Centro-sinistra: il dibattito continua

La Redazione

Non si può dire che l’appello lanciato sulle nostre pagine da Alfredo Ferrara ed indirizzato a tutte le forze del centro-sinistra non abbia colto nel segno, viste le repliche sin qui ricevute.

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Non si può dire che l’appello lanciato sulle nostre pagine da Alfredo Ferrara ed indirizzato a tutte le forze del centro-sinistra non abbia colto nel segno, viste le repliche sin qui ricevute. Oggi ne proponiamo un’altra, a firma di Isa Ventura.

Spett.le Redazione,
a proposito dell’”accorato appello”, in assenza quasi totale di un riscontro da parte dei partiti di centro-sinistra (forse a causa delle iniziate ferie!?), provo a dare il mio contributo al dibattito che si è aperto, alcuni giorni fa, a seguito dell’intervento di Alfredo Ferrara, che vivamente ringrazio.

Recentemente si sono costituiti una serie di comitati, gruppi, associazioni con caratteri trasversali come per esempio “Prima il cittadino”, il comitato “Corato verso il nuovo piano urbanistico generale” o più squisitamente politici come il comitato promotore cittadino per il Partito Democratico o il movimento politico Rinnovamento Corato, probabilmente anche altri di cui non sono a conoscenza, i quali, secondo il proprio punto di vista, hanno come riferimento (presumo e mi auguro) il bene comune.

Da tutto questo si può desumere che nella nostra città vi è un certo fermento, la voglia di dialogare e mettersi in discussione, solo che probabilmente le vivaci intelligenze che il nostro territorio vanta hanno solo bisogno di convergere concretamente tutte verso una sola direzione: il bene comune, appunto.

Per fare questo, a mio parere, è necessario che, ciascuno nel gruppo di appartenenza o più semplicemente nel quale si rivede, cominci a discutere seriamente su cosa intende per bene comune.

Per me, ambientalista convinta, può essere rappresentato dagli spazi verdi (che non abbiamo), dalle piazze per i bambini (che non abbiamo, anzi ne abbiamo una solo di nome), dalle costruzioni a misura d’uomo, dal traffico contenuto, dai trasporti pubblici, dalle piste ciclabili (che non abbiamo e non sappiamo neppure dove realizzarle), dagli spazi di aggregazione per i giovani e i giovanissimi, ma anche per gli anziani.

Queste sono solo alcune delle possibili direzioni verso cui orientare le proprie forze, ma potrei aggiungere che c’è il problema dei tralicci, della casa o del lavoro per chi non l’ha e così via, perciò occorrerebbe stabilire anche le priorità.

Al termine di questa discussione quindi sarebbe opportuno individuare due, tre obiettivi comuni ritenuti da tutti fra i più urgenti da risolvere, nonché le strategie per poterli raggiungere e costituire magari un organismo, un coordinamento agile, con pochi membri delegati dalle singole organizzazioni, con rilevanza esterna, in grado di dialogare con gli interlocutori che di volta in volta saranno individuati.

Da tutto questo lavoro, per il quale è necessario darsi dei tempi, potrebbero anche emergere, di fatto, dei possibili candidati per le prossime elezioni poiché è vero, come sostiene Corrado De Benedittis che il problema non è il candidato sindaco o almeno, aggiungo io, non è solo quello, ma è anche vero che questa potrebbe essere la via per una candidatura dal basso alle prossime primarie, che in tal modo potranno essere più validamente richieste.

Nel caso in cui questo scenario non dovesse delinearsi si potrà procedere alle primarie sulla base delle candidature volontaristicamente determinate, unite a quelle proposte dai partiti politici.

In realtà, a ben guardare, tutto il discorso sul toto sindaco, intelligente trovata di un nostro giornale locale per cominciare a sondare, smuovere qualcosa, “tastare il polso” alla cittadinanza o forse anche per aumentare la tiratura, dà la possibilità di iniziare un cammino comune nel quale tutti, per poterlo validamente percorrere, dovranno crederci.

E’ opportuno raccogliere gli aspetti positivi che la realtà offre e non solo e sempre quelli negativi!

Solo così, a mio parere, la “società civile” potrà far sentire il suo peso sulla cittadinanza e su tutti i partiti i quali, se lo vorranno, potranno trarre nuova linfa per riacquistare l’antico ruolo educativo di centro di discussione e di aggregazione in cui i sani vecchi iscritti che di certo non costituiscono “zavorra da lasciar cadere dalla mongolfiera per farla volare più in alto”, potranno trasferire ai giovani quelle positività di cui sono stati portatori, in epoche più fortunate, i partiti stessi.

Utopia? Forse, ma per me tutto è possibile se lo si vuole veramente!

Di certo è difficile da realizzare dato anche il triste spettacolo offerto dai partiti e occorrono tempi lunghi, ma non è impossibile, non vi pare? Auguro a tutti una splendida estate.

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