«Democratici davvero: cittadini protagonisti»
Una nota di Vito De Leo, presidente del centro studi politici “Aldo Moro”.
Una nota di Vito De Leo, presidente del centro studi politici “Aldo Moro”.
Siamo donne e uomini che desiderano contribuire “dal basso” alla nascita del Partito Democratico, affinché possa essere una forza di vero rinnovamento.
Tra noi siamo diversi per esperienza politica, ispirazione culturale, età e condizione sociale. Ma ci accomuna la propensione a metterci in gioco, per la prima o per l’ennesima volta, nell’impegno politico diretto, in un partito.
Lo facciamo sulla base di alcuni obiettivi condivisi, definiti in un percorso che parte dal basso, aperto, creativo e centrato sul dialogo.
Perciò vogliamo dire e fare ciò che siamo: essere la parola che comunichiamo.
Dedicarci al bene pubblico significa ricercare anche per noi stessi un futuro vivibile e felice. Perciò abbiamo costruito assieme un documento che sia la sintesi del viaggio che ci prefiggiamo, come cercatori di una politica nuova.
Il 14 ottobre è nato anche a Corato un partito che propone un nuovo patto sociale tra Politica e Società Civile, ispirato al cuore autentico della Costituzione Repubblicana, di cui, purtroppo, nessuno si è ricordato di celebrarne nella nostra città il sessantesimo anniversario della promulgazione.
Questo nuovo patto richiede soprattutto nuova linfa vitale. E necessario che molte persone, anche e esterne e marginali ai partiti attuali, collaborino alla costruzione di un soggetto nuovo, sentendosi protagonisti di un grande progetto che parte dalla comunità locale.
Noi ci proviamo e vorremmo essere in tanti, senza preclusioni, attraverso la sperimentazione di forme nuove di partecipazione democratica.
Al popolo delle primarie, che ci auguriamo torni ancora più numeroso il 19 e 20 gennaio a suffragare la candidatura a sindaco di Maria Bovino, ricordiamo che la democrazia non è solo espressione di una delega: richiede la partecipazione attiva.
La dimensione politica e l’impegno civile ci riguardano tutti da vicino, toccano i nostri progetti più intimi, le nostre vite. Per questo è fondamentale ricercare forme molteplici e sempre più efficaci di partecipazione(forum democratici). Solo così la democrazia non si trasforma in “tirannide dei molti” o in massa informe manovrata da pochi.
La diffidenza che molti nutrono per la politica è assai pericolosa: quando i cittadini non si occupano di essa, non viene esercitato alcun controllo su chi governa il paese; così il potere degli amministratori, dei consiglieri comunali e delle consorterie partitiche si accresce, mentre i cittadini sono di fatto ridotti al ruolo di sudditi
Agli amici che si apprestano a candidarsi negli organi direttivi del partito, chiediamo che si lavori perché il PD sia un partito realmente diverso, protagonista e determinante e a misura delle peculiarità del nostro territorio, ancorché “federato” con il PD a livello provinciale, regionale e nazionale.
Chiediamo che nella segreteria siano rappresentati entrambi i generi (uomo/donna); ci sia una significativa presenza di giovani e di nuovi cittadini; che sia dato ampio spazio alle attività di educazione alla politica e di formazione, che sia favorito al massimo il ricambio nei ruoli di dirigenza; sia evitato il cumulo delle cariche; sia introdotto il limite dei mandati nello stesso organo istituzionale; siano dati segnali concreti e immediati di voler contribuire seriamente al contenimento dei costi della politica.
Siamo convinti che un Partito così improntato, sarebbe di esempio anche per la riforma degli altri partiti; renderebbe più credibile la propria piattaforma programmatica per le prossime elezioni amministrative; sarebbe maggiormente in grado di attrarre consensi e di competere elettoralmente.
Alla candidata sindaco Maria Bovino, persona conosciuta come onesta, seria, professionalmente affermata, apprezzata negli ambienti, sociali, politicamente impegnata, che conosce la burocrazia e la macchina amministrativa, che ha le idee chiare sui bisogni della città e dei suoi abitanti, che sicuramente avrà un ampio sostegno da parte del partito, (che la deve avvertire come garante dell’unità e punto di riferimento essenziale), che potrà essere gradita al maggior numero possibile di partner della coalizione (che la devono avvertire come garanzia di unità e rispettosa degli impegni politici e amministrativi assunti in sede di designazione); e a tutti gli altri contendenti alle cariche amministrative esprimiamo il nostro desiderio di una cultura, di una società e di una politica che valorizzino la persona, nella sua peculiarità e creatività, nei suoi talenti e bisogni; e che ad un tempo tendano, con l’apporto di ognuno, a far crescere e migliorare la comunità di appartenenza nella sua interezza.
Comunità di uomini e donne differenti capacità di dialogo e di confronto tra punti di vista e culture diverse. Solo il dialogo tra diversi supera sia il vuoto relativismo – mascherato da tolleranza – sia il fondamentalismo allergico alle differenze.
Nessuna vera riforma è possibile senza un salto di qualità etico, sia in chi detiene responsabilità istituzionali che da parte dell’intera società civile. In un sistema così interrelato, l’effetto di ogni comportamento si ripercuote sull’intera comunità, fino a ritornare su chi lo ha messo in atto.
Maggioranza e opposizione hanno il dovere morale di rispettarsi come uomini (innanzitutto) e come concittadini, e devono ricordarsi che il loro compito è quello di risolvere i problemi della collettività e non alimentare sterili dispute personali e partitiche.
Infine, un messaggio a chi accoglie le nostre riflessioni: fare politica non è governare a tutti i costi, non è essere capaci di allearsi in modo mercenario, non è cambiare bandiera per opportunismo personale. Fare politica significa, principalmente, programmare e lottare per i programmi in cui si crede.
Crediamo che essere persone umane significhi nutrire una spinta ideale, una passione per ogni essere, tesa al futuro. Sentiamo il dolore delle giovani generazioni dal lavoro precario, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, di chi non arriva alla fine del mese.
Avvertiamo il dolore esistenziale, il dilatarsi del senso di vuoto e la ricerca di una convivenza più a misura d’uomo, di donna, di anziano, di bambino, di ogni cultura o provenienza. Affinché il mondo che un giorno lasceremo sia migliore di quello che abbiamo trovato.
Commenti
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Verremo il 19 e 20 gennaio e, se non ci sarà dato di votare, non torneremo più.
Caro De Leo, ma chi l’ha detto che un Partito nuovo è migliore di un Partito vecchio? Il tuo manifesto del buon democratico somiglia molto al manifesto dei fasci di combattimento del 1919, al Programma di San Sepolcro. Anche nel ’22 si costituì un nuovo Partito che escluse tutti gli altri. Risultò, subito dopo, che il nuovo non era il meglio. -
sbaglio o maria Bovino è Consigliere provinciale di maggioranza?
e cosa ha fatto per Corato in tutti questi anni ? Qualcuno sa dirmelo?
Figuriamoci cosa potrà fare da Sindaco,la verità è che il centro-sinistra non è stato in grado,in 5 anni, di trovare un vero candidato sindaco da opporre a Luigi Perrone e si chiede il sacrificio all’unica persona che non ha niente da perdere.Coratini preparatevi ad altri 5 anni di amministrazione Perrone che nel bene e nel male qualcosa ha fatto per Corato. -
Siete sempre gli stessi, proponete sempre le stesse facce da una vita, la gente è stanca e non ne può più. Toglietevi proprio, date spazio a figure sconosciute, nuove, giovani e con idee. E basta anche con questi articoli pieni di retorica e propaganda politica, che non stimolano affatto, anzi deprimono. Il cambiamento non lo si innesca così, bisogna solo applicarsi e fare meno chiacchiere. Basta con tutte queste barriere, altrimenti il potere rimarrà sempre in mano a pochi e ai soliti.
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Non riesco a crederle, caro De Leo, quando dice che per il PD “…fare politica non è governare a tutti i costi, non è essere capaci di allearsi in modo mercenario, non è cambiare bandiera per opportunismo personale…”.
No, non riesco proprio a crederle perchè proprio la vicenda Bovino (tutta la vicenda Bovino, dal suo nascere al suo concludersi, e in che modo poi!…) dice “cose esattamante opposte” a quelle a cui lei – penso – creda!…







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