Elettrodotto di via Massarenti: il Comune risponde
«In tale contesto la preoccupazione destata nei cittadini per la presenza dell’elettorodotto risulta immotivata in virtù del rispetto dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione, attestata mediante verifica effettuata da gli enti preposti.»
Sulle pagine de "La Gazzetta del Mezzogiorno" di ieri, il circolo cittadino di Legambiente ed il Comitato per la lotta contro l’elettrosmog denunciavano il "tradimento" da parte del Comune di Corato in merito al più volte annunciato interramento dell’elettrodotto di via Massarenti.
«Il problema dell’elettrodotto – hanno dichiarato Legambiente ed il Comitato per la lotta contro l’elettrosmog – si trascina ormai da anni senza che nessuna amministrazione succedutasi nel tempo abbia mai preso sul serio i rischi dovuti all’inquinamento elettromagnetico. Nonostante un progetto di interramento presentato dall’Enel, il lento processo che qualche risultato aveva portato, si è definitivamente fermato dinanzi alla difficoltà di reperire i fondi per la realizzazione dell’opera.
La volontà dell’amministrazione Perrone di è stata più volte annunciata ma mai realmente perseguita. Da allora tre edizioni dell’estate coratina e tre Capodanni in piazza sono stati organizzati, con rilevante spreco di risorse pubbliche. Ma i soldi per l’interramento non sono mai stati trovati.»
Questa la risposta dell’Amministrazione Comunale espressa dal Sindaco Luigi Perrone.
«Mi preme innanzitutto richiamare tutti ad un senso di responsabilità e coscienza nel momento in cui si trattano questioni così delicate come l’inquinamento e la tutela dell’ambiente e della salute. Quello che va assolutamente evitato da chiunque è di creare inutili ed irresponsabili allarmismi, inducendo i cittadini comuni in errori o pericolosi convincimenti, assolutamente privi di ogni fondamento scientifico.
L’Amministrazione Comunale, con particolare riferimento alla problematica dell’elettrodotto di via Massarenti, ha da sempre fatto la sua parte, schierandosi al fianco dei residenti della zona per conoscere l’effettiva incidenza inquinante dell’elettrodotto di cui sopra.
Da ultimo, quest’Amministrazione, con nota del 13.03 ultimo scorso, ha sollecitato un intervento chiarificatore da parte del Ministero dell’Ambiente che, con propria nota del 20.04.u.s.- prot. n. DSA- 2007-0011651, ha rappresentato quanto segue:
“Il quadro normativo italiano in materia di campi elettromagnetici, costituito essenzialmente dalla legge n.36 del 22 febbraio 2001 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” e dai decreti attuativi del 8 luglio 2003, è ispirato al prinicpio di precauzione, alla base della politica ambientale comunitaria. Si evidenzia, infatti, che i livelli di riferimento adottati risultano essere inferiori anche a quelli indicati nelle linee guida dell’ICNIRP, International Commission on Non –Ionizing Radiation Protection, autorevole Istituto di fama internazionale, impegnato nello studio degli effetti sanitari dell’esposizione a campi elettromagnetici; gli stessi limiti proposti dall’ICNIRP sono stati integralmente recepiti nella Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 12 luglio 1999 per l’adozione da parte degli stati membri di un quadro normativo comune.
Pertanto, i limiti ed i valori previsti dal DPCM 8 luglio 2003 per basse frequenze trovano la loro fondatezza nell’ottica del principio di precauzione, cui si è allineata l’Italia insieme ad altri Paesi dell’Unione Europea.
In tale contesto la preoccupazione destata nei cittadini per la presenza dell’elettorodotto risulta immotivata in virtù del rispetto dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione, attestata mediante verifica effettuata da gli enti preposti.
In merito alla esplicita richiesta di cofinanziamento dell’interramento della linea a 150 KV, in assenza del superamento dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione, si rappresenta quanto segue.
L’interramento di una linea elettrica in prossimità di un centro abitato può essere fatta rientrare nella problematica degli obiettivi di qualità, così come definiti dalla legge 22 febbraio 2001 n.36. Infatti l’art.3 comma 1 lett. d) parte 1 della legge 22 febbraio 2001 n.36 comprende, fra gli obiettivi di qualità, anche “i criteri localizzativi, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, indicati dalle legge regionali secondo le competenze definite dall’articolo 8. In particolare l’art.8 della stessa legge assegna alla competenza regionale anche la definizione dei tracciati degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 KV (quale quello in questione) con la previsione delle fasce di rispetto secondo i parametri fissati dallo stato. Per di più il comma 6 dello stesso articolo 8 prevede che “i comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
La Regione, ai sensi del D. Lgs. 31 marzo 1998 n.112, provvede alla congrua copertura, anche finanziaria, degli oneri conseguenti alle funzioni trasferite agli Enti locali.»
Intanto nella giornata di domani alle ore 19,00, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città si terrà l’annunciato convegno sul tema “Il nostro territorio sviluppa i tumori?”
Nel corso del convegno, moderato dal Presidente della Commissione Consiliare Permanente Sanità Marcello Simone, sono previsti, oltre al saluto del Sindaco Luigi Perrone, gli interventi, in qualità di relatori, del prof. Francesco Schittulli, oncologo, Presidente Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, e del prof. Giorgio Assennato, ordinario universitario, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale.
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