Bianca la notte, illuminata la via…

Ettore Torelli e Maria Teresa Malcangi

…chi vuol esser turista lo sia!

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L’estate è ormai finita, la stagione delle stagioni, quella dove tutti (o quasi) si sono goduti il loro meritato relax, quella che ti fa venire in mente il mare ed il sole, insomma la “stagione turistica” per eccellenza ci ha già salutato da qualche giorno. E così ognuno di noi è ritornato alla vita di sempre, fatta di lavoro, studio, impegni, appuntamenti e così via; è vero, forse non ci sarà più tanto relax, sicuramente non andremo più al mare, ma nulla ci vieta di rendere questo nuovo periodo una nuova “stagione turistica…per casa”.

In questa nostra prima uscita mensile vogliamo soffermarci su un evento che si è tenuto a Corato nei giorni 1 e 2 settembre: la Notte Bianca; naturalmente non occupandoci di chi, perché, cosa è stato fatto, ma di dove tutto questo è avvenuto. Anche quest’anno alcune zone del nostro centro storico sono state teatro di varie esibizioni trasformandosi così in caratteristici palcoscenici che hanno unito al piacere puramente artistico delle performances quello relativo al valore storico del luogo in cui ci si trovava.

Piazza Di Vagno, Via Roma, Via Duomo, Via Gentile, Piazza Sedile, Via San Benedetto, Via Monte di Pietà sono state letteralmente prese d’assalto da una moltitudine di gente (coratini e non), che camminando con gli occhi al cielo (o con il naso all’insù) ha potuto soffermarsi ad osservare palazzi, chiese, decorazioni lapidee presenti all’interno della parte più antica di Corato.

Sicuramente non tutti avranno colto quest’occasione per guardare con occhio più attento le testimonianze storico-artistiche del paese, ma altri hanno sfruttato quest’evento per fare quattro passi in zone che non capita spesso di frequentare; così la curiosità della gente, le strade ed i vicoli illuminati, la musica e la danza hanno dato la possibilità al nostro centro storico di “rivivere”.

A rendere più appetibile la serata e a soddisfare ancora più la curiosità dei numerosi turisti per casa c’è stata la visita guidata al campanile della Chiesa Matrice; i tanti che hanno avuto la possibilità di fare quest’esperienza (la gente in coda era tanta), cioè salire fino in cima al campanile l’hanno molto apprezzata, non soltanto perché si aveva l’occasione di poter vedere Corato dall’alto, ma anche perché vi era un’accurata illustrazione della storia della

Chiesa Matrice ed in particolare del campanile che costituisce una delle strutture più interessanti del principale edificio di culto della città. La torre campanaria, infatti, insieme al portale maggiore, alla parete di fondo dell’abside con in alto una monofora lunettata e ai primi filari di muratura del fianco destro della chiesa, è tra gli elementi architettonici risalenti alla fase medievale dell’edificio.

Il massiccio campanile è caratterizzato da tre piani al di sopra dell’alto basamento rivestito a bugnato rustico. Nel secondo livello si aprono due bifore, al terzo tre trifore, al quarto quattro monofore entro le quali sono inserite quattro campane di cui una risale al XVIII secolo, due al 1913 ed una al 1946.

La finestra settentrionale del secondo livello è l’unica che presenta la lastra originaria decorata con un motivo vegetale, un’apertura centrale quadrilobata, un volto umano e testoline animali. L’essenzialità con cui è realizzato tale rilievo plastico induce ad attribuirlo alle stesse maestranze che hanno elaborato la maggior parte della decorazione plastica del portale principale durante la prima metà del XIV secolo.

Originariamente il campanile doveva presentare un coronamento più alto e, forse, differente rispetto a quello attuale ed aveva un orologio datato 1610. Nel 1743 venne danneggiato a causa di un terremoto e, quindi, successivamente ristrutturato; nuove e più consistenti modifiche vennero apportate in seguito ai danni provocati dalla caduta di un fulmine nel 1859.

Gli ultimi interventi di restauro, eseguiti nel 1988, hanno permesso di riaprire la bifora occidentale del secondo livello e di recuperare l’originario colorito della muratura lapidea.

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