Basket: Salvatore Leo, «ad Ostuni per vincere»

Domenico Piccione

All’indomani del match vinto con Salerno l’attenzione è rivolta al big-match di Domenica con l’Ostuni che chiuderà il 2007.

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Superata a pieni voti l’insidiosa pratica Delta Salerno, prova che ha confermato l’ottimo stato di salute in cui versa la squadra, la Granoro Corato è tornata ad allenarsi per affrontare l’ultima fatica dell’anno 2007 prima della sosta natalizia.

Non c’è tempo di festeggiare il sesto successo consecutivo, arrivato al cospetto di una compagine rognosa ,poiché bisogna preparare al meglio la prossima difficile trasferta in quel di Ostuni. La speranza è quella di recuperare tutti gli elementi acciaccati, speranza divenuta chimera dall’inizio della preparazione estiva.

Con Salerno si è rivisto in campo una pedina importante come Graziani e il proposito è proprio quello di veder vuota l’infermeria neroverde nell’ultimo periodo sempre affollata.

Dopo l’ormai pieno recupero di Graziani nei giorni scorsi si è fermato Paulinho Motta a causa della febbre. Le condizioni del brasiliano però non destano preoccupazioni e il suo rientro in squadra appare imminente e non dovrebbe essere a rischio la sua presenza in campo.

In netta ripresa Salvatore Leo,tenuto precauzionalmente a riposo contro i campani dopo un attacco influenzale, pronto a rientrare per la gara di Domenica.

«Non sono stato bene ma sto recuperando – spiega il giovane brindisino – e spero di poter dare il mio contributo in un match così sentito».

La gara con i salernitani era vista dai più come un impegno più che abbordabile ed è stata decisiva le mentalità e la determinazione che i coratini hanno profuso nell’arco dei 40 minuti.

«Salerno è una squadra ostica – continua Leo – e in questo torneo abbiamo imparato, a nostre spese, che nessuna squadra è da sottovalutare. Dobbiamo giocare ogni partita come se in campo ci fosse sempre la prima della classe, senza pensare al nome del nostro avversario, che sia Salerno o Ostuni».

E’ anche vero che non tutte le partite possono offrire a livello di spettacolo spunti eccezionali ma soprattutto in certe partite è altresì fondamentale essere cinici.

«Dobbiamo fare i conti non solo con noi stessi – aggiunge il tecnico della Granoro – ma anche con gli avversari. Sicuramente vincere fa piacere, e tutti vogliono farlo, ma guai a non considerare la forza degli avversari che incontriamo. Giocheremo contro una delle squadre maggiormente titolate alla vittoria del campionato, per cui guai a considerare tutto facile e essere sicuri di vincere.

La troppa pressione non è buona consigliera: noi certamente lavoriamo per ottenere un risultato, ma dovremo misurarci con una squadra che lavora per il nostro stesso obiettivo, vincere. Per cui non bisogna esaltarsi più di tanto: sicuramente prepareremo la partita con l’obiettivo di cogliere un’altra vittoria, ma se ciò non dovesse avvenire niente drammi. Ci rimboccheremo le maniche per iniziare un nuovo ciclo vittorioso».

«Quando si affrontano certe partite – afferma l’aiuto allenatore Roberto Mangione – a maggior ragione in casa, con il grandissimo entusiasmo proveniente dalle cinque vittorie consecutive si rischia di cadere in brutte sorprese proprio perché noi avevamo tutto da perdere. La nostra grande forza consiste nella difesa e ancora una volta abbiamo dimostrato tutto il nostro grande valore nel difendere. Se la prova non è stata del tutto eccezionale, bisogna tuttavia sottolineare l’importanza di due punti : per il morale della squadra e per la classifica visto che abbiamo agganciato la terza posizione nonostante i tanti e continui problemi provenienti dall’infermeria».

Adesso tutta l’attenzione è rivolta verso il big-match della prossima giornata che metterà di fronte gli uomini di Meneguzzo agli eterni rivali della Città bianca.

«Oramai – continua il vice di Meneguzzo – è inutile spiegare il significato di Ostuni-Corato. Diciamo che le due squadre sono parecchio rinnovate e quindi penso che per molti si tratti non di un derby ma di una importante partita da vincere per la classifica e anche per i propri sostenitori visto il forte richiamo campanilistico. Come ha più volte ribadito il nostro coach sarà decisivo l’approccio al match evitando di non cadere nelle provocazioni per giocare la partita in base alle nostre qualità e caratteristiche».

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