«Un partito fatto di valori e di uomini liberi e forti»: a Corato torna la DC

Conosciamo più da vicino percorsi ed obiettivi della Democrazia Cristiana, a colloqui con Angelo Amorese nominato Commissario Sezionale della Democrazia Cristiana locale Sez. A De Gasperi.

2 commenta

Prima ha governato il paese per decenni. Poi ha dato origine a partiti come PPI, UDC e UDEUR. E’ la Democrazia Cristiana, che oggi riapre i battenti anche a Corato con l’apertura della sezione "Alcide De Gasperi".

Conosciamo più da vicino percorsi ed obiettivi della DC, a colloquio con Angelo Amorese nominato Commissario cittadino.

Qual è il percorso politico di Angelo Amorese?
Nasco con una forte caratterizzazione moderata che mi ha portato nei primi anni ’80 ad aderire alla Democrazia Cristiana. Quando la DC fu messa in liquidazione, causa un classe dirigente non capace di resistere, aderii al Partito Popolare ricoprendone il ruolo di primo commissario del partito popolare di Corato.

Poi nel 2002 aderii all’UDC da cui mi allontanai causa la non condivisione della sudditanza a Forza Italia. Infine sono approdato all’UDEUR di Mastella da cui mi sono allontanato quando ho saputo della famosa sentenza del 25/09/06 che ha sancito che la Democrazia Cristiana non si è mai sciolta. Comunque nel mio percorso politico c’è una costante: l’essermi mosso sempre nel solco del Cattolicesimo Democratico.


Contestualizzata nella politica locale, su quali basi rinasce la DC in città?
La Democrazia Cristiana a Corato rinasce sul forte bisogno di riavere un vero partito moderato, interclassista e di grande tensione ideale e progettuale. Un partito che nella prima fase dovrà attivare una capacità di riaggregazione di tutte quelle persone che si sono distaccate dalla politica o che hanno trovato collocazione in partiti che volevano imitare la DC ma sono stati solo dei pessimi surrogati.

Su quali e quante personalità potrà contare oltre alla sua?
Con me c’è un gruppo di uomini e di donne che hanno condiviso questo progetto. Per tutti voglio citare quelli che fanno parte del Direttivo costitutivo che deve traghettare il partito al Congresso di ottobre 2007. Oltre a me, commissario cittadino, ci sono:

  • Antonio Patruno: Vicecommissario cittadino
  • Antonio Rana: Segretario amministrativo
  • Aldo Zucaro: Responsabile dipartimento formazione civica, politica, sociale comunicazione
  • Cinzia De Benedittis: Responsabile dipartimento pari opportunità
  • Antonio Sassi: Responsabile dipartimento sviluppo economico
  • Carlo Carogna: Dipartimento attività strutturali per il territorio
  • Luigi Cavallo: Responsabile dipartimento politico economico finanziario
  • Irina Ivanova: Responsabile dipartimento politiche sociali
  • Luigi Colletta: Responsabile dipartimento settore organizzazione
  • Fabio Amorese: Responsabile dipartimento politiche per la gioventù
  • Rodolfo Bonaventura: Responsabile dipartimento politiche agricole

Con le iniziative politiche che abbiamo programmato speriamo di riportare tanta gente nella casa autentica dei moderati.

Quale ruolo intende svolgere lo scudo crociato a Corato e con quali obiettivi? Sarà ago della bilancia negli equilibri politici cittadini o si schiererà decisa da una parte?
La Democrazia cristiana a Corato vuol essere partito di popolo che vuole riportare l’uomo al centro della politica. Un partito che vuol rappresentare la politica nell’accezione più nobile e contribuire a governare Corato con equilibrio, con partecipazione, buon senso e con capacità di interpretare i bisogni della comunità.

La DC è un partito di centro che guarda a tutte quelle forze che condividono in forma omogenea un progetto di sviluppo integrato con grande attenzione alle fasce deboli della società e ai veri bisogni prioritari della comunità. Vogliamo uscire dalla iconoclastica suddivisione di centro sinistra e centro destra, ma lavorare per un reale progetto di crescita e sviluppo della comunità locale.


Secondo lei cosa ha fatto cadere in secondo piano la DC della Prima Repubblica? Quali i suoi pregi? E i difetti?
La mancanza di una classe dirigente al passo con i mutamenti storici intervenuti con la caduta del muro di Berlino e accentuata dal potere per il potere. Quando la mannaia di tangentopoli ha iniziato a falcidiare la classe politica c’è stato il fuggi fuggi penalizzando la storia e la dignità politica del partito.

Ha governato il processo di rinascita della nazione, ha portato sviluppo e crescita umana, sociale e politica, ha introdotto nella scena nazionale una grande intuizione ovvero l’interclassismo che ha creato una crescita omogenea della società italiana attutendo gli effetti della lotta di classe e ha promosso all’area di governo e di coinvolgimento delle forze socialiste e comuniste mutando le ragioni storiche dei partiti massimalisti. I difetti sono stati legati al logoramento della classe dirigente che presa dal potere è diventata distante dalla gente e non ha promosso il ricambio generazionale della stessa.

In cosa intende differenziarsi, se intende farlo, la “nuova DC” a livello nazionale e locale, da quella che ha governato l’Italia per decenni?
La DC che ritorna ad operare non è la nuova bensì è l’autentica, dalla tradizione di sempre opererò nel solco di sempre con l’innovazione di creare una nuova classe dirigente che sia rispondente alla società che è cambiata. Più politica di base e meno di vertice, più vicina alla gente e meno agli apparati, più espressione del popolo e meno espressione dei poteri forti. Un partito fatto di valori e di donne e uomini liberi e forti.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!