San Cataldo, presentato il cartellone dei festeggiamenti

Una festa, quella che partirà il prossimo 18 agosto, che si preannuncia ricca di novità.

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“Mi auguro che questa festa patronale possa rappresentare un’occasione per ritrovarsi e per condividere una comune identità e un comune cammino ecclesiale cittadino, ma soprattutto un modo per riempire di senso e significato una festa che rischiava di perdere il suo centro di gravità”.

Così don Gino Tarantini ha introdotto la presentazione del programma dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono San Cataldo, avvenuta lunedì sera presso la chiesa Matrice.

Una festa, quella che partirà il prossimo 18 agosto, che si preannuncia ricca di novità e decisamente lontana dai cliché che troppo spesso hanno fatto di “San Cataldo” un tiepido luna park della tradizione, incapace di scavare nella memoria della cultura popolare e della sua genesi spirituale.

Ben lontani dal voler tirare i remi in barca, i membri della deputazione Maggiore “San Cataldo” presieduta da Angela Pisicchio hanno sfornato in breve tempo un programma nel quale risulta subito lampante l’intenzione di recuperare il patrimonio di conoscenze sul santo e sulla tradizione popolare legata ai festeggiamenti.

“Abbiamo lavorato in perfetta simbiosi gli uni con gli altri, senza che i ruoli avessero il sopravvento su quelli che erano i nostri obiettivi ”, spiega il presidente Angela Pisicchio.

“Posso ritenermi soddisfatta del lavoro svolto, considerando il breve tempo a nostra disposizione. Sarà una festa all’insegna del recupero del significato più profondo del culto del nostro Santo Patrono, nel quale si mescoleranno e si confronteranno anche le tradizioni di altre città che hanno come protettore San Cataldo, come Pietrapertosa in provincia di Potenza.

Ma il nostro è stato anche un lavoro di ricerca storica e fotografica attraverso le testimonianze e il contributo di chi in tempi passati ha fatto della festa patronale un impegno di vita, come il presidente del comitato Mario Lastella, al quale abbiamo dedicato una mostra in piazza Vittorio Emanuele, o come il difficile recupero del testo mba Catall e mba Jsepp di cui verrà data lettura su via Duomo.”


Evento attesissimo è anche la produzione teatrale “Cataldo del popolo nostro”, scritta da Francesco Martinelli del Teatro delle Molliche e accompagnato da suggestivi filmati legati al Santo realizzati dal regista Michele Pinto.

“Per scrivere questo testo ”, spiega Martinelli “ho fatto un percorso itinerante nei luoghi dove si nutre devozione per San Cataldo intervistando gli anziani e documentandomi sui testi storici e folkloristici. In questo cammino ho ritrovato il senso di molte tradizioni delle quali si ignorano le origini, come ad esempio il perché si usa ravvivare le strade con le luminarie.

Il risultato di questo lavoro è un’opera teatrale che parla attraverso la voce di tutti coloro che ho incontrato e che mi hanno aiutato a riscoprire una tradizione molto più profonda e intima di quanto normalmente si pensa”.

E a sottolineare ancora di più il vivaio di conoscenza e contaminazione culturale che caratterizza questa edizione della festa patronale non poteva mancare la musica, in quella che si preannuncia come una notte di tamburelli, zumpi e zumparelli. Il 20 agosto in piazza Cesare Battisti i “paesani” Aquarata si confronteranno con la pizzica sfrenata degli Ariacorte, direttamente da Melpignano, culla dell’ormai celebrissima Notte della Taranta.

Con il supporto di cento ballerini del corpo di ballo “i tatantati”, i musicisti promettono di infuocare la piazza e “pizzicare” i presenti coinvolgendoli in una danza scatenata.

“Sarà emozionante vedere due culture musicali così diverse cimentarsi insieme in questo concerto,” anticipa Franco Squeo, presidente dell’A.I.C. promotrice dell’evento, “e mi auguro fortemente che questa edizione delle feste Patronali rappresenti un esempio per il futuro e uno sprono per imprenditori locali a sostenere con maggior veemenza questa tradizione che non può e non deve essere considerata una festa surclassata, ma un impegno collettivo, un’occasione per affermare la nostra identità con il contributo di tutti.”

Ampiamente soddisfatto del programma anche il sindaco Luigi Perrone: “ho seguito il percorso che ha portato al compimento di questo programma, fatto di difficoltà, momenti di tensione e duro lavoro per tutto il comitato. Ma il risultato finale ripaga tutti gli sforzi. Quella di San Cataldo è una festa alla quale tutti devono contribuire, anche personalmente laddove è possibile, coadiuvando e assistendo la deputazione preposta all’organizzazione.

Ed è quello che è successo quest’anno con gli spettacoli pirotecnici della domenica e del lunedì, i primi offerti da un gruppo di cittadini che hanno voluto conservare l’anonimato, e il secondo dal Consorzio Installatori e manutentori Termoidraulici Coratini. Un esempio che mi auguro possa ripetersi e ampliarsi nei prossimi anni”.

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