Rifondazione: «un DPP insoddisfacente, non condiviso e da rifare»

La Redazione

L’assetto urbano della città non può essere affare di pochi, il documento va riscritto insieme alla città.

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La nota di Rifondazione Comunista – circolo di Corato – sull’adozione da parte della Giunta Comunale del Documento Programmatico Preliminare. La nota fa seguito all’invio al Sindaco di Corato di un documento più articolato, contenente le stesse valutazioni, qui espresse in modo più sintetico.

Il DPP approvato dalla Giunta Comunale il 28 dicembre è totalmente insoddisfacente. Un’insoddisfazione che attiene ai diversi profili di analisi della città condotta dai progettisti del documento programmatico preliminare (DPP) ed emersa palesemente in tutti gli incontri pubblici organizzati dall’Amministrazione.

Totalmente insoddisfacenti sono, innanzitutto, il coinvolgimento e la partecipazione richiesti alla cittadinanza, alle categorie produttive, ai tecnici, al mondo associativo e scolastico e ai cittadini, in genere.

Tradendo lettera e spirito della L.R. 20/2001, che vede attribuita a tutti gli attori sociali una precisa facoltà di co-pianificazione, l’Amministrazione ha inteso recepire, in incontri poco pubblicizzati e (quindi) poco partecipati, esclusivamente dei pareri di gradimento o disapprovazione in merito al DPP – ottenendo peraltro riscontri sempre ampiamente negativi.

Ci si è tenuti, perciò, ben lontani da quella progettazione partecipata e integrata, tra soggetti portatori di competenze diverse, che costituisce la modalità di programmazione urbanistica più democratica, aperta ed anche tecnicamente efficace.

I cittadini sono stati, di fatto, espunti dalla programmazione del cambiamento urbanistico della città e, purtroppo, bisogna constatare il mantenimento di una vecchia impostazione politico-amministrativa che guarda all’urbanistica come questione di pochi, ritenendola un terreno praticabile soltanto da pochi tecnici e politici in rappresentanza di pochi, localizzati e ben definiti interessi sociali ed economici.

Inoltre, il DPP non presenta alcuna idea innovativa del concetto di abitare: né nel senso del risparmio energetico abitativo, né in quello dell’edilizia eco-compatibile. E questo, nonostante negli ultimi tempi questa stessa amministrazione abbia organizzato diverse iniziative sul tema, rende evidente come il documento sia rimasto impermeabile alle più avanzate concezioni dello sviluppo urbanistico ed edilizio.

Altre delicate questioni ambientali che, ben altra attenzione meriterebbero, vengono affrontate solo marginalmente. Si rinuncia a impiegare in chiave regolamentativa questo importante strumento che la collettività coratina ha per le mani, per difendere i pochi beni comuni che le appartengono: il Parco dell’Alta Murgia e le zone con vincolo paesaggistico incluse nel PUTT/p regionale.

Nonostante le recenti notizie di cronaca cittadina, nessuna azione viene chiaramente ipotizzata per salvaguardare il delicato equilibrio idrogeologico del nostro territorio, già duramente provato da anni di cementificazione selvaggia e scriteriata. Le opere infrastrutturali che ci si propone di realizzare, il nodo del rapporto centro-periferie nei vari aspetti socio-abitativo, della viabilità, della implementazione degli spazi verdi viene affrontato in maniera superficiale e inserito in un quadro eccessivamente semplificato e inconsistente.

Per tutti questi motivi, ma nono solo, giudichiamo l’attuale bozza del DPP più che un documento tecnico-politico, una bozza eminentemente tattica, tutta provvisoria, utile a prendere altro tempo e a tenere aperte le porte a tutte le future opzioni che questa Amministrazione intenderà assumere, probabilmente non in questa consiliatura.

Tuttavia, le esigenze impellenti della nostra città non posso essere subalterne a logiche politiche di corto respiro, né sottostare ai tempi, ai modi e agli interessi particolari dell’attuale amministrazione.

Chiediamo alla Giunta un atto conseguente a quanto emerso dalla discussione con tecnici e cittadini: ritiri il DPP e provi a riscriverlo, questa volta con la collaborazione concreta di tutte le parti.

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