Agricoltura: l’innovazione si fa strada

Salvatore Vernice

L’imprenditore coratino Donato Rossi è da molti anni che opera nel settore dell’agricoltura, apportando le nuove metodologie agricole, legate anche all’innovazione tecnologica.

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Nel mondo agricolo locale, in un generale contesto di continue affermazioni di crisi del settore colpito da calamità naturali, crollo dei prezzi, aumento dei costi di produzione, tensioni legate al moltiplicarsi degli adempimenti burocratici con conseguenti controlli ed ispezioni, esiste ancora chi crede nell’imprenditoria agricola giovanile e che, nonostante molti fattori negativi, investe in questo settore dell’economia regionale.

Il giovane imprenditore è un coratino, il 40enne Donato Rossi, proveniente da una famiglia canosina di latifondisti, ma a Corato oramai da molti anni e inserito anche nel mondo “politico” dell’agricoltura barese, ricoprendo incarichi in Confagricoltura, nella consulta per l’agricoltura presso la Camera di Commercio di Bari, e consigliere di una delle maggiori cooperative olivicole di Corato, La Coratina.

L’imprenditore coratino è da molti anni che opera nel settore dell’agricoltura, apportando all’interno di un mondo apparentemente poco propenso ai cambiamenti, le nuove metodologie agricole, legate anche all’innovazione tecnologica.

Con un investimento totale di circa 1.400.000,00 euro, Donato Rossi è riuscito a ridare vita ad una azienda della vicina Montegrosso, rilevando terreni per oltre 50 ettari destinati ad oliveto, seminativo e vigneto specializzato, oltre ad annessi corpi di fabbrica e alcune macchine aziendali.

«Credo che il mondo della nostra agricoltura – spiega Donato Rossi – non è “morto”, anzi è vivo più che mai, ma ha bisogno che gli agricoltori inizino a vedere il loro terreno agricolo, anche con occhi diversi, più imprenditoriali. Oggi non sono poche le normative, ad ogni livello istituzionale, che mettono a disposizione fondi economici e assistenza operativa, per la crescita delle nostre aziende, ma bisogna però affidarsi ai professionisti del settore.

L’investimento che permetterà di creare diversi posti di lavoro, è stato realizzato utilizzando la procedura prevista dalla normativa di incentivazione dell’accorpamento della proprietà tramite ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). Importante in questo investimento è stato anche il ruolo che ha avuto Confagricoltura di Bari, attraverso il vice direttore, Gianni Porcelli, e il vice presidente, Michelangelo De Benedittis, che insieme hanno consentito, nell’arco di un anno, il perfezionamento della pratica amministrativa e di quella di finanziamento».


La nuova acquisizione ha consentito all’imprenditore coratino di portare la propria azienda ad una superficie di oltre 100 ettari, con la costituzione di una nuova società, denominata Terre Doro srl, che già nel primo anno di attività si segnala per un fatturato di rilievo con un bilancio più che positivo.

L’azienda si propone, nell’ambito della prossima programmazione del piano di sviluppo regionale, ulteriori investimenti per aumentare la produttività aziendale costituendo un sistema di filiera corta ormai unico mezzo di aumento della redditività agricola.

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Commenti

  • anton56 (utente non verificato)

    complimenti, le nostre aziende dovrebbero prendere esempio.

  • coratocuor (utente non verificato)

    ma perchè i giovani coratini non puntano sull’agricoltura? perchè i giovani si allontanano sempre di più da questa realtà che altro non è che il settore trainante deil nostro territorio?