Gianrico Carofiglio a Corato tra procedure processuali, parole e ironia

Elisa Patruno

Diventerà un film per il cinema “Il passato è una terra straniera”, suo capolavoro, che annovererà tra i protagonisti anche il nostro concittadino Nicola Nocella. La notizia è stata annunciata proprio durante l’incontro con Carofiglio.

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Si fa largo tra la tanta gente presente all’evento con un sorriso disteso che nasconde un lieve accenno di imbarazzo, forse dovuto al leggero ritardo, colpa del traffico.

L’appuntamento con Gianrico Carofiglio inizia così, venerdì 13 aprile presso la libreria Anima Mundi.

Ancor prima di iniziar a parlare, sembra già a suo agio, seduto di fronte ad una numerosa platea impaziente di ascoltare le parole di un Sostituto Procuratore antimafia di Bari, diventato scrittore noto e amato dai suoi lettori.

Carofiglio, poco più che quarantenne, esordisce nel mondo della letteratura nel 2002 con “Testimone Inconsapevole” con il quale ottiene numerosi riconoscimenti, nel 2003 ancora successi con il suo secondo lavoro “Ad occhi chiusi”. Dai primi due romanzi sono stati tratti due film tv prodotti dalla Palomar e trasmessi a breve. 

Diventerà invece un film per il cinema “Il passato è una terra straniera”, altro suo capolavoro, che annovererà tra i protagonisti anche il nostro concittadino Nicola Nocella. La notizia è stata annunciata proprio durante l’incontro con Carofiglio.

Le vicende dell’avvocato Guido Guerrieri, protagonista dei suoi primi due romanzi, riprendono nell’ultimo suo capolavoro “Ragionevoli Dubbi” (2006), con il quale egli riprende e prosegue nel genere del legal thriller, molto diffuso in America.

In modo molto divertente e spiritoso inizia la chiacchierata con questo autore intrigante ed abile con le parole; sorride mentre si racconta e mentre risponde alle domande dei suoi lettori, fa sorridere quando racconta qualche suo simpatico aneddoto o quando ironicamente chiede «solo interventi di pura lurida adulazione.»

Quanto c’è di Carofiglio in Guido Guerrieri? Quanto parte del racconto è dovuta all’esperienza diretta? La timidezza e la fragilità dell’avvocato Guerrieri, quarantenne, potrebbe indicare la fine dell’era dell’uomo che non deve chiedere mai? Qual è il suo rapporto con i suoi lettori e con i suoi amici?

Queste per lo più le domande a cui Carofiglio ha dovuto rispondere, iniziando col dire che «i libri una volta scritti e offerti al pubblico, non appartengono più a chi li ha scritti. Ogni lettore è autore di ciò che legge perché riempie i vuoti della narrazione».

Chiarito questo punto ha continuato «per scrivere bisogna tenere i piedi per terra non solo per non rimbambire ma per mantenere il contatto con la realtà, con l’esistenza».

E se qualcuno dovesse chiederle un giorno di scegliere tra la professione del magistrato e quella dello scrittore?
«Non avrei dubbi, sceglierei la scrittura».

Con la sua ironia e autoironia, mentre continua a giocare con molta naturalezza con le dita della sua mano, confessa di avere ancora tante storie da raccontare, di voler realizzare entro settembre una graphic novel e di voler andare in Australia. 

Alla fine, un autore particolare, diretto, molto coinvolgente. Immancabile, all’epilogo della serata, il momento degli autografi sulle diverse copie dei libri.

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