Le leggi razziali del 1938 in Italia: un testo teatrale dell’ITC “Tannoia” per non dimenticare la Shoah

Vincenzo Cassano

Storie di sensibilità diverse, storie di giovani e di adulti, e dei tentativi diversi di reagire alla tragedia.

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Perché e come agisce il razzismo antisemita? Come è stato possibile che l’uomo abbia concepito un piano di sterminio di un intero popolo, torturando e uccidendo nei lager nazisti circa 6 milioni di Ebrei?

Il grande filosofo francese Jean-Paul Sartre tentava di rispondere a queste domande già nel 1954, in "Réflexions sur la question juive", a neppure 10 anni dalla tragedia della Shoah ebraica, scoprendo, purtroppo, che l’antisemitismo sopravviveva nella società francese.

L’istituzione in Italia della "Giornata della Memoria", che ricorre il 27 gennaio, ci pone quelle domande ogni volta, attribuendo alla Shoah il senso di una tragedia universale, perché il razzismo, la paura e l’odio di chi viene visto come "altro" e "diverso", è ancora strisciante e presente.

Nel novembre 1938 l’Italia fascista accolse per lo più in silenzio le famigerate leggi razziali che cacciarono gli Ebrei italiani dalle Scuole, dalle Università, dai luoghi di lavoro.

Non restarono in silenzio i giornali italiani, tutti, indistintamente, che fin dall’estate avevano montato la canea antiebraica preparando il terreno ai Provvedimenti razziali. Per lungo tempo la maggior parte degli Ebrei italiani non volle credere che il proprio Paese d’origine volesse davvero sottoporli a una spietata persecuzione.

Di questo pezzo meno ricordato della tragedia della Shoah si è occupato l’ITC "Tannoia" di Corato i cui alunni della Classe V ERICA, sotto la guida del prof. Claudio Maria Rocco, hanno svolto un lavoro di ricerca documentale ed espressiva confluito in un testo teatrale intitolato "Prigionieri della speranza".

Il testo è stato con grande successo letto nelle sedi della Scuola a Corato e a Ruvo di Puglia, con il corredo di una proiezione di fotografie del lager di Dachau, curata dalla Classe V ITER dell’ITC sede di Ruvo, che in quella località si è recata a dicembre, e con l’accompagnamento musicale di Guglielmo Rocco alla chitarra elettrica e di Antonio Tarricone alle percussioni.

"Prigionieri della speranza" sviluppa in due atti il tema della difficile presa d’atto dell’avvio della persecuzione in Italia da parte degli Ebrei italiani: lo fa mettendo a confronto i piani della Storia dei grandi eventi che coinvolsero il mondo e delle storie individuali e familiari, stritolate dal succedersi degli avvenimenti.

Storie di sensibilità diverse, storie di giovani e di adulti, e dei tentativi diversi di reagire alla tragedia.

Il lavoro degli alunni della V ERICA di Corato è stato inserito dall’Assessore alla Cultura Comune di Ruvo, Mimmo Scarongella, tra le iniziative per la celebrazione della "Giornata della Memoria", ed è stato proposto con successo al pubblico nell’ex convento dei Domenicani martedì 29 gennaio.

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Commenti

  • mika85cc (utente non verificato)

    Io ho avuto la gran fortuna di visitare uno quei posti dell’orrore..un’esperienza molto forte ma forse quella giusta per poter capire veramente cosa è successo!! secondo me sarebbe opportuno che le scuole diano l’opportunità a tutti gli studenti di visitare i luighi della shoah!! cmq meditiamo tutti!!