Gli studenti dell’IPC: «abbiamo scioperato con cognizione di causa»

Gli allievi dell’IPC non ci stanno a passare per quelli che vogliono solo saltare le lezioni, ma rivendicano motivazioni valide e ponderate alla base dei loro comportamenti.

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Nei giorni scorsi ci siamo occupati della mobilitazione nazionale, indetta dall’Unione degli Studenti, che il 12 ottobre scorso ha coinvolto anche diversi allievi coratini delle diverse scuole superiori di Corato.

«Più fondi e meno spese per una scuola che gravi meno sulle spalle delle famiglie italiane dia le stesse possibilità a tutti gli studenti» gridavano gli studenti scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti della riforma scolastica varata dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni.

Massiccia era stata la partecipazione del Liceo Classico “A.Oriani”, discreta quella dell’ITC, sporadica quella degli altri Istituti superiori.

Nella settimana successiva però, l’agitazione si è spostata all’interno dell’IPC di Corato, i cui allievi non ci stanno a passare per quelli che vogliono solo saltare le lezioni, ma rivendicano motivazioni valide e ponderate alla base dei loro comportamenti.

«Da anni ormai – scrivono i ragazzi del Comitato Studentesco dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e Sociali “L. Tandoi” – la nostra scuola è considerata “diversa”, perché si pensa che sia frequentata da alunni svogliati e poco dotati intellettivamente, incapaci di astrazione perché portati solo ad attività pratiche.

Secondo alcuni, noi saremmo ignoranti, maleducati, rozzi, e quindi inferiori agli alunni di altri istituti. A noi invece piace rispondere alle critiche con azioni concrete.

Potremmo farci pubblicità con i progetti di cui la nostra scuola è capofila a livello europeo, ma sarebbe davvero troppo facile. In fondo sono quasi vent’anni che il nostro Istituto è conosciuto in Italia ed in Europa per la qualità dell’offerta formativa. E’ invece importante sottolineare che se i progetti sono così rilevanti è perché noi alunni siamo in grado di portarli avanti a quei livelli.

Ciò precisato, vorremmo ricordare a tutti i coratini, insegnanti, studenti e gente comune, che le manifestazioni hanno un senso se portate avanti con intenti condivisi, senza pregiudizi e con l’entusiasmo che tutti, qualunque sia l’Istituto di provenienza, abbiamo provato e proviamo quando siamo chiamati ad esprimerci in prima persona su temi così importanti come il nostro futuro.

Questo non è accaduto perché si è ritenuto che solo le scuole cosiddette “di serie A” fossero in grado di elaborare e manifestare opinioni personali. Quando abbiamo invitato la popolazione studentesca coratina a creare un fronte comune ci siamo sentiti rispondere con un “forse” che si è rivelato un “no”.

Coerentemente con le nostre scelte, noi abbiamo preferito indire assemblee, studiare la normativa che disciplina crediti e debiti e ascoltare anche le opinioni di chi, come il nostro Preside ed i nostri prof, non erano assolutamente d’accordo con il nostro sciopero.

Nel rispetto reciproco delle opinioni di tutti, sabato 20 ottobre abbiamo comunque deciso di manifestare compatti, anche se i nostri colleghi di altre scuole si sono tirati indietro qualche minuto prima dell’incontro, nonostante l’impegno preso. Inutile ribadire che la nostra coerenza ha avuto un prezzo: come da Regolamento interno, gli scioperi non autorizzati costituiscono motivo di sanzioni disciplinari, e questo è proprio ciò che è avvenuto a tutti gli alunni dell’Istituto.»

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Commenti

  • Paco (utente non verificato)

    Chi considera l’I.P.C. istituto di serie “B” si è fermato a pregiudizi mi parecchi anni fa e dimostra tutta la sua ignoranza. Bravi ragazzi fate valere le vostre ragioni!!!!!

  • ketsuicide (utente non verificato)

    E l’astensione dello scorso sabato, motivata come “sabato fascista”, rientra sempre nella politica di coerenza e concretezza?