“Orme parallele”, parlano gli artisti della collettiva d’Arte

Presso la discoteca Jubilee il 9,10 e11 dicembre espongono Franco Ventura, Dino Ventura, Antonio D’Introno in una mostra dal titolo “Orme parallele”.

5 commenta

Presso la discoteca Jubilee il 9,10 e11 dicembre espongono Franco Ventura, Dino Ventura, Antonio D’Introno in una mostra dal titolo “Orme parallele”. Facciamo qualche domanda all’artista Franco Ventura.

«Questa mostra vuole ribadire come dal titolo “Orme parallele” , l’unicità dell’arte come forma espressiva a 360 gradi, che vede in essa quella forza espressiva che accompagna la nostra esistenza. Abbiamo deciso insieme di fare questo percorso in modo parallelo, per dimostrare che l’arte non ha confini e ne ristrettezze! Siamo convinti che questo messaggio culturale possa lasciare un segno tangibile del nostro modesto passaggio nel tempo».

«Nella mia carriera artistica ho sperimentato varie fasi creative tese alla creazione di opere visibili in chiave concettuale e metaforica dell’immagine stessa – continua –vedi i mobili quadro, i miei dipinti intrisi di scritture immaginarie, piene di perché mai spiegati. Questa è l’arte come la vedo in me, una sostanza fluttuante sempre feconda e generosa, che dona sensazioni uniche in chi osserva».

«Da buon coratino, voglio approfittare per ringraziare il Signor Sindaco di Corato e gli Amministratori a nome di tutti noi, che da subito hanno dimostrato disponibilità e apprezzamento per quello che stavamo per fare. La nostra è una scommessa che ci ha visto impegnati in una mostra in un luogo inconsueto per tale scopo, come una discoteca; la valutazione degli spazi alternativi, fuori dagli schemi, insomma una vera scommessa che ci da ragione nel tempo. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in noi e coloro che hanno contribuito alla riuscita di tale evento».

Incontriamo anche l’artista, coratino di nascita, Dino Ventura, fratello di Fanco.

«Certo, sono Coratino di nascita, ma purtroppo per motivi di lavoro sono andato via molto giovane. Ho vissuto gran parte della mia vita in Basilicata, la mia seconda regione e gli ultimi quattro anni in Ambasciata in Nicaragua. Questa mia ultima residenza, mi ha dato modo di conoscere e sperimentare nuove culture e nuove energie creative».

«Mi sono ispirato ad alcuni artisti contemporanei ed artisti d’oltre oceano che mi hanno dato forza ed enfasi creativa nel mio lavoro di artista sempre alla ricerca costante di nuove tecniche.All’estero ho avuto modo di farmi apprezzare per la mia arte e mi sono confrontato e supportato con artisti locali Nicaraguensi dove si è instaurata una collaborazione fraterna ed amichevole».

«Ho accettato di buon grado al mio ritorno di partecipare a questa collettiva d’arte nella mia città natale, felice di esporre con mio fratello Franco ed il valido scultore Antonio, credendo all’istante che unendo le forze e le energie creative avremmo tirato fuori il meglio di noi stessi. Sono felice per la partecipazione della città e dell’Amministrazione per prima, sensibile all’arte e recettiva a questi eventi unici ed importanti». 

«Questo evento – aggiunge lo scultore del legno ed artista Antonio D’Introno.- ha voluto dimostrare che unendo le nostre forze in campo artistico si è ottenuto un risultato d’arte che si fonde con altre discipline, come la musica ed il teatro.Situazioni volute e studiate per donare allo spettatore una immagine completa dell’arte. Le mie opere scultoree in legno vogliono dimostrare nella loro espressione, la passione che da sempre mi ha entusiasmato, l’armonia del legno, della natura delle antiche tecniche e del restauro, che sanno donare alla naturalezza di un tronco, forme armoniche e dinamiche da inserire nei nostri ambienti e nelle nostre abitazioni».

«La continua e costante ricerca scultorea mi ha portato ad avvicinare Franco Ventura, che ha condiviso da subito di affiancarmi in questa ricerca creativa di forme e tecniche nuove. I grandi tronchi emanano vita propria ed energie, donando vita nuova come in una rinascita continua ,scoprendo la sua vera anima fatta e ricavata come pura materia e tramutata in scultura».

«Ecco, la mia opera è quella di liberare dalla rozzezza del tronco,la vita e la spiritualità dell’immagine contenuta in essa. Ringrazio anch’io, – conclude – quanti hanno collaborato iniziando dal Sindaco L. Perrone e l’Amministrazione Comunale per la loro fiducia in noi giovani artisti».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!