Tumori a Corato: «senza dati certi, un invito all’assoluta cautela»

Senza indagini epidemiologiche serie e senza l’istituzione di un Registro Tumori non è possibile operare alcuna tesi, come ci ha anche confermato un oncologo in servizio sino al 2006 presso la Casa Sollievo della Sofferenza.

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Continua a tenere banco in città la questione relativa ai casi di tumore che si sono concentrati a Corato negli ultimi mesi.

Dopo aver appurato l’inesistenza di comunicazioni relative all’aumento dei tumori nella nostra città da parte della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (uno dei principali Istituti Oncologici della regione), insussistenza sostenuta tanto dal Comune di Corato quanto dallo stesso ospedale foggiano, arrivano chiarimenti anche in relazione alle presunte cause alla base di queste malattie.

Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente, fra i massimi esperti di onde elettromagnetiche (più volte chiamate in causa da questi terribili mali), ci dice che «le cause che generano patologie tumorali sono molteplici e delle più variegate.

Vanno dall’alimentazione, alle polveri sottili dovute all’inquinamento dell’aria, fino a giungere alle onde elettromagnetiche. La situazione di Corato, così come quella di qualunque città, va studiataevitando facili e fuorvianti semplificazioni e non può e non deve essere attribuito alle sole onde elettromagnetiche.

A proposito faccio solo una considerazione: a Corato abbiamo un sistema di pianificazione della telefonia cellulare delle più avanzate in tutta la Regione, che esiste già dal 2001. Pertanto, attribuire come unica causa le antenne non solo è sbagliato, ma non è neanche vero.

Per quanto, invece, riguarda l’elettrodotto la situazione è un po’ diversa in quanto dal monitoraggio è risultato un livello di esposizione medio pari ad 1 microtesla che secondo gli studi internazionali è superiore alla soglia minima, infatti, sia lo IARC che la Lega Italiana Tumori parlano di una soglia che va dai 0,2 ai 0,5 microtesla. Infine, se non si deve escludere il rischio derivante dall’elettrodotto, di cui ho già più volte chiesto l’interramento, non si deve e ribadisco non si può considerarlo come l’unica causa certa ed esclusiva della situazione a Corato».

«La presenza dell’elettrodotto e dei ripetitori radio televisivi non può essere considerata l’unica causa determinante di questa insorgenza di patologie tumorali» aggiunge Aldo Fusaro, presidente di Legambiente Corato.

«Infatti, senza nulla togliere alla necessità di interrare l’elettrodotto in aderenza ai principi di precauzione e di minimizzazione introdotti dalla direttiva UE dell’8 marzo 2005, siamo altresì convinti che data la delicatezza della questione, non sia il caso di fare inutili allarmismi, e che l’unica risposta sulle cause dell’aumento di patologie tumorali possa venire solo da uno studio attento e preciso attraverso un’indagine epidemiologico a mediante l’istituzione di un Registro Tumori»

In sintesi, senza indagini epidemiologiche serie e senza l’istituzione di un Registro Tumori non è possibile operare alcuna tesi, come ci ha anche confermato un oncologo in servizio sino al 2006 presso la Casa Sollievo della Sofferenza e da circa un anno presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.

«Senza strumenti statistici seri – ci dice – non è possibile avere le cifre scaglionate nei vari anni e relative al numero dei malati. Senza queste cifre non è possibile parlare di aumenti in una piccola porzione di territorio, ma solo di numeri più generici. Informazioni in questo senso sono quantomeno avventate. Nel mio servizio presso le strutture di San Giovanni Rotondo e Foggia ho avuto ed ho in cura pazienti coratini, ma non ho notato alcun aumento delle neoplasie nel vostro territorio.»

Anche un medico di base che opera nella zona di via Trani si esprime sulla stessa lunghezza d’onda.

«Nessun aumento di tumori tra i miei pazienti – spiega -. Negli ultimi mesi si è verificato solo un caso di morte a causa di un cancro ai polmoni, ma si trattava di un soggetto che aveva alle spalle decenni di fumo. Solo indagini serie possono stabilire cifre esatte e soprattutto possono creare un nesso tra causa ed effetto.»

Si inserisce in questo contesto la nota giunta da Palazzo di Città in cui il Sindaco chiede la convocazione di una Commissione Regionale sulle malattie neoplastiche, indirizzando due note rispettivamente all’Assessorato Regionale alla Sanità ed al Commissario Straordinario dell’A.S.L. di riferimento nonchè al Presidente della Commissione Consiliare Permanente Sanità ed al Dirigente del locale Servizio Igiene Pubblica e Prevenzione dell’Asl, “….al fine di approfondire il tema della prevenzione delle malattie neoplastiche presenti in Città”.

Alla base della richiesta del Sindaco – si legge nelle predette note sindacali- la considerazione che ”…. le malattie neoplastiche costituiscono la seconda causa di morte in Italia e la loro incidenza continua ad aumentare anche nel nostro Comune, dove viene diagnosticato un numero crescente di nuovi casi di tumore all’anno.

Il Piano Sanitario Nazionale individua, tra le finalità da raggiungere, quella di contrastare le principali patologie, tra cui i tumori, precisando gli obiettivi e gli interventi di diagnosi precoce per il miglioramento della qualità della vita.

La Regione ha definito le modalità di intervento, le strutture e gli aspetti di organizzazione e di coordinamento ed ha riconosciuto anche la necessità di potenziare l’aspetto della prevenzione e della diagnosi precoce oncologica.

Le indicazioni della comunità scientifica internazionale affermano che l’attivazione di programmi di prevenzione con screening organizzati, mirati a fasce di popolazione a rischio, sono il metodo più efficace per prevenire o diagnosticare precocemente le mattie e quindi per poter intervenire con le cure necessarie.

Sulla base del Piano Nazionale della prevenzione 2005-2007 (Intesa Stato-Regioni- 23 marzo 2005) e della Legge 138 del 2004- art.2 bis, sono stati attivati tre programmi di prevenzione di screening su chiamata, colonretto, seno e cervice uterina che coniugano equità (la prevenzione è indistintamente offerta a tutti), qualità (presenza di programmi certi e controllati da accreditamento e da verifica in tutte le fasi) e gratuità (l’onere è a totale carico dello Stato e della Regione, con esenzione del ticket)."

Una situazione, quella coratina, da contestualizzare all’interno del territorio regionale e nazionale, passaggio fondamentale e necessario per capire se e come esistano o meno cause di tumore esclusive e precipue nella nostra città.

Estrema cautela allora, poichè un’informazione seria che s’interroga su argomenti che come pochi toccano la sfera privata di ciascun cittadino, ha il dovere di basare qualunque affermazione su dati verificati ed attendibili.

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