Conflitto d’interessi: «non a Corato» dice il Consiglio Comunale
Dopo ore di estenuante dibattito, si è giunti alla votazione che ha visto la mozione respinta con 8 favorevoli e 19 contrari.
Si è svolto lunedì sera nella sala consiliare del Palazzo San Cataldo il tanto discusso consiglio comunale che portava come primo ordine del giorno la mozione proposta dai consiglieri di centrosinistra che richiedeva le dimissioni dalla carica di assessore all’urbanistica per un presunto conflitto d’interesse del sindaco Luigi Perrone.
La mozione prevedeva, oltre alle già citate dimissioni, l’astensione del Sindaco da qualunque discussione e votazione di natura urbanistica.
Dopo numerosi preliminari inerenti ad altre problematiche comunali, che hanno tenuto sulla corda il pubblico intervenuto numeroso per quella che poteva essere una svolta nella vita politica coratina, prende la parola il Sindaco Perrone.
Attraverso un comunicato, il primo cittadino afferma come non esista alcun collegamento tra gli appalti vinti dall’azienda del figlio e la sua carica istituzionale e, dopo aver citato alcune sentenze dei TAR di diverse regioni, atte a dimostrare che l’esercizio di una carica statale da parte di soggetti imparentati con titolari di aziende non sia una pratica così inusuale, afferma «tutto ciò che è stato fatto è stato per il bene della città».
Terminato il discorso e ribadito come la minoranza voglia solo mettere in discussione la sua trasparenza, il sindaco ha lasciato la sala dichiarando che non parteciperà alla seguente discussione ne tanto meno alla votazione finale «per permettere una discussione libera e senza condizionamenti da parte dei consiglieri».
Assente il primo firmatario della mozione, il consigliere Anelli, prende la parola il consigliere De Lillo, SDI, che definisce la situazione «imbarazzante ed di assoluta incompatibilità poiché il sindaco Perrone condiziona il voto dei consiglieri che gli hanno dato la fiducia ed esercita sui cittadini un’enorme pressione psicologica.»
De Lillo inoltre invita alla riflessione poiché a suo parere si potrebbe istituire una commissione d’indagine o, perfino, dover ricorrere all’intervento della magistratura.
A De Lillo risponde il consigliere Pomodoro, Forza Italia, che esordisce con un secco «è cominciata la campagna elettorale».
«Si cerca in tutti i modi – continua Pomodoro – di diffondere illazioni atte ad evitare una nuova sconfitta in sede elettorale, quando noi abbiamo manifestato solo le vostre incapacità amministrative senza mai mettere in discussione l’onestà dei membri. Nessuno – continua il Pomodoro – ha gridato allo scandalo 4 anni fa quando il sindaco dichiarò di voler mantenere la delega urbanistica, perché farlo ora?».
In un gioco di botta e risposta si alternano numerosi i relatori di entrambe le parti tra cui il consigliere Arbore: «Nessuno di noi – dice – ha il potere di accertare queste questioni, è un potere che compete ai giudici».
«Ma bisogna assumere comportamenti che non diano modo a ragionevoli dubbi» aggiunge il consigliere Renato Bucci.
Voci fuori dal coro sono quelle dei consiglieri Ettore Bucci e Cataldo Mazzilli che affermano: «ognuno di noi ha una sua etica e una sua morale, per il bene della città, vogliamo vederci chiaro senza condannare nessuno».
Dopo ore di estenuante dibattito, si giunge finalmente alla votazione che vede la mozione respinta con 8 favorevoli (il centro sinistra, senza Anelli e Caldara assenti, e con i voti dei consiglieri Ettore Bucci e Cataldo Mazzilli) e 19 contrari (i partiti di maggioranza).
Il consiglio si è poi dovuto aggiornare relativamente ai restanti punti all’ordine del giorni visto che il dibattito sulla mozione dei consiglieri di centrosinistra ha occupato tutto il tempo a disposizione.
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