Rinviato a giudizio per truffa aggravata nei confronti dell’I.N.P.S.
L.M. avrebbe presentato al proprio datore di lavoro nonché all’I.N.P.S. documentazione medica attestante un prolungato stato di malattia e contemporaneamente si sarebbe assentato dal luogo di lavoro.
E’ questa l’accusa per il coratino L.M., in questi giorni chiamato a rispondere innanzi al Tribunale di Trani.
Il lavoratore, difeso dall’Avv. Domenico G.A. Mazzilli, all’epoca del reato che gli viene contestato lavorava presso un’azienda operante nel settore della lavorazione del ferro.
In quel periodo L.M. avrebbe presentato al proprio datore di lavoro nonché all’I.N.P.S. documentazione medica attestante un prolungato stato di malattia e contemporaneamente si sarebbe assentato dal luogo di lavoro.
Nello stesso tempo, però, secondo l’accusa, avrebbe prestato la propria attività lavorativa presso una piccola officina per la lavorazione del ferro percependo dal titolare della stessa una retribuzione a nero e usufruendo dall’I.N.P.S. dei trattamenti retributivi previsti dalla legge in conseguenza della malattia stessa.
In questo modo avrebbe quindi determinato un danno economico in capo al suo datore di lavoro e in capo all’I.N.P.S..
A scoprire la presunta irregolarità sarebbe stato lo stesso titolare dell’azienda presso la quale il lavoratore, all’epoca del fatto, era stato assunto, il quale provvedeva a denunciare L.M. alle autorità competenti.
Nel corso delle indagini svolte dalla Polizia Giudiziaria il lavoratore sarebbe stato reperito intento al taglio di alcuni tondini di ferro proprio all’interno della piccola officina.
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