Nicola Tullo al Sindaco: «perchè mettere via i dipinti della sala consiliare?»

La Redazione

Lettera aperta al Sindaco Perrone del prof. Nicola Tullo.

4 3 commenti

Poche settimane fa avevamo raccontato dei cambiamenti che avrebbero rivoluzionato la Sala Consiliare del Comune di Corato, interessata da una ristrutturazione che ha lo scopo di rendere il luogo in cui si celebra il Consiglio Comunale più funzionale, moderno e accogliente (in alto la foto del progetto).

I lavori però porteranno via dalla Sala le opere che sino ad oggi l’hanno arredata. Opere di diversi pittori, locali e non, che avevano partecipato ad un concorso nazionale della cui giuria faceva parte il prof. Nicola Tullo, che oggi scrive una lettera aperta al Sindaco Perrone per capire motivazioni e circostanze che hanno determinato questa decisione.

«Qualche giorno fa – spiega Nicola Tullo – mi è stato chiesto da un esponente dell’ufficio tecnico del Comune, un parere su come “stelare” i dipinti della sala consiliare dacché la stessa abbisogna di una nuova sistemazione architettonica.

In quell’occasione ho appreso che le opere saranno definitivamente rimosse dalla sala consiliare per essere sistemate in altre stanze del Palazzo di Città.

Sull’intera faccenda mi permetterà qualche considerazione.

Premetto che non voglio farne un caso personale, ma non ho trovato di buon gusto che ci si sia ricordati del sottoscritto a cose fatte pur sapendo che quel progetto, che peraltro rimase incompleto per motivi politici, mi appartiene, così come si deve al sottoscritto e all’intero gruppo dell’allora MSI, se il vecchio carcere, oggi egregiamente restaurato, ha resistito alle picconate di chi lo considerava solo un vecchio rudere. Ma questa è altra storia.

Ritorno al trasloco dei dipinti in oggetto e al nuovo look delle sala consiliare resosi necessario, presumo, per esigenze operative più complesse rispetto al passato e, forse, perché qualcuno ritiene che quei dipinti abbiano scarsa nobiltà estetica.

Non entro nel merito delle esigenze tecniche ma, primo, mi chiedo quale soluzione si sarebbe presa se al posto di quei dipinti ci fosse stato un affresco di Leonardo. Secondo, quali competenze critiche vantano coloro i quali hanno deciso il trasloco?

In ogni caso quell’idea (in verità il progetto originale, scartato per l’eccessivo costo, prevedeva l’affresco dell’intera sala), nacque per dare dignità etica ai rappresentati del popolo, in primo luogo al primo cittadino. Il fatto che le stesse opere, a quanto pare, rimangano in municipio, non mitiga l’opera di snaturamento dell’intervento in atto.

Gli attuali progettisti avrebbero potuto e dovuto tener conto della realtà esistente e, coerentemente, progettare. La storia, e non solo quella dell’arte, ci insegna che un’opera, ideata per un determinato luogo, debba rimanervi per sempre a meno che motivi di deterioramento ne suggeriscano la rimozione.

Ne discende la tradizione delle civiltà. Diversamente, è parodia culturale».

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Commenti

  • figliolia (utente non verificato)

    Caro Nicola,il progetto di ristrutturazione della sala consiliare con relativo spostamento dei tuoi dipinti è opera dell’alter ego del Sindaco ossia l’ing. Amorese. Inoltre la competenza nel campo pittorico del Sindaco-Assessore alla C(o)ltura Perrone è indiscussa.

  • ketsuicide (utente non verificato)

    Figuriamoci…con tutta la cultura che gira nel comune negli ultimi tempi…cosa vi aspettate? Se tutto va bene, installeranno al centro della sala consiliare una bella rotonda, un paio di panchine e magari una bella palma!

  • oxygenwings (utente non verificato)

    …e anche una bella fontanella colorata!!!