De Lillo: «l’inquinamento a Corato, c’è ragione di preoccuparsi?»
Una nota di Giacomo De Lillo, consigliere comunale e capogruppo dello SDI.
Una nota di Giacomo De Lillo, consigliere comunale dello SDI.
Il conferimento ad un diverso Assessore della delega all’Ambiente, ci induce a riproporre all’attenzione della Giunta temi importanti e suggerimenti relativi alla salute dei cittadini che sembrano essere stati sottovalutati, se guardiamo alle poste dell’ultimo bilancio.
Mi riferisco all’assenza di un impegno di spesa finalizzato alla riduzione e/o al contenimento dell’inquinamento atmosferico e acustico.
Com’è noto vi sono direttive dell’Unione Europea che esprimono politiche generali in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria, individuando le azioni fondamentali che gli Stati membri debbono attuare per definire e stabilire obiettivi ottimali finalizzati a prevenire effetti nocivi sulla salute dei cittadini e sull’ambiente nel suo complesso.
Direttive comunitarie più recenti stabiliscono i valori-limite di zolfo, azoto e piombo per la qualità dell’aria e fissano termini temporali entro i quali detti valori debbono essere raggiunti.
E’ necessario, quindi, a livello locale, predisporre piani e programmi perché siano tenuti sotto rigoroso controllo le emissioni di polveri sottili rivenienti da scarichi industriali, da autovetture e da quant’altro inquini l’aria che respiriamo, nella considerazione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accertato il rilevante impatto negativo sulla salute in termini di percentuale di decessi, ricoveri per insufficienze respiratorie, per disturbi cardiovascolari e attacchi acuti d’asma nei bambini.
E’ evidente che la nostra città non ha i problemi che hanno le città metropolitane, ma un monitoraggio sistematico dell’aria, per accertarne il livello di inquinamento e il rispetto dei limiti previsti dal Decreto legislativo del 1999, di recepimento delle direttive europee, consentirebbe la conoscenza reale del fenomeno per disporre gli strumenti di prevenzione.
Una migliore razionalizzazione del traffico con la realizzazione della bretella-sud; l’introduzione di sistemi di telegestione e di telecontrollo degli impianti semaforici che evitino inutili e prolungate soste di autoveicoli; la trasformazione del parco autoveicoli del Comune con mezzi a basso impatto ambientale; l’aumento degli impianti di distribuzione di GPL e metano, insieme con iniziative di educazione ambientale che coinvolgano evidentemente la Scuola.
Ancora, il controllo dell’efficienza degli impianti termici; il lavaggio e la spazzatura delle strade effettuati con più frequenza;l’erogazione di incentivi per l’alimentazione a metano degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio consentirebbero certamente una sensibile diminuzione delle fonti inquinanti e, conseguentemente, una sicura prevenzione di fenomeni patologici.
C’è, poi, un’altra forma di inquinamento alla quale occorre porre attenzione: l’inquinamento acustico, che, com’è noto, genera stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione, tanto per far riferimento agli effetti meno devastanti.
Leggi nazionali, direttive comunitarie, leggi regionali affrontano il grave problema e indicano azioni di prevenzione e di controllo.
Ma a Corato non v’è notizia di qualche pur modesta iniziativa da parte della Amministrazione comunale.
Nella tradizione di una classe dirigente dura d’orecchi, quanto più acuto è il suono dei clacsons, quanto più alto è il frastuono delle marmitte dei motorini e il volume degli altoparlanti in luoghi pubblici, tanto più ….musica è.
Non ci resta, allora, che affidarci ai nostri Vigili municipali perché controllino che sia rispettata la normativa in materia ambientale:una componente importante della qualità della vita dei nostri concittadini.
Ma occorre aggiungere un’ultima considerazione sull’inquinamento da fonti elettromagnetiche, a partir da quella rappresentata dall’elettrodotto di Via Prenestina.
Singolare, intanto, appare la valutazione che ne danno i tecnici incaricati di elaborare il PIRP, per i quali quell’elettrodotto costituisce semplicemente una barriera fisica ed un elemento fortemente dequalificante per il quartiere, per l’impatto visivo ed ambientale al quale darebbe origine.
Leggo, poi, dalla Gazzetta del Mezzogiorno di qualche giorno fa che la sua pericolosità sarebbe solo presunta e che i dati esistenti non giustificano alcuna preoccupazione.
Se così è, mi chiedo che senso abbia aver previsto, al punto 3m) del bando regionale, che col PIRP si debbano perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale, tra i quali la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico.
Se il presidente della 4^ Commissione consiliare permanente, nell’associarsi, col Sindaco, al responso dell’ill.mo Prof. Schittulli, ritiene che l’elettrodotto non produca effetti cancerogeni, ci dica, allora, che necessità ci sia di prevederne l’interramento e ci dica, soprattutto, quali sarebbero gli effetti temuti: l’enterite, la bronchite, il prurito, o cos’altro?
Benchè non abbia partecipato al convegno sul tema, dell’intervento del Prof. Schittulli, per quanto riportato dalla stampa, mi permetto di dare questa lettura: Non è il caso di dare spazio ad allarmismi. L’elettrodotto, o l’inquinamento elettromagnetico in generale, non provoca, a Corato, più morti di quanti ne provochi altrove.
Ad ogni modo la cura migliore contro queste malattie letali è la prevenzione, per cui o vi allontanate dalle fonti elettromagnetiche o allontanate le fonti elettromagnetiche da voi.
Quanto all’ARPA, che ha partecipato, autorevolmente, a quello stesso convegno, è stato detto che a Corato non v’è recrudescenza di decessi per malattie tumorali, ma “soltanto” un aumento di tumori epatici comunque non ricollegabili ai campi elettromagnetici.
Ha un bel dire il Sindaco. Io, ripeto, non ho partecipato a quell’incontro, ma, se lo avessi fatto e se rispondesse al vero ciò che la stampa riporta, da quell’incontro sarei uscito molto, molto preoccupato.
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