Tarantata: delirio in piazza Cesare Battisti. Le immagini di un grande evento

© CoratoLive.it
Una notte indimenticabile impreziosita dall’estrema abilità di tutti i musicisti.
Abbinare la sfrenatezza antica e “pizzicata” dei salentini Ariacorte con le sonorità ricercate e nostrane degli Aquarata: questi sono stati gli intenti dell’A.I.C. (Associazione Imprenditori Coratini) che ha scommesso sul matrimonio dei due gruppi pugliesi puntando sulla comunanza di due culture diverse ma entrambe legate alla magia e alle tradizioni antiche.
È nata così “la Tarantata”, presentata ieri sera dal poliedrico Franco Tempesta. Un evento con il chiaro intento di conservare le tradizioni e farle conoscere, come dovere e diritto di tutti specialmente se fanno parte della nostra regione e creano la nostra storia.
Il risultato? Una piazza Cesare Battisti in delirio, contagiata da veleno e follia, in cui nessuno, ma proprio nessuno, è rimasto immune allo scompiglio sonoro ed emotivo di quello che, a ragion veduta, può essere definito uno degli eventi più belli di questa estate coratina.
Sotto l’onda d’urto dei tamburelli, delle dita e delle pelli percosse, giovani e meno giovani non hanno potuto far altro che danzare e ballare con tanto di note colorate e stravaganti, come il simpatico anziano che in preda alla frenesia ha strappato il microfono “a tradimento” dalle mani dell’attonito Luigi Palumbo e ha urlato alla piazza la sua esultanza.
I due gruppi si sono spalleggiati in improvvisazioni che di improvvisato sembravano non aver nulla, mescolandosi con un’intesa degna delle più collaudate jam session. Niente di preordinato, ma l’impressione è stata che la “tarantola” e “u scazzamerriedd” fossero una cosa sola e che la distanza tra le due culture fosse solo di qualche bracciata a stile libero.
L’apoteosi di questo connubio si è avuta con il brano “U munne sparesciute” il nuovo singolo degli Aquarata presentato ieri sera per la prima volta e tratta da una poesia del poeta Gerardo Strippoli che da il titolo alla sua prima raccolta. Il gruppo coratino e quello salentino si sono esibiti in un viaggio sonoro nella vecchia Corato e nei suoi più antichi mestieri regalando suggestioni di rara bellezza.
Una notte indimenticabile, dunque, impreziosita dall’estrema abilità di tutti i musicisti. Bravissimi e coinvolgenti gli Ariacorte di Rocco Borlizzi e lode a Giacomo Caroviglia per lo straordinario assolo di tamburello dagli effetti ritmici impressionanti. Non da meno gli Aquarata che hanno confermato ancora una volta di essere il gruppo più amato dai coratini. Un plauso anche agli organizzatori Franco Squeo, Gerardo Strippoli e Saverio Musto che in qualche modo hanno dimostrato come un evento straordinario possa essere organizzato con “risorse" locali. E chissà che questa non rappresenti una lezione di stile per i prossimi “grandi cartelloni”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti