Vendemmia 2007: meno quantità, più qualità

La Redazione

Meno uva, ma con il calo della produzione a causa delle elevate temperature riscontrate questa estate e dalla scarsità delle precipitazioni meteoriche, la qualità registrerà delle ottime performance.

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La vendemmia 2007 è stata sicuramente la più anticipata dell’ultimo mezzo secolo, condizionata da un avvio avvenuto con circa 20-30 giorni d’anticipo rispetto alla consueta tabella di marcia.

Ma che vendemia è stata?

La Puglia vitivinicola non raggiungerà gli 8 milioni di ettolitri di vino avuti nella passata vendemmia. In compenso, con il calo della produzione a causa delle elevate temperature riscontrate questa estate e dalla scarsità delle precipitazioni meteoriche, la qualità registrerà delle ottime performance.

La dimostrazione la si è avuta in queste ultime ore, con l’apertura delle prime bottiglie di vino novello, ben 16 milioni di bottiglie prodotte in tutta Italia, anche in questo caso con una flessione rispetto allo scorso anno.

«Sicuramente la qualità è superiore – spiega Francesco Liantonio, presidente del Consorzio dei Vini DOC “Castel del Monte” e della Strada dei Vini omonima nonché, da pochi mesi vice presidente nazionale di FederDoc, l’organismo che unisce tutti i consorzi di tutela dei produttori del vino Doc ed amministratore delegato della “Torrevento” di Corato – veramente eccezionale anche se nella nostra zona, quella del Castel del Monte, la riduzione della quantità prodotta rispetto alla scorsa vendemmia si attesta intorno al 30%.»

Un consorzio, quello della DOC Castel del Monte, costituito nel 1998, che è l’unico in tutto il sud Italia ad aver ricevuto dal ministero delle Politiche Agricole ed Alimentari il piano dei controlli, ovvero essere stato autorizzato alla verifica della sua produzione, nella sue varie fasi (viticoltore, vinificatore ed imbottigliatore) e quindi ad aver ottenuto un nulla osta ad effettuare verifiche ispettive oltre che documentali su tutti gli associati che compongono la filiera.

Torna da tre viaggi, uno internazionale dalla Gran Bretagna e gli altri due da Torino e da Roma «tutti necessari per valorizzare al meglio non solo le nostre produzioni ma anche il nostro territorio – tiene a sottolineare Liantonio -. A fronte di questa flessione nella produzione, sicuramente avremo un aumento del prezzo del vino, di circa il 15-20%. Un lieve aumento che sarà compensato dalla elevata qualità dei vini 2007, così da permettere di ottenere un giusto margine di remunerazione a fronte dei costi sempre più elevati di produzione».

Un Consorzio quello DOC “Castel del Monte” che è sicuramente tra i più importanti e rappresentativi di tutto il sud Italia.

«Quest’anno abbiamo registrato una flessione di circa il 30 %, rispetto ai 112 mila quintali di uva prodotti lo scorso anno», sottolinea Antonio Sassi, responsabile del piano di controllo del Consorzio DOC “Castel del Monte”.

Anche la produzione, quindi, ha subito una contrazione, che ancora dobbiamo quantificare, che faranno anche qui scendere la produzione di vino che l’anno scorso registrò poco più di 76 mila ettolitri. Di questa produzione il 41 % è stata rappresentata da vino rosso, il 45 % di rosato, uno dei più caratteristici e rinomati, ed il restante 14 % di bianco.

Un momento importante per il vino italiano e quello meridionale in particolare.

Il vino è sempre più la maggiore voce che contraddistingue l’export agroalimentare nazionale e nonostante il record raggiunto nel tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro, il vino italiano continua a registrare aumenti considerevoli non solo nei mercati mondiali (Giappone e Russia in primis) ma anche per il ricco mercato nord americano.

Oggi con orgoglio possiamo dire che un terzo dei vini stranieri presenti negli Stati Uniti d’America è italiano, e tra le produzioni di qualità come le DOC, DOCG e IGT sono sempre più presenti i vini della nostra Puglia.

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Commenti

  • Attila2 (utente non verificato)

    Azienda Torrevento: esempio per tutti gli agricoltori del nostro territorio. Qualità, serietà,commercializzazione diretta ed adeguata del prodotto. Se tutti gli agricoltori ne seguissero esempio non svenderemmo le nostre produzioni e non faremmo arricchire gli altri. Complimenti a Francesco Liantonio e auguri di sempre maggiori successi.Attila2