Blocco del trasporto merci: parla la Cna/Fita

La Redazione

L’analisi di Riccardo Ciliberti, Segretario Regionale Unione CNA/FITA, una delle sigle sindacali coinvolte nelle agitazioni.

4 1 commento

Dopo il raggiunto accordo tra associazioni di categoria ed il Governo in merito allo sciopero degli autotrasportatori, ci ha scritto Riccardo Ciliberti, Segretario Regionale Unione CNA/FITA, una delle sigle sindacali coinvolte nelle agitazioni.

«Vorrei tentare – scrive Ciliberti – una prima analisi, sicuramente “incompleta“, rassicurando tutti gli autotrasportatori coratini e non e gli interessati che ogni approfondimento sarà a breve oggetto una assemblea regionale a cui stiamo già lavorando.

E’ opportuno dire da subito che le proposte avanzate dall’Esecutivo vanno nella direzione delle richieste della categoria, come ad esempio il contratto obbligatorio scritto, le tariffe minime, l’osservatorio sui costi, la strategia dei controlli e gli interventi sul gasolio.

E’ stato giusto, quindi, dichiarare la sospensione del fermo. Si tratterà ora di valutare l’operato del Governo sulla base del mantenimento degli impegni assunti nei confronti della categoria.

Entriamo nello specifico delle proposte accettate dall’Esecutivo e che erano nella piattaforma programmatica delle associazioni, onde evitare che sia generata confusione da parte dell’incompetente di turno.

  • Cosiddette tariffe minime: non si tratta di ritornare al sistema delle “ tariffe a forcella “ ma di una tariffa minima anti-dumping che servirà a mettere al riparo l’autotrasportatore dall’aumento dei costi di produzione del servizio. Si tratta di un sistema di “ regolamentazione “ già in uso in diversi paesi europei appartenenti alla UE.
  • Interventi sul gasolio: riduzione dell’accisa sui carburanti per effetto del maggior gettito IVA derivante dall’andamento dei costi del prezzo del greggio
  • Riduzione dei pedaggi autostradali: questi sono – in parte – gli interventi definiti “urgenti” che erano stati richiesti dalle associazioni di categoria e a cui gli autotrasportatori tenevano maggiormente al fine di ridurre i costi fissi aziendali.

Sul fronte delle riforme “ strutturali “ le proposte avanzate dalle associazioni di categoria e che sono state prese in considerazione dall’Esecutivo ed ufficializzate riguardano ad esempio :

• l’adozione obbligatoria di schemi di contratti di riferimento per i diversi tipi di rapporto tra vettore e committente;

• riservare la possibilità di stipulare contratti continuativi ad aziende che forniscano il servizio con almeno il 30% di veicoli propri

• dettagliare il contenuto delle norme del collegato trasporti su scheda di trasporto, prezzo del gasolio in fattura e “ disciplinare “ l’accesso alla professione delle imprese con veicoli al di sotto delle 3,5 ton.

• Disciplinare entro la fine del 2007 le modalità di accesso al mercato .


Questi, alcuni dei 12 punti dell’intesa raggiunta.

E’ evidente che descrivere “ tecnicamente“ l’intesa raggiunta risulta di difficile comprensione per chi non è del settore e può generare strumentalizzazioni che non giovano a nessuno.

La nostra assemblea servirà a chiarire dettagliatamente ogni aspetto dell’intesa.

Un’ultima precisazione.

La storia dell’Unione Fita/Cna dimostra che abbiamo sempre cercato di rappresentare solo ed esclusivamente gli autotrasportatori senza cadere in inutili polemiche “politiche“ e questo ci ha portato ad ottenere la stima degli autotrasportatori.

Quanto sopra per collegarmi alle dichiarazioni della Fai ed in particolare di Paolo Uggè riportate nel vostro articolo giornalistico.

In questo momento non ci interessa alimentare polemiche perché siamo da sempre convinti che il ruolo della nostra associazione è quello di rappresentare tutti gli autotrasportatori anche quelli che purtroppo per un motivo o per l’altro risultano essere iscritti ad altre sigle sindacali.

E’ sbagliato alzare barriere fra gli iscritti autotrasportatori di diverse associazioni di categoria solo perché pseudo dirigenti di alcune sigle sindacali assumono atteggiamenti molto discutibili. Noi siamo e lavoriamo nel rispetto e per l’unità fra tutti gli autotrasportatori.

I risultati conseguiti a favore di tutti gli autotrasportatori sono la miglior risposta ad inutili provocazioni e strumentalizzazioni, anche da parte "degli incompetenti di turno".

avatar

Commenti

  • mongo (utente non verificato)

    I requisiti per l’iscrizione all’albo autotrasporto sono onorabililità, capacità finanziaria e capacità professionale (che non avete dimostrato di possedere, soprattutto il primo dei tre). Basta fare un giro sui siti di settore per vedere di quanti favori già godete. Uggè è un’anomalia tipica di FI : conflitto di interessi.