Sono 3 gli indagati per l’incidente sul lavoro di Corte Bracco
Tre persone sul registro degli indagati come persone informate sui fatti: Adele Sbisà amministratrice della sala ricevimenti Corte Bracco dei Germani, Mauro Galeno e Nicola Nannola dell’impresa “Termo in” di Andria.
Sono sempre stazionarie e quindi gravi, le condizioni del giovane andriese 17enne, Giuseppe Di Vincenzo, rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro sabato scorso, all’interno del cantiere edile di Corte Bracco dei Germani, nei pressi di via Ruvo, dove stava lavorando per conto di un’azienda edile andriese.
Dopo i primi momenti legati a tentare di salvare la vita al giovane operaio, questi giorni sono invece legati a cercare di capire le cause che hanno provocato la scintilla che ha reso il giovane una torcia umana, tanto da creargli ustioni di 2° e 3° grado su tutto il corpo.
A dirigere l’inchiesta è il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Achille Bianchi che sino ad ora non ha emesso ancora nessun avviso di garanzia, ma ha iscritto tre persone sul registro degli indagati come persone informate sui fatti: Adele Sbisà amministratrice della sala ricevimenti Corte Bracco dei Germani, Mauro Galeno e Nicola Nannola dell’impresa “Termo in” di Andria che avevano ricevuto il subappalto dalla Idrotermica Perrone di Corato.
Questo il primo atto formale prima dell’invio degli avvisi di garanzia verso chi possa aver procurato, seppur inconsapevolmente, l’incidente sul lavoro.
Ricordiamo che tutto è accaduto sabato scorso, verso le ore 11, quando Giuseppe mentre era intento a saldare una tubatura è stato avvolto dalle fiamme. I primi momenti sono stati terribili e sembra che il ragazzo, dopo la fiammata, ha cominciato a correre all’impazzata all’interno del cantiere, cercando di lenire il dolore.
Poi qualche collega deve averlo caricato sulla propria autovettura e portato al vicinissimo pronto soccorso e, dopo aver fatto scendere il malcapitato, si è allontanato, molto probabilmente per evitare “domande troppo imbarazzanti”.
Nel frattempo i parenti della vittima si stanno interrogando sui ritardi con cui l’elicottero, messo a disposizione dal 118, ha impiegato quasi cinque ore a giungere a Corato, con il ragazzo che è arrivato al “Cardarelli” di Napoli solo dopo le 18 di sabato, anche per la mancanza di posti all’ospedale pugliese più attrezzato per queste lesioni, il “Perrino” di Brindisi.
Nel frattempo il cantiere rimane sotto sequestro in attesa che gli inquirenti e i Carabinieri che seguono le indagini, riescano a vederci chiaro su uno dei tanti casi di incidenti sul lavoro che accadono sia per l’inosservanza delle norme esistenti e sia, a volte, per l’imperizia di chi dovrebbe vigilare sul lavoro di giovani, come Vincenzo, che alle prime esperienze lavorative si avvicina al mondo del lavoro sperando di trovare un futuro.
Sembra, infine, che il rapporto di lavoro tra il ragazzo e l’azienda andriese da cui dipendeva Giuseppe Di Vincenzo, era stato regolato il giorno prima e che di conseguenza, almeno sotto il profilo assicurativo, il malcapitato potrà disporre di tutte le coperture assicurative previste.
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