Giuseppe Di Vincenzo: ieri i funerali, l’inchiesta continua

A breve si dovrebbero conoscere i risultati dell’indagine condotta sul cantiere edile, per cui già si vocifera di un parziale dissequestro, nel tentativo di capire se sono state rispettate le norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Dolore e voglia di chiarezza. Sono questi i sentimenti che salgono forti durante esequie di Giuseppe Di Vincenzo, l’operaio andriese di 17 anni morto giovedì 22 marzo dopo quattro giorni di agonia a causa delle ustioni causate una fiammata che lo ha investito mentre lavorarava nel cantiere edile della sala ricevimenti Corte Bracco dei Germani di Corato.

Almeno in duemila ieri pomeriggio hanno gremito la Chiesa andriese di San Giuseppe Artigiano dove spiccava l’assenza di gonfaloni, sostituita però da una marea di
gente comune.

Dal punto di vista medico-sanitario si attendono le risposte dell’autopsia eseguita a Napoli, dove il ragazzo era stato trasportato d’urgenza con un
elicottero dei Vigili del fuoco.

Si tratterà, con ogni probabilità, di risposte che non riveleranno alcuna sorpresa, visto che sulle cause della morte di Giuseppe pare non vi siano dubbi.

Sul fronte giudiziario, l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Procura di Trani, Achille Bianchi, continua.

Restano al momento tre gli indagati per omicidio colposo: Giovanni Adolfo Sbisà, responsabile legale della sala ricevimenti Corte Bracco dei Germani (al posto della sorella Elisabetta, indagata in un primo momento perchè proprietaria della nuova sala ma poi ceduta in gestione al fratello), Mario Galentino e Nicola Nannola, i due titolari dell’azienda "Termo in" di Andria che lavorava sul cantiere per conto della Idrotermica Perrone di Corato.

A breve si dovrebbero conoscere anche i risultati dell’indagine condotta sul cantiere edile, per cui già si vocifera di un parziale dissequestro, nel tentativo di capire se sono state rispettate le norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Mentre si tenta di chiarire anche la storia contrattuale del ragazzo che risulta assunto appena il giorno prima del tragico incidente che lo ha convolto, si cerca anche la persona che lo avrebbe abbandonato davanti all’ospedale "Umberto I" di Corato.

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