Il Partito Democratico ai nastri di partenza

La Redazione

Una nota di Vito De Leo, presidente del Centro Studi Politici “Aldo Moro”.

2 6 commenti

Una nota di Vito De Leo, presidente del Centro Studi Politici "Aldo Moro".

Negli ultimi anni si è fatta sempre più forte la richiesta di partecipazione a tutti i livelli di governo. La democrazia partecipata è diventata una tematica qualificante di molte liste civiche e del centrosinistra nel suo insieme.

A questa pressante richiesta di partecipazione alcuni hanno risposto introducendo nella vita politica italiana lo strumento delle primarie, che nel senso comune è divenuto il compimento della partecipazione.

La fase aperta nella nostra città dal Partito Democratico con la candidatura a sindaco di Maria Bovino ben esprime l’esigenza di una ripresa partecipata del rapporto tra i cittadini e la vita attiva, cioè politica. Credo che molte delle esigenze che il Centro Studi Politici “A .Moro” ha posto sin dal momento della sua costituzione possano ben interagire oggi con questo processo in corso.

Il Partito Democratico coratino sta mostrando chiaramente una strada per giungere ad una ricchezza della democrazia che questo partito programmaticamente assume in carico sin dal suo nome.

L’Alternanza di donne e uomini nelle liste per l’elezione il 14 ottobre scorso dei costituenti e degli organismi dirigenti locali il prossimo 10 febbraio rappresenta un esempio di civiltà, garantisce un rinnovamento della classe dirigente, certo non automatico, ma rivolto verso prospettive di lungo periodo, verso il futuro in mano alle nuove generazioni.

Promette, inoltre, insieme ad altre regole costitutive del Partito, di non rimuovere, ma affrontare con misura il problema della personalizzazione nella vita politica, che va contrastata adottando forme della discussione, della partecipazione e della comunicazione nuove e non subalterne alla cattiva mediatizzazione della politica.

Il processo in atto conferma l’esigenza dell’esistere di un’associazione come il Centro Studi Politici “A. Moro” quale luogo libero e autonomo di discussione aperta e franca, di critica intesa come capacità di pensare alle condizioni stesse di possibilità dell’agire politico.

Sappiamo bene che tra noi coesistono diverse “anime” politiche. Devo però sinceramente dire che mentre nel caso del PD si apre un processo che, pur con molte contraddizioni, tenta l’inclusione, parla ai cittadini e fa ricorso ad un meccanismo di elezione attraverso le primarie che anche simbolicamente rappresenta un segno alto della democrazia partecipata.

Auspichiamo nel centrosinistra una discussione serena su questo tema nella convinzione comune che l’aggregazione, collegata alla partecipazione, dà forza alle idee e crea nuovo senso di responsabilità.

Ci auguriamo che anche a Corato, come fu già per Bari con la “Primavera pugliese”, che vide l’affermazione del sindaco Emiliano, cui seguirono le primarie per le Regionali con l’affermazione di Nichi Vendola, considerate “laboratorio” per le primarie nazionali, si continui su questa strada. Se si vuole innovare la politica bisogna rivedere linguaggi, comportamenti e prassi locali. Non servono le “guerre”, né servono i “generali”. Non servono, soprattutto, eserciti raccogliticci messi su per una “battaglia” contingente facendo leva, magari, sul “pensiero contro” o peggio ancora sullo “scontento”.

La politica non può essere solo un fatto personale, una missione privata. La politica, e quindi anche il governo della nostra città, non può ritenersi forte in rapporto all’energia o ad altre particolari abilità che di volta in volta riesce a sviluppare chi ne assume la guida. Possono diventare forti se c’è una crescita collettiva, se cresce la partecipazione dei cittadini, se si riesce quindi ad incidere strutturalmente su alcuni fattori critici anche di tipo culturale.

Il Partito Democratico potrà dirsi innovativo se riuscirà ad assumere queste priorità, senza nostalgie per il passato, né illusioni per il futuro.

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Commenti

  • superjack (utente non verificato)

    Ma quale democrazia? Ma stiamo sognando, delirando?Basta, non se ne può più! La canzone non cambia. Cambiate registro. Non siete riusciti in 5 anni di opposizione a costruire una figura alternativa all’attuale sindaco. Annullate la Vostra prosopopea snob di intellettuali e confrontatevi con il popolo, non dovreste venire incontro ai bisogni della gente comune, essere contro il capitalismo?Chiacchiere e mai fatti!

  • gioia80 (utente non verificato)

    Che brutta la parola razza, ma ti rispondo per le rime:
    e tu sai da che razza di gente è governata Corato in questo momento? Non c’è paragone, guarda, ti dico che non c’è il minimo paragone!Fino a prova contraria il partito della signora Bovino è l’unico che ha denunciato pubblicamente le magagne ed i ricatti politici di questa amministrazione

  • JotaroJoestar (utente non verificato)

    Non c’è paragone? Mi chiedo su quale base si possa fare un paragone?
    Con al precedente esperienza al governo cittadino della sinistra?Se è così è vero che non vi è paragone in quanto nell’amministrazione Fiore, durata poco tra l’altro, non ricordo sia stato fatto nulla o quasi; ricordo male?La sinistra è brava solo all’opposizione perchè al governo di una nazione, di una regione o di una città ci può stare solo per non far nulla o per sperperare i soldi pubblici che noi cittadini versiamo…

  • JotaroJoestar (utente non verificato)

    Credo che sia sotto gli occhi di tutti quello che sta facendo il nostro caro Prodi, anzi mi correggo di cosa non sta facendo; per non parlare del nostro caro presidente Vendola che della sanità aveva fatto un suo cavallo di battaglia, sì ma per farla precipitare in una situazione di bilancio tremenda, in forte passivo per chi non lo sapesse e grazie a lui dovremo versare altri soldi, primo esempio l’aumento stabilito dei carburanti per auto…

  • JotaroJoestar (utente non verificato)

    A livello locale invece non è mai stata capace di far nulla, solo criticare altri o parlare di magagne.Basta chiedere agli anziani se si ricordano un periodo nel quale la città fosse in fermento come ora; è stata definita “tutto un cantiere”. Questa è una cosa buona o brutta? Spender dei soldi, e non metterseli in tasca, per migliorare la propria città è un bene o un male.La sinistra dovrebbe acquisir questo nella sua mentalità, meno parole e prosopopee e più fatti..

  • JotaroJoestar (utente non verificato)

    Al nuovo PD faccio i miei auguri per il tempo che durerà, perchè son convinto che dopo il flop delle prossime politiche nazionali cambierà ancora nome,tanto l’Italia è la nazione dei partiti.Vorrei infine chiedere al nuovo PD quale sia il proprio programma di governo perchè è quello che interessa davvero alla gente e non come al solito che si punta sempre e solo sul nome da contrapporre all’attuale sindaco Perrone e che può raccogliere più voti.
    Cordiali saluti.