Ancora su via Montesanto

La Redazione

Giunge in redazione, sempre a firma della signora Ferrara e del dott. Cicala, un seguito alla loro prima missiva.

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Qualche settimana addietro due cittadini, Lia Ferrara e Pasquale Cicala, residenti in via Columella, avevano sollevato una questione relativa allo status di strada privata o pubblica di via Montesanto, piccola arteria che collega via Castel del Monte con via S. Elìa.

Giunge ora, sempre a firma della. signora Ferrara e del dott. Cicala, un seguito a quella prima missiva.

«Cari editori, lo spunto per la seconda puntata viene fornito, come su piatto d’argento, dal commento apparso su CoratoLive.it all’indomani della pubblicazione della prima puntata .

Un lettore che si firma “maldom” asserisce “basta con queste strade private… a Corato solo strade pubbliche… poi quella di via montesanto è anche comoda e fluida per raggiungere via sant’elia da via castel del monte”.

Proprio comoda e fluida non è, fa il periplo dei fabbricati ad essa perpendicolare e poi si trova ad uncino rispetto al semaforo di via sant’Elia. Caro Maldom, lo sai che gli amministratori degli anni ‘80 si posero il problema di come far raggiungere agli automobilisti di Corato via Sant’Elia da Via Castel del Monte in modo comodo e fluido?

Infatti, caro amico lettore, devi sapere che ,in contemporanea all’approvazione della lottizzazione, approvarono in Consiglio Comunale anche il piano viario dell’intera maglia della zona C.

Cosa prevedeva questo piano viario? Prevedeva, in assoluto accordo con i padri Redentoristi, la realizzazione di una strada che, sul prosieguo di Via Nicola Salvi attraverso la proprietà dei padri Redentoristi, avrebbe dovuto raggiungere via Castel del Monte. Come vedi a Corato c’era gente che si intendeva di traffico e di viabilità.

Dalla non realizzazione, per colpa o per dolo non sappiamo, di una strada prevista ed approvata dal consiglio comunale, si passa, con gli attuali soloni del traffico, ad imporre come strada pubblica una strada privata. Si ignora anche, caro maldom, che l’art. 77 del vigente Regolamento edilizio di Corato stabilisce che la larghezza di una “NUOVA STRADA PRIVATA” , aperta al pubblico passaggio, non deve essere inferiore a 10 metri se compresa nella “zona residenziale e zona di espansione”.

La cosiddetta via Montesanto privata, cosiddetta perché via non è ma è soltanto area di rispetto dei fabbricati ivi costruiti, non ha in alcun punto 10 metri. C’è di più: se si incrociano due autovetture, una delle due sale inevitabilmente sul marciapiede del fabbricato tanto che è già completamente sconnesso. Il marciapiede è un elemento architettonico sostanziale ed ineludibile per la stabilità di un fabbricato, sapevi anche questo caro maldom?

Premettendo che detta area di rispetto dei fabbricati esistenti mai ed in nessun caso può essere alienata, ove mai esistesse pubblica utilità perché non si realizza la strada prevista: Pacta servanda sunt. Ma che si fa ora, con questi amministratori ci si può permettere di esprimersi in latino?

Vedi come sottilmente si coltiva la illegalità. Sarebbe utile conoscere, soprattutto nella zona C rada, in quanti casi si vorrebbe che la strada privata diventasse pubblica. Vediamo».

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Commenti

  • violetta67 (utente non verificato)

    Cara redazione… trovo la risposta ad un libero pensiero, carica di aggressività. Una persona può esprimere un parere, anche sbagliando, ma l’altro non può rispondere in tal modo. Esiste tra le tante anche la libertà di pensiero, centamente voi cosi rispettosi dei diritti reali non vorrete togliere il diritto di cui sopra.