Toglietemi tutto… ma non la mia auto!

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Malgrado la denuncia ecologica e il costante aumento del petrolio, in italia non si rinuncia mai all’auto privata.
Lo sapevate che secondo LeasePlan (grande società di noleggio a lungo termine) nel 2006 abbiamo speso, per 39 milioni di autoveicoli, 208 miliardi di euro, il 14% del nostro PIL, mentre, in carburante nel 2005 abbiamo speso quasi 56,7 miliardi di euro?
L’ultima ricerca del Bipe, istituto di studi economici francese, mette a confronto la situazione di Francia, Regno Unito, Spagna, Germania e Italia. Dai dati emerge che, a partire dal 2004, in tutta Europa, a seguito del vertiginoso e costante aumento dei prezzi del petrolio, l’uso di auto private è diminuito tra il 4 (Germania) e l’8 per cento (Regno Unito), tranne che in Italia dove praticamente la situazione non è cambiata rispetto a 10 anni fa, infatti nel 2006 utilizzavano la macchina lo stesso numero di persone che nel 1996.
La stessa ricerca continua rilevando che a condizionare gli italiani c’è sopratutto la mancanza di alternative. Negli altri paesi europei, infatti, i mezzi pubblici sono una realtà e una sicurezza e prendere un taxi non è un terno a lotto. Così, anche se molti italiani si dichiarano teoricamente disposti a passare ad altri mezzi di trasporto, in molte situazioni rinunciare all’auto privata è praticamente impossibile. Avviene quindi che in Italia circoli una vettura ogni 1,4 abitanti (siamo al primo posto in Europa).
E, se è vero che il mercato automobilistico è in espansione, come conferma l’Istat sulla base degli indici degli ordinativi di giugno e luglio 2007, la situazione è preoccupante, soprattutto in considerazione delle previsioni elaborate da Bipe secondo cui l’uso delle auto continuerà a crescere al ritmo dell’1.5 per cento fino al 2015 per quelle a benzina e dello 0.5 per quelle a diesel. Il resto dell’Europa, invece, nello stesso periodo lo diminuirà tra lo 0.5 e il 2 per cento.
Credo che questi pochi dati, siano il segnale incontrovertibile che la benzina alle stelle e i continui allarmi sugli inquinanti non sembrano influire sulle scelte degli italiani: in Italia il mito del motore non sembra destinato a morire.
Anche Corato non è esente da questa situazione. Infatti, il Rapporto Preliminare del Piano della Qualità e della Mobilità urbana del Comune di Corato del 2003 ha registrato che l’84,2% del parco veicolare della nostra città è costituito proprio da automobili.
Per cui nonostante il gran parlare di inquinamento atmosferico, di città sempre più invase da automobili, di domeniche ecologiche e targhe alterne di targhe alterne, continuiamo a preferire per i nostri spostamenti l’auto privata e solo in minima parte mezzi di trasporto alternativo, bici o autobus.
Qualcuno a questo punto potrà dire, coma ha rilevato la ricerca Bipe, che questa situazione è dovuta alla mancanza di piste ciclabili, o al fatto che i mezzi pubblici non funziono e via dicendo. Le solite scuse…
Occorre considerare che la qualità della mobilità dipende da una molteplicità di fattori.
Il primo è senza dubbio l’impegno delle amministrazioni nell’organizzare un sistema integrato della mobilità che permetta l’utilizzo di più mezzi di trasporto, il potenziamento dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili o la creazione zone a traffico limitato permanenti.
Il secondo fattore determinante è la capacità dei singoli cittadini nell’organizzare un proprio sistema di mobilità che sappia fare a meno dell’automobile. Perché è inutile negarlo gran parte delle problematiche legate alla mobilità dipendono proprio dalla nostra incapacità di rinunciare all’auto privata. A tal proposito è stato calcolato che rinunciando all’automobile per almeno una volta la settimana, in un anno (su una media di 10 Km a viaggio) si possono risparmiare 60 euro di carburante e 144 Kg di CO2. Quest’ultimo dato molto importante ci permette anche di pesare quale impatto avrebbe un utilizzo diverso e limitato dell’automobile oltre che all’innegabile vantaggio economico. Ma nonostante tutto l’auto continua a farla da padrona.
A questo punto vorrei fare delle semplici considerazioni su alcuni comportamenti di noi coratini.
Se da un lato si registrano delle carenza strutturali importanti, quali l’insufficienza del trasporto pubblico urbano ormai evidente, e la quasi totale assenza di piste ciclabili ormai un dato di fatto, dall’altro credo che anche noi siamo poco disposti a cambiare le nostre abitudini.
Per esempio, con il trasferimento del mercato settimanale in via S. Faustina è stato organizzato un servizio navetta gratuito che dal centro porta sino alla zona mercato, ma credo che chiunque si sia fatto un giro per le strade limitrofe a via S. Faustina di sabato mattina, non avrà potuto fare a meno di registrare l’enorme flusso di automobili, traffico, ingorghi, auto parcheggiate dovunque ecc.
Inoltre, credo che tutti quanti abbiamo fatto l’esperienza di passare vicino una scuola al momento dell’uscita con moltissimi genitori che prelevano i proprio figli, ed anche li si è imbattuto in traffico, ingorghi, vigili urbani ecc.
La verità e che siamo purtroppo abituati a scaricare sempre su qualcuno o qualcosa le responsabilità di uno stato di cose che a ben guardare dipendono per buona parte da noi stessi.
Allora, prima di chiedere più piste ciclabili e più mezzi pubblici cominciamo ad andare di più in bicicletta e ad utilizzare di più i mezzi pubblici che gia ci sono.
Credo che solo così qualcosa possa davvero cominciare a muoversi.
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