Verità vere e presunte sull’elettromagnetismo

La Redazione

…vere e presunte perchè ormai i pareri, anche tecnici, si moltiplicano. Ma la soluzione, quella che attendono in tanti, non si intravede ancora.

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…vere e presunte perchè ormai i pareri, anche tecnici, si moltiplicano. Ma la soluzione, quella che attendono in tanti, non si intravede ancora. 

Ancora elettrodotto, ancora cittadini. Il dibattito si è innescato dopo la
prima email del signor Patruno, cui segue il testo che pubblichiamo oggi, intervallati dalla decisa replica di Legambiente e del Comitato contro l’elettrodotto e dal parere tecnico dell’ing. Petrone.

Gentile Direttore,
leggendo il suo giornale scopro di aver sollevato un bel polverone! Le devo quindi chiedere un altro po’ di spazio, per fare alcune, forse noiose, precisazioni di natura tecnica.

Innanzi tutto, ripeto che il dubbio sollevato prescinde dai problemi di natura medica e sanitaria, per i quali non ho alcuna competenza. Allo stesso modo, ribadisco con la medesima convinzione quanto sostenuto circa la convenienza tecnico-economica di interrare l’elettrodotto: a parita’ di corrente nella linea e con il semplice interramento lungo lo stesso tracciato, il livello di campo magnetico al suolo aumenterebbe.

Questa e’ una verita’ che fino a quando il buon Dio non mandera’ sulla terra scienziati del calibro di Volta, Ampere, Gauss, Tesla (propio quello degli ormai famosissimi microTesla) e Maxwell (solo per citare i piu’ famosi) difficilmente potra’ essere contestata. E infatti, nella risposta dei comitati (obiettivamente un po’ saccente) non viene affatto argomentata.

Al contrario si ribadisce la richiesta di “interramento dei tralicci” [??] che inconsciamente denota quale sia il vero problema: i tralicci (cioe’ quelle orrende ma formidabili opere di ingegneria, che altro non sono che un ammasso di innocua ferraglia) piuttosto che i cavi che portano la corrente e che generano il fantasma campo magnetico.

Si, letteralmente un fantasma perche’, al contrario di altri campi elettromagnetici (per esempio la luce del sole), non si vede con gli occhi e quindi scatena l’immaginazione di coloro che non lo conoscono.

Sempre nella risposta alla mia osservazione, i portavoce dei comitati, pur non affrontando il mio dubbio con argomentazioni tecniche, citano le esperienze di altre citta’ tra cui Ancona. Qui, come si evince dall’articolo di Repubblica, una perfetta operazione di marketing politico-industriale viene spacciata per conquista.

E’ evidente che gl’interessi collidono: il gestore degli elettrodotti deve potenziare le linee e, anziche’ alzare i tralicci, coinvolge il comune che paga una parte del costo e ottiene l’interramento tra gli applausi degli astanti.

Peccato che nessuno parli di confronti tra livelli di campo magnetico prima e dopo l’intervento: ci si limita a citare genericamente che i cavi di alluminio da 10 cm [???] siano stati “isolati con cemento magro e sabbia" che, in termini di effetto schermante al campo magnetico, non sono di certo meglio del semplice terreno, dell’acqua o dello zucchero filato.

Sempre nella risposta, si citano i suggerimenti di alcune organizzazioni sanitarie (non dissimili da quelli che scoraggiano il tabagismo, i cattivi stili di vita e l’inquinamento) ma non si esplicita il quadro legislativo italiano. Lo faccio io. Il DPCM dell’8 luglio 2003 fissa il limite massimo di esposizione al campo magnetico, al pari delle norme europee che prendono spunto dalle osservazioni dell’ICNIRP, a 100 microTesla.

Lo stesso decreto, al fine di ulteriormente tutelare la popolazione, introduce un valore di attenzione di 10 microTesla e fissa un ulteriore livello di precauzione a 3 microTesla da adottare solo nei casi di installazione di nuovi elettrodotti in prossimita’ di ambienti abitativi con permanenza superiore a 4 ore (esattamente il caso di Ancona).

Quindi, se a Corato non si e’ reso necesario alcun intervento da parte del gestore dell’elettrodotto, significa che i limiti di legge (10 microTesla) sono rispettati (ricordo di aver letto da qualche parte che i valori misurati non fossero superiori a 1 microTesla, quindi addirittura inferiori agli obiettivi di qualita’). A riprova di cio’, la risposta del Ministero dell’Ambiente alla nota del Comune conferma che non vi sono e non vi devono essere motivi di preoccupazione.

A voler essere ancora piu’ cautelativi si potrebbe chiedere di adottare i valori precauzionali suggeriti dalle organizzazioni internazionali. Allora la domanda da porsi e’: dove, in quali e quanti punti tali valori sono superati? Se esistessero tali punti, e se l’unico obiettivo fosse la minimizzazione dell’esposizione al campo magnetico, ci sarebbe una sola ragionevole soluzione: allontanare i cavi e cioe’ alzare i tralicci vicini. Praticamente la stessa conclusione cui giunge il volume della Lega per la Lotta contro i Tumori, che tratta l’argomento, e qualsiasi altra seria analisi del rapporto costi-benefici per la riduzione del campo.

A margine del ragionamento, desidero fare una puntualizzazione e una considerazione.

Nell’articolo dell’ing. Petrone, si dice erroneamente che il campo magnetico decresce con il quadrato della distanza dai conduttori. Questo non mi risulta: il legame tra campo magnetico (o egualmente induzione magnetica) e distanza e’ di semplice inversa proporzionalita’. Quindi raddoppiando la distanza si dimezza il campo.

Cio’ non snatura le conclusioni del suo intervento: interramento = aumento del campo magnetico. Quanto alle considerazioni, vorrei segnalare agli amici di Legambiente che, se vogliono veramente trovare qualcosa di potenzialmente pericoloso, devono rivolgere la loro attenzione alle cabine di trasformazione che e’ facile trovare ai piani bassi di alcune palazzine della nostra citta’.

Quelle non sono grandi e grosse ma molto probabilmente, considerando che la gente ci abita sopra, producono livelli di campo magnetico assolutamente non paragonabili con quelli del “bestiale elettrodotto”.

In ultimo vorrei chiarire ai concittadini dei comitati, che quello che credono il carneade manzoniano (probabilmente mutuando l’espressione del nostro amato dialetto – E cus ci e’?) e’ una persona con oltre 10 anni di esperienza nel settore dell’elettromagnetismo e almeno 6 esami universitari sulla materia. Aggiungo anche io una citazione: "cogito ergo sum". Non ritengo quindi necessario la legittimazione di alcuno, per esprimere il mio parere.

Credo che questo sia il mio ultimo intervento sull’argomento e sono convinto che le persone scevre da condizionamenti ideologici e psicologici sappiano capire la realta’ dei fatti.

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