«Quale cultura a Corato?». Lettera aperta del prof. Vangi ai cittadini

La Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del prof. Franco Vangi, presidente della Consulta della Cultura, ai cittadini di Corato. Dalle sue righe emerge una chiara richiesta di dialogo con la cittadinanza e le associazioni perchè si possano stilare vali

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del prof. Vangi, presidente della Consulta della Cultura, ai cittadini di Corato. Dalle sue righe emerge una chiara richiesta di dialogo con la cittadinanza e le associazioni perchè si possano stilare validi progetti culturali. Da parte sua, CoratoLive.it si offre quale strumento per far arrivare al prof. Vangi tutti i suggerimenti della Città. Scrivete all’indirizzo redazione@coratolive.it : tutte le email che giungeranno saranno tempestivamente girate al prof. Vangi,

Cari concittadini,
lealtà e trasparenza, che da sempre sono nella mia cultura , m’ inducono a rivolgermi a Voi: il presidente della Consulta della Cultura da Voi riceve il suo mandato perchè è al servizio della collettività.

Gestisco una carica di una istituzione consultiva e priva di veri poteri, ma la forza delle idee va al di là dei poteri, qualunque essi siano e dovrebbe imporsi per se stessa.

Così non è nella nostra città che pure è comunità attiva e aperta al nuovo. Almeno così non è nella cultura , mentre in altri campi (imprenditoria, innovazioni tecnologiche e quant’ altro ) la cittadinanza è molto avanzata.

Compito mio specifico e dell’Esecutivo della Consulta è coordinare le Associazioni Culturali e la Scuola per infondere intelligenti sinergie alle varie iniziative ed eventi possibilmente orientati sulla lunghezza d’ onda della economia locale in visione alta e ricca di spessori culturali. Alla prova dei fatti questo compito si è rivelato difficile e quasi proibitivo.

Non è mancato il supporto dell’amministrazione comunale della commissione consiliare per la cultura, dall’Assessore alla pubblica istruzione, insomma dell’Ente Locale e anche, sia pure timidamente, l’Associazione Imprenditori Coratina ha mostrato una qualche attenzione ad una visione organica e progettuale della cultura a Corato.

Il cammino, tuttavia, resta impervio. Qual è il vostro parere concittadini ? Con voi voglio dialogare, confrontarmi, fatemi pervenire proposte indicazioni
suggerimenti.

La mia linea è la seguente: invitare le associazioni culturali a mettere da parte l’individuaalismo, a non considerare la loro attività un “Hortus conclusus” (giardino privato) è indispensabile una visione organica che produca un progetto culturale che dia senso al cammino della nostra curiosità dal passato al presente in prospettiva del futuro.

Ho stilato un progetto per l’estate Coratina e gli ho dato il titolo “La luna nell’uliveto” interpretando i contenuti di senso della nostra comunità: la luna – metafora di Bellezza nel nostro territorio mediterraneo consacrato degli ulivi (“Oliva Coratina): si tratta di sondare le radici storiche, etniche – antropologiche, culturali del nostro passato raccordandole al presente e proiettandole nel futuro…

Si invitano la associazioni culturali, ognuna con le proprie competenze, a produrre progetti centrati sulle nostre “radici” sia in direzione riflessiva (pubblicazione dei “Quaderni coratina”) che espressiva ( teatro, musica etnica e varie forme di espressione): il tutto in una visione organica e strategica “Volando alto”, raccordandosi con l’imprenditoria locale che fornirebbe attrezzature logistiche, oltre che sponsorizzazioni economiche e coinvolgendo l’Ente Locale con adeguati finanziamenti nel bilancio preventivo da varare entro la fine di aprile.

Il progetto “La luna nell’uliveto” è in corso di realizzazione nelle scuole, ma il mio obiettivo è di chiamare a raccolta le associazioni culturali. Insomma è necessario perseguire una concezione di altro profilo sulla linea da tempo attuata in Andria nel Festival dei mondi e a Ruvo di Puglia nel “Talos festival” .

P.S. fatemi pervenire suggerimenti.

Chiedo troppo ? Io ci provo.

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