Il Bilancio comunale in aula il 3 maggio

La Redazione

Dopo la mancanza del numero legale nei due appelli di giovedì 26, l’assise comunale si riunirà, per la prima volta, in seconda convocazione.

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Per la prima volta dopo quattro anni di amministrazione Perrone, il Consiglio Comunale tornerà a riunirsi in seconda convocazione.

Questo accadrà giovedì 3 maggio, quando si tornerà in aula dopo che giovedì scorso i due “appelli” fatti dal presidente del Consiglio Comunale, Pasquale Tarantini, fecero registrare due numeri di consiglieri insufficienti per aprire regolarmente i lavori.

L’appuntamento in sala consiliare era per le 17, ma il primo appello, alle 17.45, fece registrare in aula solo la presenza di 11 consiglieri (tutti di maggioranza), anche se alcuni componenti dell’opposizione erano presenti all’interno di Palazzo San Cataldo.

La seduta fu quindi rinviata di un’ora, ma alle 18.45 la situazione non era del tutto diversa, infatti, nonostante la presenza di quattro consiglieri della minoranza, il numero legale non fu raggiunto perché, sul fronte opposto, c’erano solo undici consiglieri.

A questo punto il Segretario Generale, Luigi D’Introno, e il presidente Tarantini, non potevano far altro che rinviare al 3 maggio, in seconda convocazione, la seduta consiliare.

Una riunione già prevista dai capigruppo consiliare di tutti i partiti, che sin dalla scorsa settimana avevano raggiunto l’accordo che la discussione sul bilancio, sarebbe slittata proprio al 3 maggio, previa sospensione del consiglio del 27 aprile scorso, sempre che si fosse svolto.

Un rinvio che in ogni caso non è piaciuto ai DS che hanno commentato: «Si è appena consumato un grave avvenimento politico. Non si conoscono i motivi di tale atto, ma tutto fa pensare ad un profondo disaccordo tra i partiti ed i singoli rappresentanti della maggioranza che dunque non è riuscita a portare in Consiglio il documento più importante della gestione amministrativa.

La sicurezza ostentata dall’assessore al bilancio, Mazzilli, è crollata davanti ai fatti e, probabilmente, alle richieste pressanti dei vari soggetti. Non sanno come dividere le risorse e da dove attingerle. Ricordiamo che questo è un appuntamento che la legge impone, è un consiglio comunale “ordinario”, un passo cruciale per la vita della città. A trarne svantaggio da una programmazione finanziaria ritardataria e, probabilmente, elettoralistica, saranno i cittadini».

Ora Giovedì si attende una seduta fiume del consiglio che prevede dodici punti all’ordine del giorno, comprese le due interpellanze del centrosinistra sulla mancata apertura dell’ampliamento della ditta di Domenico D’Introno e sulla strada tra via Andria e Via Gigante, non discusse nel consiglio del 23 aprile scorso.

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