Marina Mastromauro: «costretti ad aumentare il prezzo della pasta»

Salvatore Vernice

Da diverse settimane il mondo legato alla produzione del grano duro è in fermento per un raccolto insufficiente e, che a livello mondiale, fa registrare aumenti di prezzo anche oltre l’80%.

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«Non c’è nessuna speculazione da parte nostra, anche noi siamo un anello debole di una filiera che ci costringerà sicuramente ad aumentare il prezzo della pasta».

A parlare in questi termini è la dottoressa Marina Mastromauro, amministratore delegato del pastificio Granoro una grossa realtà nazionale nel settore della pasta.

Da diverse settimane il mondo legato alla produzione del grano duro è in fermento per un raccolto insufficiente e, che a livello mondiale, fa registrare aumenti di prezzo anche oltre l’80%.

Un dato che ha spinto i molini, da alcuni mesi, a rivedere le loro quotazioni di cessione, ai loro clienti, della semola.

«La prima causa di questo aumento – continua Mastromauro – è sicuramente un brusco calo delle quantità di prodotto, dovuto sia a fattori climatici e sia per il crescente sviluppo, soprattutto negli Stati Uniti, dei biocarburanti che utilizzando frumento hanno portato gli agricoltori a cambiare la “destinazione d’uso” dei loro campi.

Noi comprendiamo anche le esigenze degli agricoltori ma non accettiamo le loro accuse di speculazione nei nostri confronti, siamo sulla stessa barca contro chi dirige questo mercato. Le nostre sono aziende che devono far quadrare i bilanci e che se vanno in perdita potrebbero mettere a repentaglio un sistema che vede coinvolte molte categorie di lavoratori
».

L’aumento dei prezzi della pasta è quindi alle porte e sarà adottato da tutti produttori nelle prossime settimane.

«Alcune aziende lo hanno già applicato, mentre per quanto ci riguarda cercheremo di spalmarlo per renderlo più indolore al consumatore finale. Una soluzione potrebbe arrivare concedendo una maggiore premialità a favore di chi produce grano di qualità».

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