Ottobre urbanistico: riflessioni e proposte

La Redazione

Le proposte di Franco Vangi, Presidente commissione cultura e del Centro Studi Politici “A. Moro”.

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E’ in corso in questo mese un piano di consultazione delle diverse categorie di cittadini a proposito del P.U.G, (Piano Urbanistico Generale ) che accoglie i criteri definiti dalla Regione Puglia concernenti le risorse, le potenzialità , le tradizioni, gli aspetti geo-morfologici del territorio: parame¬tri che devono essere concretizzati sul campo attraverso la partecipazione e la concertazione nelle comunità locali .

«Anche la Consulta della Cultura, – dice il Presidente Franco Vangi – unitamente alla Consulta dello Sport, è stata invitata ad esprimere un parere da inserire nel documento finale la cui approvazione è di competenza della Giunta Comunale.

Come Presidente della Consulta della Cultura sono lieto di offrire il mio contributo che si affianca a quello eventuale degli altri componenti dell’Esecutivo e delle Associazioni che sono parte della Consulta medesima.

La mia vuole essere una visione integrata tra ambiente urbano e Territorio nei suoi valori geomorfologici, ambientali e culturali.

Il principio di fondo è la valutazione delle vocazioni imprenditoriali della nostra città che, però, vanno coniugate con il retroterra storico ambientale ereditato dal passato; non ci sono stati donati monumenti di alto valore culturale, ma consegnata una identità dinamica e aperta al progresso, in una configurazione ambientale ordinata e razionale ma un inpianto urbanistico a raggiera incisa dai due anelli dello Stradone e dell’Estramurale.

Il Sindaco Giuseppe Patroni Griffi (ideatore del Teatro Comunale) volle lasciare un segno di dinamismo e di versatilità irradiando dal bozzolo identitario del centro storico spinte verso il futuro. Il centro storico,alla fine dell’Ottocento compresso in vicoli, sottani, grotte in un intasamento intollerabile, fin d’allora venne considerato un’entità da risanare, ristrutturare e quasi da "nascondere".

Grave errore (e il disastro idrogeologico degli anni Venti valse a perpetrarlo) perché si pensava che quel contenitore delle nostre tradizioni potesse essere spazzato via. Ma, almeno da un venticinquennio a quest’oggi, con il contributo del giornale "Lo Stradone" dei tempi epici (di cui fui anch’io redattore) la tendenza " ad delendum " è stata messa da parte.

Oggi l’Amministrazione comunale può avvantaggiarsi di quelle "battaglie", di quei semi culturali allora lanciati da Padre Emilio D’Angelo.

Ed ecco l’oggi: bisogna proseguire nella linea di accordo tra passato – presente- futuro, sostenendo il dinamismo imprenditoriale dei Coratini, ma armonizzandolo con la memoria storica.»

Anche  il Centro Studi Politici “A. Moro” per il quinto incontro promosso dall’Amministrazione comunale per favorire la partecipazione alla redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) ha predisposto una proposta finalizzata alla realizzazione del “Piano Comunale Tratturi” nel quadro di un progetto di sviluppo turistico ecosostenibile.

«Questa proposta si aggiunge a quelle formulate nei precedenti incontri che – ricordo – si riferiscono all’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, alla discussione pubblica e partecipata del Bilancio di previsione e di gestione del Comune, all’istituzionalizzazione del Forum dei Giovani, al Regolamento per le Pari opportunità e all’Adozione di un pezzo di Città da parte dei cittadini di tutte le età, alla creazione di una Città sostenibile dei bambini e delle bambine.

Coerentemente con la scelta esplicita dell’Amministrazione volta a perseguire una politica di riqualificazione urbana e territoriale, fondata sul riuso del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente e sulla sua valorizzazione quale patrimonio culturale ed identitario della collettività;

• preso atto che la città di Corato è parte integrante del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ricca di spazi naturali e di aree protette di alto valore storico e archeologico, come il Bosco di Patanella, il Tratturello Regio, Jazzo del Termite, Bosco di Scoparella, Iazzo del Demonio, Necropoli di San Magno, Chiesa Neviera, fatte oggetto di studio, segnalazioni, escursioni e sedi di eventi dalle associazioni locali LEGAMBIENTE, FIDAPA, ARCHEO CLUB, MURGE, anche durante l’estate coratina nell’ambito del progetto “La luna nell’uliveto” proposto dalla Consulta della Cultura;

• in linea con le strategie regionali che riconoscono la rete degli antichi tratturi quale “monumento della storia economica e sociale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e in quant testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca istituendo il “Parco dei Tratturi della Puglia”, che è reso obbligatorio per tutti i “Comuni nel cui ambito territoriale ricadono tratturi, tratturelli, bracci e riposi” dalla legge regionale 23/12/2003 n. 29 titolata “Disciplina delle funzioni amministrative in materia di tratturi” e fissa le linee guida per la redazione dei Piani comunali che sono state emanate con Delibera di G.R. n.559 del 15/05/2006;

• atteso che la conoscenza, tutela e valorizzazione della Murgia in generale e dei diversi siti archeologici in essa presenti, rientrano nelle politiche ambientali, culturali e turistiche avviate dell’Amministrazione comunale e dai diversi Consorzi di cui il Comune di Corato fa parte (PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbana per uno Sviluppo Sostenibile del Territorio), PIT (Progetto Integrato Territoriale Nord Barese), Comprensorio Nord Barese, Forum Agenda XXI, Patto Territoriale, Patto delle Città per lo Sviluppo Urbano Sostenibile, Agenzia Puglia Imperiale, Polo Territoriale Nord Barese Ofantino) non può che rafforzare la presenza di Corato nei circuiti della conoscenza facendone una tappa irrinunciabile del turismo ecocompatibile pugliese;

• considerato che tra gli obiettivi strategici del PUG sono annoverati anche quelli di mirare alla valorizzazione ambientale del sistema naturalistico, artistico, architettonico e rurale, ai fini anche di promuovere un eco-turismo che ponga le basi per un collegamento tra costa e aree interne attraverso il percorso delle lame da bonificare.

Proponiamo nello spirito e nella lettera della Legge regionale n. 29 del 23/12/2003 e delle relative linee guida del 15/05/2006, così come illustrate dall’arch. Arturo Cucciola, incaricato della redazione del PCT di Terlizzi la redazione del PIANO COMUNALE DEI TRATTURI, avente i seguenti obiettivi:

– sistemare gli attuali tracciati reintegrando le aree fratturali incongruamente occupate e cintate;

– eliminare le discariche che sconciano il percorso nonostante gli interventi di bonifica effettuati negli anni passati;

– sistemare, senza asfaltare, il tracciato carrabile per una percorrenza a bassa velocità prevista per i residenti “frontisti”;

– realizzare un percorso protetto pedonale e ciclabile lungo tutto lo sviluppo del tracciato;

– risanare, a cura diretta della mano pubblica o con interventi privati convenzionati, tutti i fabbricati storici diruti esistenti sul percorso per creare, ove opportuno, strutture di servizio ricettive e di servizio alla fruizione culturale e turistica;

– creare, lungo il tracciato, luoghi intermedi di sosta e ristoro costituiti da piazzette lastricate, sedute in pietra, pannelli esplicativi;

– sistemare, in luoghi adatti, parcheggi per i visitatori per favorire l’interscambio con la fruizione pedonale, in bicicletta, a cavallo dell’intero tracciato;

– unificare tutte le recinzioni ammissibili sul tracciato secondo il modello dei muretti in pietra a secco; valorizzare lungo il percorso e nelle aree annesse, tutte le presenze storiche , archeologiche, architettoniche, paesaggistiche e botaniche presenti;

– rinaturalizzare le aree reintegrate con essenze tipiche dell’areale geografico, in primis roverelle, lecci, fillirea, lentisco, corbezzolo, mirto, quercia coccifera;

– stabilire una congrua area di rispetto per disciplinare qualsiasi nuova costruzione.

In questo modo la conservazione delle risorse naturali può efficacemente coniugarsi con la crescita delle microeconomie locali, valorizzando le sensibilità dei residenti e sollecitando l’educazione dei turisti.

Nell’ambito di una strategia di sviluppo fondata sul turismo sostenibile, la valorizzazione e la conservazione el patrimonio rurale devono avvenire non tanto con specifici vincoli e con la puntuale verifica del loro rispetto, quanto mediante investimenti per la crescita culturale di residenti e turisti, finalizzata all’attivazione di processi autopropulsivi dello sviluppo sostenibile

A questi fini è opportuna un’attenta valutazione della capacità di carico ambientale (per verificare che l’integrità del luogo non venga compromessa da un’eccessiva affluenza) e sociale(per accertare che i comportamenti dei residenti siano compatibili con gli obiettivi perseguiti.).

In questa prospettiva,non è da escludere la possibilità di promuovere modifiche nei comportamenti, attraverso apposite iniziative di formazione.

Le attività turistiche e l’impiego del tempo libero devono conciliarsi con iniziative culturali ed eventi, oggetto di opportuna ed efficace informazione idonea a favorire la conoscenza del patrimonio ambientale esistente e della importanza della sua tutela e valorizzazione, anche a fini economici e sociali.

Il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla suddetta strategia deve peraltro comportare il miglioramento della qualità dell’offerta turistica, in relazione ai segmenti di mercato interessati e alle caratteristiche dell’incoming turistico (provenienza, età anagrafica, livello culturale, capacità di spesa, ecc.).

Così facendo, lo sviluppo locale non viene considerato come una somma di azioni o di iniziative da finanziare. Lo logica dello sviluppo locale è una logica di progetto, non una logica di sportello. Si tratta, quindi, di fare una selezione ragionata di operazioni, che, dalla loro qualità e dal loro carattere prioritario riconosciuto e condiviso, vanno ad innescare dei processi di sviluppo sostenibile del territorio considerato.

Il modo migliore per rendere concreto ed operativo questo progetto è l’istituzione di una Consulta cittadina permanete per le problematiche ambientali ed ecologiche, attraverso le quali l’assessorato abbia la possibilità di ampliare l’analisi delle problematiche esistenti sul campo, denunciare le urgenze e le priorità dell’intervento, concordare le metodologie, approfondire le verifiche, cogliere più attentamente le tensioni e le tendenze dinamiche che emergono dalla collettività, prevenire il degrado ambientale legato allo sviluppo economico che spesso non affianca alla modernizzazione e alla tecnologizzazione il rispetto delle risorse dell’ecosistema, dei suoi equilibri, della qualità della vita e della salute di tutti i cittadini.»

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