Dagli autori de “La Torma”, a Corato la prima del film “Sperma”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il regista, Michele Pinto, nato a Ruvo, trentun anni, laureato in giurisprudenza, di professione regista.
Venerdì 30 marzo presso il JubileeHotelClub si terrà la prima nazionale del film "Sperma", una nuova produzione della Morpheus Ego realizzato dagli stessi autori de "La Torma", pellicola girata proprio dalle nostre parti.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il regista, Michele Pinto, nato a Ruvo, trentun anni, laureato in giurisprudenza, di professione regista.
Com’è nata la passione per il cinema?
Il mio primo ricordo cinematografico risale a quando,a tre anni,i miei genitori mi portarono al cinema a vedere "L’orca assassina". E’ iniziata così:da spettatore. Tuttavia non un bravo spettatore:mi perdevo immaginando tutto ciò che c’era dietro un film, nel backstage,mentre lo guardavo: operatori, macchine da presa,luci. In seguito, durante le scuole superiori,ho pututo fare esperienza diretta di videoripresa,collaborando con Telenorba al progetto del Tg dei ragazzi,ma non avendo poi la possibilità economica di trasferirmi a Roma per studiare cinema ,rassegnato all’idea di non poter coltivare quella passione,mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza a Bari.
Pian piano però,è affiorato in me un non meglio definibile richiamo atavico che mi ha portato a fare esperienza nel campo dell’educazione all’immagine e ad intrecciare quel che oramai si manifestava come mio interesse principale,con la carriera di studente di giurisprudenza.Il risultato è stato una tesi di Laurea che verte sul concetto di libertà d’espressione e sulla censura cinematografica.
Finchè, qualche anno fa, nasce a Ruvo la Morpheus Ego Cinema. Come e quale è stato l’impatto sul territorio?
L’idea è nata come realtà associativa,da un gruppo di persone accomunate dalla passione per le arti,in particolare per il cinema.Questo legame si è tradotto nella creazione una casa di produzione che lavora nel campo del multimediale, plasmando le emozioni attraverso le immagini.
E’ una realtà nuova e per potersi concretizzare,oltre alle difficoltà burocratiche,soprattutto fiscali,dovute all’apertura dell’attività,si è scontrata con lo scetticismo iniziale della gente che recepiva come utopistica l’idea di fare cinema in questi nostri paesi di provincia e che piuttosto associava il nostro lavoro a quello del fotografo che monta in sequenza i filmati dei matrimoni!La diffusione delle tecnologie moderne e di internet ha decisamente contribuito a far comprendere le reali possibilità di attuazione di quel che proponevamo,a far comprendere che davvero potevamo girare un film.
Oggi è una realtà pienamente integrata ed apprezzata,che interagisce con le altre realtà presenti nel territorio. In che modo?
Ci cimentiamo in una gamma molto varia d’attività con l’obiettivo di trasformare l’immagine in un servizio reso a tutti.Lavoriamo con i ragazzi a rischio e con i disabili servendoci del cinema come strumento educativo e di riabilitazione,con gli enti per la realizzazione di indagini sociali,con le associazioni culturali (come nel caso del progetto regionale “Bollenti Spiriti” ndr).In questo contesto rientra anche la collaborazione con il Jubilee:divertirsi ad emozionare con le immagini.
Questo è senza dubbio un riconoscimento delle vostre competenze. Quale percorso formativo ti ha consentito di raggiungerle?
Ho iniziato con lo studio delle macchine da presa e con un corso di cinema, nel 1998, tenuto da Massimiliano Cocozza,giornalista e regista di Bari,vincitore del Premio Ilaria Alpi con un documentario sulla guerra in Algeria, che mi ha fornito le nozioni di base sul linguaggio cinematografico e che ha segnato profondamente la mia formazione. In seguito ho frequentato per due anni i corsi di dizione, movimento scenico ed improvvisazione tenuti dai docenti del Teatro Delle Molliche con interventi di esperti esterni come Federico Barsanti, Elisabetta Giustin, allieva di Ermanno Olmi.
Inoltre ho partecipato ad un seminario di Alessandro Piva,con il quale ho collaborato alla realizzazione di “Camera Mia”, un programma in pillole trasmesso su Antenna Sud, ad un seminario con Maurizio Nicolosi e con il grande regista iraniano Abbas Kiarostami vincitore del Leone D’Oro a Venezia. Tuttavia credo che la professionalità di un artista sia dettata in primo luogo dalla passione,dall’intensità di ciò che vuole esprimere, dal talento.E da questo punto di vista a nulla valgono le sofisticate attrezzature che vantano le grandi scuole di cinema.
Giovane, regista, pugliese: cosa è naturale che nasca dalla combinazione di questi tre elementi?
Senza dubbio una carta da giocare in favore della propria terra.Animati dalla rabbia dettata dalla consapevolezza di vivere in una terra che un tempo è stata ricca,un crocevia di culture,una terra preziosa che ha dimenticato il ruolo importante che aveva anticamente,è compito nostro riscattarla,restituirle l’orgoglio.In questo senso, La Torma,è la sintesi più completa dei nostri intenti.Un gesto d’amore e una sfida.
La Torma è il primo lungometraggio di Morpheus Ego Kinema.Girato tra Ruvo,Terlizzi,Sovereto e Castel del Monte,racconta di un gruppo di amici,una torma,sulle tracce di un misterioso tesoro affidato dai Templari alla Puglia,terra da cui partivano e a cui tornavano. E poi?
La sceneggiatura,scritta da Raffaele Tedeschi,è ispirata al libro Il Santo Graal dei tre giornalisti americani Lincoln,Baigent,Leigh e intreccia la storia di questo mistero millenario con quella dei Templari che attraversarono la Puglia portandovi la conoscenza e la sapienza dei popoli d’oriente.E’ un racconto corale,in cui le vicende personali dei protagonisti si fondono e si confondono,dando vita a situazioni in bilico tra comicità e mistero che mi han sempre intrigato,sin dai tempi di Indiana Jones!
Il finale è aperto,ricorda lo stile di David Lynch,il grande regista statunitense,che reputo mio maestro spirituale e rispecchia il mio amore per i film in cui nulla è definitivo,in cui nulla sembra chiaro,in cui lo spettatore non viene guidato per mano dal regista,in modo didascalico,ma è costretto a prestare attenzione allo sviluppo dell’azione per cercare interpretare quel che accade sulla scena.Nella scelta del tema sembriamo aver anticipato The Da Vinci’s code(La Torma è stato girato nel 2002 ndr),tuttavia La Torma è stato realizzato con il cuore e per passione e non con Google e per denaro.
A quali difficili scelte va incontro un regista nel momento in cui ha difronte una sceneggiatura da trasformare in film?
Nel nostro caso,trattandosi di cinema a basso budget,il primo passo è fare i conti con i mezzi tecnici ed economici di cui si dispone.Questo determina revisioni e limitazioni rispetto al progetto iniziale,nato in fase di scrittura.Tuttavia far ricorso ad espedienti,creativi a volte simpatici,insegna a tenere la mente sempre pronta e a perseguire il miglior risultato possibile con gli strumenti a propria disposizione.
Cosa significa per te il cinema?
E’ passione,passione che corrode e consuma.La vita intera ne viene contagiata.Il fumetto,per esempio,l’altra mia passione,riassume due arti supreme:le arti figurativee la scrittura che,nel cinema,emergendo nella forma movimento scenico degli attori,non è fruita in toto dallo spettatore.Il pubblico viene invece nutrito dalle abili mani di chi ha modellato il film e non ha dunque la stessa libertà che gli consente la lettura di un fumetto.Tuttavia il cinema è multisensoriale e ha la peculiarità di poter mescolare poesia,musica,danza,fotografia.E’ dunque la sintesi delle arti.
Cosa vuoi comunicare attraverso il tuo cinema?
Mi attrae fortemente la possibilità di superare il limite del buon costume,di provocare il pubblico,di indurre alla riflessione con degli impulsi forti.Ripenso alla curiosità,al ritrovato interesse per la storia della propria regione suscitate nei ragazzi che hanno visto La Torma e poi a chi,alla presentazione a Milano,diceva “Dura troppo,qui a Milano andiamo di fretta!”.In quindici anni vissuti a Venezia ho sperimentato la freddezza dispersiva di quel nord verso cui guardiamo come ad una terra promessa in cui tutti i desideri possono realizzarsi. Eppure è qui che abbiamo girato un film. Eppure è qui che sto realizzando il mio sogno.
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