Campagne contro droga ed alcol: «ma funzionano davvero?»

La Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota di una mamma che si esprime in merito al problema alcol e droghe a Corato.

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di una mamma coratina che si esprime in merito al problema alcol e droghe a Corato.

Gentile redazione,
nel tempo numerose sono state le campagne di lotta alla droga, alcol e fumo, ma i risultati non si sono visti! Dovremmo chiederci come mai!

Andare nelle scuole e ribadire che l’alcol fa male (e a tal proposito condivido quanto sostiene la lettrice nella nota pubblicata su Coratolive.it in data 17 c.m. , in quanto è opportuno che siano i servizi e i professionisti competenti ad illustrare i danni che l’alcol apporta alla salute), illustrare le conseguenze penali e "demonizzare" la famiglia, che a parere di Don Cataldo sembra "che questo punto di riferimento naturale e forte non esista più" (vedasi articolo pubblicato su Coratolive.it in data 14 c.m.): ci siamo chiesti se con questi interventi si raggiungano i risultati desiderati?

O forse andrebbero effettuati interventi con metodologie diverse che promuovano relazioni significative che aprano una vera comunicazione con i ragazzi, attivi la loro partecipazione e responsabilità e faciliti l’affiorare delle loro difficoltà e problematiche in modo da poter poi discuterne insieme e affrontarli insieme?

Ci preoccupiamo dei giovani, ma siamo disponibili a scendere in strada, a cercarli e ad ascoltarli o siamo invece pronti solo a colpevolizzarli?

Ci attiviamo per loro, ma cosa facciamo? Spendiamo centinaia di euro per i concerti di fine d’anno o dell’estate (poche ore), ma tutto il resto dell’anno?

Abbiamo assicurato per loro luoghi sani di intrattenimento e di ascolto o abbiamo fatto finta di valorizzare il centro storico e creare un luogo insicuro (ricordiamo gli scorsi eventi di violenza e le osservazioni di alcuni giovani timorosi di dover denunciare quanto accade)?

E Don Cataldo, che da tempo si erge a "paladino" dei giovani, si è reso conto se le parrocchie, compresa la sua, si sono attivati a "togliere" dalla strada i giovani promuovendo, ogni giorno, attività varie con loro, che non siano solo incontri spirituali?

Finiamola di "far finta di fare" e di "fare le prime donne" sui giornali, pensiamo veramente ai nostri figli e scendiamo in strada con loro per assicurargli i minimi diritti.

Grazie.

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