Corato guarda al futuro con la realizzazione del “Terzo Anello”

La Redazione

Pubblichiamo un interessante studio di un giovane ingegnere civile coratino, Luigi Abbattista, sul “Terzo Anello” «l’importante infrastruttura viaria che l’attuale Amministrazione Comunale vorrebbe realizzare».

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Realizzare una infrastruttura viaria è quasi sempre, una condizione “necessaria” per innescare un processo locale di crescita economica.

Qualsiasi progetto comporta sempre la trasformazione del territorio in cui si và ad insediare, in particolar modo le infrastrutture stradali sono accompagnate da particolari effetti esterni, che riguardano la vita dei cittadini direttamente interessati in qualità di utilizzatori del bene, ma anche tutto ciò che circonda l’opera, di tutti coloro che si trovano nel ”raggio d’azione“ dell’intervento ingegneristico (i comuni confinanti con Corato).

A questo proposito pubblichiamo un interessante studio di un giovane ingegnere civile coratino, Luigi Abbattista, sul "Terzo Anello" «l’importante infrastruttura viaria che l’attuale Amministrazione Comunale vorrebbe realizzare».

«Lo studio è realizzato –
spiega Abbattista – basandosi sui principi dell’economia delle infrastrutture viarie applicando, in maniera semplificata per i lettori, tali teorie».

L’introduzione è a cura del dott. ing. Benedetto Fiorito, dottorato di ricerca dipartimento di Vie e Trasporti del Politecnico di Bari.

Il territorio, in senso lato, è il frutto della complessa combinazione di molteplici elementi, alcuni di natura propriamente fisico-morfologica, quali, ad esempio, l’orografia, la vegetazione, i corpi idrici, il tessuto urbano; altri, non meno importanti, di tipo immateriale, sono gli aspetti amministrativi, catastali, fiscali o comunque relativi alla gestione e pianificazione del territorio.

Tutto ciò assume particolare rilievo in ambito urbano dove maggiore è la complessità delle relazioni tra gli elementi fisici e dove è più che mai necessaria la perfetta conoscenza dell’ambiente per un’efficiente pianificazione delle attività e delle reti infrastrutturali. La base essenziale della conoscenza del territorio risiede, quindi, nella piena cognizione dello stato fisico degli “elementi” che lo caratterizzano, nonché nella capacità di saper valutare gli effetti reciproci nelle varie interazioni.

Nel presente lavoro si punta tutta l’attenzione sostanzialmente sull’esposizione degli aspetti di prioritaria importanza nella valutazione della redditività economica che accompagnerà la fase di esercizio dell’opera senza entrare nell’ambito di procedimenti analitici di calcolo dei parametri che confermano le proiezioni di seguito esposte. L’efficienza nell’utilizzo delle risorse economiche e ambientali di un territorio, giustificano in pieno, il motivo storico, eminentemente pratico, per cui le città sono state create: la massimizzazione delle economie di agglomerazione.

Le città, nel mondo attuale, raggruppano la maggior parte delle attività economiche e abitative costituendo, di conseguenza, i luoghi dove vengono prodotte la maggior parte delle emissioni inquinanti e dove si consuma la maggior quota di energia. La città è quindi un sistema “complesso” che và a sua volta ad interagire con altri sistemi complessi esterni (comuni limitrofi). Il cuore centrale di tutto questo motore sono le reti di trasporto, fonti di scambio economico-sociale.

La situazione attuale

Quando si parla di forma urbana non si deve pensare solo alle sue caratteristiche esteriori: una città, infatti, oltre ad essere un luogo fisico, è una rete di relazioni. Intervenire sulla forma per adeguarla ai principi di sostenibilità significa allora modellare entrambi gli aspetti (materiale e immateriale) avendo coscienza della loro stretta interdipendenza e puntando, su caratteristiche qualitative che massimizzano l’efficienza della città ponendo particolare attenzione alle sue peculiarità (topografiche, di ambiente naturale e costruito, dell’attività umana al suo interno).

Puntare alle “peculiarità” di un territorio è la cosa che più deve interessare chi è chiamato a effettuare delle decisioni. Corato è stata da sempre polo economico attrattivo di notevole valenza, nel distretto Nord –Barese, con una economia basata sostanzialmente su attività di tipo artigianale-industriale . Le aree attualmente presenti sul territorio di Corato destinate ad attività industriali sono le aree industriali poste lungo la SS 98 e le aree industriali poste a nord est dell’abitato (zona via Vecchia Bisceglie).

Da una attenta analisi delle due macro zone, risulta una quasi totale esaurimento delle aree poste lungo la ex SS 98, mentre quelle posizionate a nord-est di Corato risultano inutilizzate. Questo scompenso urbanistico è comandato, dalle urbanizzazioni primarie delle aree con tale vocazione, che consentono l’eventuale sviluppo economico delle zone che servono.

Mentre per tutte le aree poste lungo la ex SS98, si ha una situazione di preferenza data da un’accessibilità e dalla comodità di collegamento dei luoghi di produzione-lavorazione con tutte le destinazioni possibili (autostrada, porto, aeroporto, ferrovia), per l’altra zona in esame (via Vecchia Bisceglie) la situazione è totalmente diversa. Infatti, in tale zona, manca una rete infrastrutturale di collegamento e tutta la serie di urbanizzazioni che consentono l’insediamento produttivo dell’area. La situazione che oggi Corato vive per quanto riguarda la domanda in zona industriale è ormai nota e ben definita.

A fronte di una sostenuta richiesta di lotti da destinare alla costruzione di capannoni industriali ed artigianali c’è un’offerta pressoché nulla con conseguente innalzamento dei prezzi dei suoli di tali aree. L’unica zona industriale attualmente operativa è tutta quella fascia posta lungo la ex-SS98, ma le aree risultano oggi pressoché esaurite con la conseguente “occupazione” anche di aree adiacenti non tipizzate dal PRG vigente.

Questa è la situazione che l’economia coratina vive ed è stato preso in esame dall’attuale amministrazione comunale, che chiede al Piano Urbanistico Generale(Pug), in fase di realizzazione, la conferma, il completamento e la regolamentazione della “fascia industriale” posta lungo la ex SS 98 con la previsione di un nuovo tronco stradale che attiverebbe quella zona già tipizzata dal PRG vigente sulla via Vecchia Bisceglie e mai utilizzata.

Un secondo fondamentale aspetto che confermerebbe la necessaria realizzazione di quest’opera viaria, riguarda la situazione del traffico veicolare di Corato. Volendo brevemente percorrere l’intera rete stradale urbana ed extraurbana dobbiamo partire da un’importante considerazione, che andrebbe in caso di realizzazione, a creare uno scompenso sui flussi dei vari tronchi stradali, aggravando ulteriormente la pesante situazione delle altre importanti arterie che formano la rete viaria coratina.

In primis si deve considerare il fatto ormai noto che il “primo anello” di Corato, “lo stradone” sarà sempre più interdetto alla circolazione veicolare poiché la sua identità urbanistica è quella di salotto cittadino destinato ad attività di tipo ricreativo e sociale e non al traffico veicolare urbano quotidiano, puntando per quest’ultimo al riconoscimento del centro storico come risorsa da utilizzare nel pieno rispetto delle sue qualità architettoniche e tipologiche, al fine di migliorare l’immagine della città.

Tutto ciò per poter essere raggiunto bisogna pensare anche agli effetti collaterali che devono essere individuati e calcolati per far si che un progetto migliorativo non si trasformi in peggiorativo. In particolare parlando di traffico, si hanno di conseguenza tutti i problemi ad esso legati quali inquinamento atmosferico dato dai gas di scarico dei veicoli incolonnati, inquinamento acustico dato dal rumore del transito, stress e qualità di vita. Quindi bisogna vedere dove quel traffico che oggi scorre su quei tronchi viari dello stradone andrà a riversarsi con l’attuazione del progetto di tutela del centro storico.

L’alternativa più plausibile è a rigore di logica sul il secondo anello: “l’exstramurale”, che anni fa era il confine fisico tra centro e periferia oggi divenuto centro a tutti gli effetti, grazie ad uno sviluppo del costruito intorno ad esso confermando così la forma circolare di Corato. Questa traslazione dei flussi del primo anello verso il secondo manderebbero letteralmente fuori uso tutto il sistema viario urbano con concentrazioni di traffico date anche da chi intende circumnavigare la città.

Un’attenta analisi della situazione attuale deve riportare anche comportamenti ufficiosi dei cittadini, ovvero come quello di utilizzare la ex-SS98 come tragitto alternativo. Infatti considerando un’ ipotetico tragitto con origine “x” e destinazione “y” si ottengono almeno due possibili alternative che soddisfino x-y, la prima di breve distanza, che taglia la città, la seconda di distanza di gran lunga superiore ma con un tempo di viaggio nettamente inferiore.

La ex SS 98, è stata di fatto assorbita nel tessuto edilizio di Corato e data la congestione veicolare e la densità edilizia delle zone che attraversa, è di fatto assimilabile a viabilità urbana. Sono questi i fattori che vengono percepiti nella situazione attuale e che fanno scaturire la necessità di prevedere un nuovo tronco viario.

La situazione futura

L’esame della situazione futura ma anche di quella attuale, andrebbe condotta con un vero e proprio piano del traffico, di calibro ben più ampio di quello che può essere un’articolo di giornale, che ha lo scopo di informare e non di calcolare e prevedere gli effetti negativi e positivi dati dalla realizzazione di un’opera viaria di notevole valenza e importanza per la storia di Corato e dei suoi abitanti, considerando anche altri effetti tra cui ad esempio la “conflittualità” con i paesi che confinano con Corato e ancora molti altri fattori; ma tutto ciò esula dallo scopo di quest’articolo.

Passando alla descrizione stretta dell’opera si deve di primo acchito individuare con precisione la posizione fisica sul territorio. La nuova viabilità collegherebbe la S.P. 378 (via Trani) con la ex S.S. 98, all’altezza di via Francavilla. Parte di questo terzo anello esiste già ed è rappresentato dal collegamento a mezzo della ex- SS 98 di Via Trani con via Francavilla in senso anti-orario.

Per completare l’opera bisognerebbe collegare via Trani a via Francavilla in senso orario, innestandosi a nord e a sud dell’abitato con funzione quindi di circonvallazione, deviando il flusso veicolare extraurbano e contestualmente consentendo, attraverso una serie di bretelle (via vecchia Bisceglie, via vecchia Molfetta, via Ruvo, via Bracco Molfetta), il collegamento con il centro abitato. I vantaggi dati dalla realizzazione di questo progetto sono distinguibili in due categorie: a breve termine e a lungo termine.

Certamente i più importanti vantaggi visibili a breve termine possono essere quelli dovuti al miglioramento della qualità di vita dei cittadini intesa come riduzione dei tempi di viaggio, con conseguente risparmio di carburante e riduzione dell’inquinamento atmosferico dato dalla riduzione dei tempi di attesa dei veicoli nel traffico, minor inquinamento acustico, possibilità di attuazione da parte dell’amministrazione comunale di progetti di tutela del centro storico che prevedono la regolarizzazione o la totale interdizione del traffico veicolare nel centro storico valorizzando luoghi che sono simboli dell’identità storica del territorio di Corato.

Sicuramente descrivendo solo alcuni degli effetti positivi a lungo termine, la realizzazione del terzo anello, porterà lo sviluppo economico verso nuove aree (via Vecchia Bisceglie) consentendo un soddisfacimento della forte domanda di zone industriali attrezzate e quindi un ulteriore impulso all’economia coratina con la creazione di posti di lavoro e quindi di ricchezza; sicuramente un’aumento del turismo, dovuto all’attuazione di progetti di tutela del centro storico innanzi descritti, ma anche la consacrazione della forma “compatta” della città di Corato.

La forma compatta di Corato porta con se anche numerosi vantaggi tra cui quello di evitare fenomeni energicamente inefficienti di espansione urbana senza il recupero di ciò che esiste, come successo per il caso della zona industriale di via Vecchia Bisceglie conosciuto come fenomeno di “sprawl urbano” ma anche riduzioni dal 20 al 50% in meno di inquinamento atmosferico legato all’uso dell’auto; dall’8 al 44% in meno di consumo energetico; circa il 35% in meno di consumo di acqua; riduzione dell’erosione di suolo, aumentata preservazione dei terreni agricoli e delle aree naturali.

Il terzo anello quindi, cambierà la nostra vita e quella delle generazioni future con l’augurio che in un futuro molto prossimo l’opera possa essere terminata e anche Corato e i suoi abitanti, grazie a questa nuova infrastruttura viaria possa ulteriormente “spingere l’acceleratore” sul motore economico coratino da sempre punto nevralgico di forza e vanto per i coratini stessi .

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