Campagna olivicola: bene la “coratina”
E’ stata una stagione tutto sommato positiva per l’oro verde di Corato, cioè per l’olio extravergine prodotto nel territorio comunale da oltre novemila piante di olive che hanno nella “cultivar Coratina” la sua essenza produttiva dominante.
Secondo i dati forniti dalle associazioni di categoria, la campagna appena conclusasi ha avuto una produzione totale inferiore di circa il 10/15 per cento rispetto all’anno scorso e Corato è in linea con i dati nazionali, con una produzione di olio che si aggira sui 70/75 mila quintali, prodotto dall’oliva Coratina raccolte nei settemila ettari di uliveti presenti.
A questo punto la domanda principale è dove vanno a finire queste olive raccolte.
La maggior parte di queste olive, viene trasformato in olio nelle diverse cooperative presenti in città, qui poi viene venduto ai grandi produttori che posizionano questo prodotto negli scaffali dei supermercati, magari mescolando l’olio della Coratina con altri oli più “acidi” provenienti soprattutto da altre nazioni come Spagna, Grecia e Tunisia.
Durante una manifestazione “I profumi della Coratina” venne fuori proprio l’esigenza di curare meglio l’olio prodotto a Corato, magari con una migliore politica commerciale.
«Abbiamo tra le mani un vero e proprio giacimento di risorse – spiegava Franco Squeo presidente dell’A.I.C. – ma non riusciamo a sfruttarlo a dovere. Il nostro olio proviene da una filiera che funziona alla perfezione sino alla commercializzazione, invece non si riesce ancora a trovare un “sistema” per mettere insieme i frantoiani, promuovendo il nostro oro verde, rappresentato dalla “Coratina”, in campo nazionale ed internazionale, magari creando un vero e proprio consorzio».
Il vero valore aggiunto per i produttori e per l’olio cora-tino, sarebbe quello di imbottigliare direttamente l’olio extravergine e metterlo sul mercato. In Puglia il fatturato espresso dalla “Coratina” è circa di 250 milioni di euro.
«Corato rappresenta poco più del dieci per cento e quindi stiamo parlando di cifre che possono crescere ulteriormente, se solo fra tutte le parti della filiera ci fosse maggiore sinergia».
Quindi il futuro dell’olio coratino potrebbe essere rappre-sentato da una migliore organizzazione anche da parte di chi produce questa ricchezza, considerando, però, la grande frammentazione esistente nel territorio di Corato in cui le aziende agricole presenti sono oltre 6.000, rappresentate, per la maggior parte, da singoli agricoltori che curano personalmente i loro piccoli appezzamenti di terreno.
Non mancano però i grandi possidenti terrieri che, con il passar degli anni, hanno saputo creare delle vere e proprie aziende dell’olio.
«Io credo che il mondo della nostra agricoltura – spiega Donato Rossi imprenditore agricolo coratino e componente della consulta per l’agricoltura presso la Camera di Commercio di Bari – non è “morto”, anzi è vivo più che mai, ma ha bisogno che gli agricoltori inizino a vedere il loro terreno agricolo, anche con occhi diversi, più imprenditoriali. Oggi non sono poche le normative, ad ogni livello istituzionale, che mettono a disposi-zione fondi economici e assistenza operativa, per la crescita delle nostre aziende, ma bisogna però affidarsi ai professionisti del settore».
Commenti
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MA VERAMENTE IL MONDO DELL’AGRICOLTURA E’ COSI FLORIDO?
PER QUELLO CHE SO IO, NO.
IL FATTO CHE LE NOSTRE TERRE SIANO GENEROSE ED I NOSTRI PRODUTTORI BRAVI AGRICOLTORI E’ RISAPUTO DALLA NOTTE DEI TEMPI, MA QUELLO CHE MANCA ORMAI DA TEMPO AIME’ E’ IL RISCONTRO ECONOMICO.
QUINDI IN CONCLUSIONE PENSO CHE IL PROBLEMA VERO SIA QUELLO DI AFFRONTRE IL PROBLEMA DELLA VALORIZZAZIONE E DEL MARKETING DELLE NOSTRE PRODUZIONI AGRICOLE, CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE, INTENDA. -
sono daccordo con goffredobuglione, e aggiungo che a livello istituzionale si fa poco per aiutare l’agricoltura o chi vuol fare bene l’agricoltura. gli agricoltori rimarranno sempre piccoli, ognuno farà i suoi piccoli interessi e i giovani non investiranno mai in questo settore.







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