Scozzesi a Corato: quando il calcio è sport per turismo

Salvatore Vernice

A loro piace seguire la loro nazionale anche per girare l’Europa e conoscere nuove culture.

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Ispirano simpatia solo a vederli, soprattutto, quando sono sobri. Stiamo parlando di una parte dei tifosi scozzesi che hanno scelto Corato come sede della loro trasferta in Italia per assistere alla partita di questa sera al San Nicola di Bari.

Sono oltre un centinaio e la maggior parte di loro è sistemata presso il Nicotel Wellness, dove già questa mattina hanno dato vita ad un primo duello calcistico Italia – Scozia sui campi di calcetto della struttura sportiva coratina.

«Si vede subito che hanno cultura sportiva molto diversa dalla nostra – dice Antonio Fareri direttore del Nicotel – parlando con loro ho potuto constatare che il risultato sportivo non è una cosa di “vita o di morte”. A loro piace seguire la loro nazionale anche per girare l’Europa e conoscere nuove culture, senza tralasciare l’aspetto culinario che, in questo caso hanno molto apprezzato».

Gli ospiti scozzesi alloggiati al Nicotel, già da ieri sono in giro per Corato con i loro caratteristici Kilt.

«Noi veniamo da Aberdeen – ci dice una coppia di ragazzi d’oltremanica – ed è la prima volta che veniamo in Italia. Abbiamo visitato Corato e ci sembra una città molto frenetica, rispetto alle nostre cittadine di provincia dove tutto avviene con più calma. Bella in ogni caso con le strade molto larghe e con la gente che è molto cordiale con noi. L’unica cosa strana per noi e vedere tanti anziani seduti sulle panchine, anche da soli. Perché non vanno nei bar, come fanno da noi?».

Corato è fuori del divieto di vendere birra e alcolici e quindi per loro è quasi una “manna” dal cielo.

«Abbiamo assaggiato la vostra birra ieri sera, un po’ leggera rispetto alla nostra, ma buona lo stesso».

Gli effetti di una sana ma eccessiva, bevuta si sono visti questa notte, ma solo per un paio di persone.

«In effetti – aggiunge Fareri – un paio di scozzesi alle 3 di questa mattina sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine, non perché avevano creato disturbo, ma solo perché non riuscivano a ritrovare la strada del ritorno che come hanno detto dopo, “era troppo piena di curve”».

Tornando all’aspetto culinario gli scozzesi hanno chiesto di mangiare le orecchiette con le cime di rape ed altre specialità del posto.

«Sono informati di tutto ciò che riguarda il posto in cui si trovano, perché “viaggiare informati” se per gli italiani equivale ad un programma di Isoradio, per loro vuol dire conoscere in anteprima usi e costumi della nazione in cui si trovano, cercando di approfondire nelle poche ore a disposizione, quello che hanno letto sui libri. Una cosa che hanno assaggiato con gusto e “scarpetta” finale è stata la carne alla pizzaiola, per loro un’autentica novità».

Alla fine della nostra chiacchierata non poteva mancare un accenno alla partita di stasera.

«Speriamo sia una bella partita – dicono gli scozzesi – a noi basterebbe anche un pareggio, quindi è difficile che l’Italia possa vincere. Noi siamo più forti».

Inutile ricordare loro chi sono i Campioni del Mondo in carica, perché sono da poco passate le 10 e quindi la loro “colazione” con birra e scotch, potrebbe avergli fatto dimenticare che la Coppa del Mondo ce l’abbiamo noi.

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