«Ricordare, conoscere e decidere per intervenire»

La Redazione

Una nota di Vito De Leo, Vicepresidente Consulta Permanente della Cultura

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Nei giorni scorsi, presso la Biblioteca comunale, si sono svolti una serie di incontri promossi dal presidente Franco Vangi e dall’esecutivo tra le associazioni iscritte all’albo comunale della Consulta permanente della Cultura.

Nonostante la scarsa partecipazione, il dibattito ha prodotto interessanti proposte in ordine alle modalità organizzative degli eventi culturali, in particolare quelli afferenti ai progetti relativi all’estate coratina, da raccordare entro lo schema del progetto “La luna nell’uliveto”, predisposto dal presidente Franco Vangi e fatto proprio dalla Commissione consiliare Cultura e dall’Amministrazione comunale.

E’ emersa tra le altre indicazioni, la volontà comune di continuare a dialogare ed operare insieme, pubblicando, tra le altre cose, anche una rassegna stampa delle attività e degli eventi realizzati dalle tante associazioni e personalità locali, nella convinzione che la ripresa passa attraverso l’impegno di ciascun individuo, delle realtà associative e di tutta la comunità.

Tutti gli intervenuti hanno manifestato l’urgenza di mettere in atto una cultura delle partecipazioni, uno stile di presenza "intelligente" , una visione meno particolaristica del rapporto con la pubblica amministrazione, che va, in ogni caso, meglio regolamentato e programmato.

Abbiamo tutti convenuto, quindi, che si tratta di rendere "produttive" sul terreno loro proprio alcune "affinità elettive" delle varie Organizzazioni e di prendere consapevolezza che le Associazioni, la dialettica politico-culturale, il confronto delle idee, il pluralismo dei progetti, la carta stampata, i libri, i giornali locali sono un fattore importante per rispondere ai bisogni della comunità.

Per tutti questi fattori – si deduce – il passaggio non è tra "assenza" e "presenza", ma tra una presenza saltuaria e una presenza costante e organizzata.

Ebbene, ci sarà ancora qualcuno che ci considera "fissati", "utopisti", "donchisciotte" e non piuttosto "l’unica vera forza" che può trasformare la mentalità della nostra
gente?

La nostra proposta, da otto mesi a questa parte, è partita dalla consapevolezza che in questa situazione d’attesa ognuno deve apportare il suo contributo.

Infatti, sinceramente preoccupati, più volte abbiamo avvertito: "Attenti al rischio della passività rispetto alla storia. Urge una cultura della partecipazione per una città più viva e creativa. Solo un progetto di alto respiro ci potrà consentire di vivere creativamente questa transizione".

Eccoci quindi, sulla base di queste convinzioni, di nuovo a testimoniare come sia possibile dialogare sui problemi che sono all’attenzione della gente comune. E’ necessario ritrovare nelle nostre radici culturali, nella tradizione storica e popolare la carica per rinnovare, per mutare ed essere mutati. Non si costruisce il futuro dimenticando il passato – è stato il nostro costante appello agli uomini di buona volontà ed ai giovani in particolare.

E affinché il nostro patrimonio di idee, così faticosamente costruito, non andasse disperso e nella convinzione che la carta stampata -se non se ne fa un uso fugace e superficiale – all’occorrenza può diventare una fonte documentaria facilmente reperibile e consultabile da chi vuole conservare la memoria storica di idee, opinioni, progetti, fatti, eventi, opere d’arte, ecc., abbiamo deciso di riproporre a mo’ di antologia una rassegna degli articoli a contenuto storico e culturale pubblicati ultimi anni dalla stampa locale che possono diventare – sol che lo si voglia – occasione e strumento di maggiore consapevolezza e di più approfondita riflessione per impedire che l’indifferenza, o peggio, l’oblio prevalgano sull’impegno irrinunciabile a riflettere sulle possibilità di sviluppo della nostra comunità, in un quadro armonico di risorse umane e materiali.

In questi articoli, che riproporremo all’attenzione dei lettori, dei cittadini e della civica amministrazione proclameremo e tenteremo di testimoniare la solidarietà, la pace, l’amore per il bene comune, l’arte in tutte le sue espressioni, convinti che queste sono le strade per il vero ed armonico sviluppo della nostra città..

Ricordare, quindi, possedere gli strumenti della memoria, farne oggetto di lettura, commento, discussione, averli a portata di mano per usarli come fonte di riflessione e di documentazione può essere un modo semplice ed efficace per non limitarci a dire: "C’ero anch’io".

La storia non è mai stata fatta dai soli testimoni, ma sempre da soggetti attivi e consapevoli che, alla fine, hanno potuto affermare con giustificato orgoglio: "Anch’io ho fatto la mia parte".

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