Azione Giovani contro la distribuzione della pillola abortiva
Una nota del circolo coratino di azione Giovani.
Una nota del circolo coratino di azione Giovani.
E’ totalmente inaccettabile quando pericolosa alla dignità umana la circolare diffusa lo scorso 6 marzo 2007 dalla direzione sanitaria della Ausl Bari con la quale si informano i medici dei consultori, ambulatori, servizi ospedalieri e pronto soccorso di aver acquistato un quantitativo di “pillola del giorno dopo” raccomandandone la prescrizione e la distribuzione gratuita alle coppie.
Al contrario di quello che stanno raccontando i sanitari della Ausl non si tratta affatto di un semplice “contraccettivo d’emergenza", ma di una vero e proprio metodo di interruzione di gravidanza.
Infatti, la pillola del giorno dopo è un preparato a base di ormoni (estrogeni, estroprogestinici, oppure solo progestinici) che, assunta entro e non oltre le 72 ore dopo un rapporto sessuale presumibilmente fecondante, impedisce che l’embrione umano, si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa.
Il risultato finale sarà quindi l’espulsione e la perdita dell’embrione….cioè la morte di una VITA UMANA, Soltanto qualora l’assunzione di tale pillola dovesse precedere di qualche giorno l’evento dell’ovulazione, essa potrebbe talvolta agire con un meccanismo di blocco di quest’ultima.
Tuttavia, la donna che ricorre a questo tipo di pillola, lo fa nel timore di poter essere in periodo fecondo e perciò con l’intenzione di provocare l’espulsione dell’eventuale neoconcepito; oltretutto, sarebbe utopico pensare che una donna, trovandosi nelle condizioni di voler ricorrere ad una contraccezione d’emergenza, abbia la possibilità di conoscere con esattezza e tempestività la sua attuale condizione di fertilità.
Pertanto, risulta chiaramente che l’acclarata azione "antinidatoria" della pillola del giorno dopo, in realtà, nient’altro è se non un aborto realizzato con mezzi chimici. Non è coerente intellettualmente, né giustificabile scientificamente, affermare che non si tratti della stessa cosa.
Del resto, appare abbastanza chiaro che l’intenzione di chi chiede o propone l’uso di detta pillola è finalizzata direttamente all’interruzione di una eventuale gravidanza in atto, esattamente come nel caso dell’aborto. La gravidanza, infatti, comincia dalla fecondazione e non già dall’impianto della blastocisti nella parete uterina, come invece si tenta di suggerire implicitamente.
Ne consegue che, da un punto di vista etico, la stessa illiceità assoluta di procedere a pratiche abortive sussiste anche per la diffusione, la prescrizione e l’assunzione della pillola del giorno dopo. Ne sono moralmente responsabili anche tutti coloro che, condividendone l’intenzione o meno, cooperassero direttamente con una tale procedura.
Un’ulteriore considerazione va fatta a proposito dell’uso della pillola del giorno dopo in rapporto all’applicazione della legge 194/78 che, in Italia, regola le condizioni e le procedure per l’interruzione volontaria di gravidanza.
Non definire il ritrovato in questione comeun "abortivo", permette infatti di sfuggire tutte le procedure obbligatorie che la 194 prevede per poter accedere all’interruzione di gravidanza (colloquio previo, accertamento di gravidanza, determinazione dell’epoca di sviluppo, periodo di ripensamento, etc.), realizzando una forma di aborto del tutto nascosta e non registrabile da alcuna istituzione. Tutto ciò appare, dunque, in netta contraddizione con la corretta applicazione della pur contestabile legge 194.
Di fronte a quest’ennesimo attacco alla vita umana messo in atto dalla politica scellerata del Governatore comunista Niki Vendola, la nostra Comunità giovanile esorta tutti gli operatori del settore a mettere in atto con fermezza un’obiezione di coscienza morale, che testimoni coraggiosamente, nei fatti, il valore inalienabile della vita umana, soprattutto di fronte a nuove forme nascoste di aggressione agli individui più deboli ed indifesi, come è l’embrione umano.
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