persone.
Vogliamo far emergere il valore penitenziale e di raccolgimento della processione come momento preparatorio rispetto alle celebrazioni liturgiche canoniche della Settimana Santa».
«La partecipazione dei fedeli – aggiunge il vicario zonale don cataldo Bevilacqua – non deve essere considerato solo un atto di conversione isolato, ma un atto di conversione che deve completarsi con la celebrazione del sacramento della Confessione alla santa messa di Pasqua.
Invitiamo i fedeli a partecipare al corteo religioso del Venerdì Santo, in un clima di silenzio e di preghiera senza dimenticare la dimensione penitenziale che possiedono queste manifestazioni di pietà popolare».
In piena campagna elettorale, l’ultimo appello è del vicario.
«Ci auguriamo che anche da parte dei politici locali ci sia una sorta di rispetto per questi giorni e chiediamo quindi di evitare di tenere comizi pubblici in ossequio ai riti religiosi della settimana santa».
L’ultima delle processioni che gireranno per le vie del paese sarà infine quella della "Pietà" che riesce a raccogliere sempre migliaia di fedeli durante il suo percorso.
Commenti
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sinceramente voglio dire solo una cosa che non vedo l’ora di vedere queste funzioni dal vivo!xkè credo proprio che sono bellissime!spero proprio di esserci e di nn perdermi nemmeno un’attimo delle funzioni che vengono svolte per celebrare la resurrezione di Gesù!!Ora non mi resta che augurare una meravigliosa Pasqua a tutti voi!!!!







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