Basket, Samarelli: «Raciti, cordoglio anche dalla pallacanestro»
Dispiaciuto per l’accaduto il presidente della Granoro Corato Cenzio Samarelli prende spunto da quanto accaduto per fare delle considerazioni.
Non è solo il mondo del calcio ad essere stato scosso dai tragici avvenimenti di Catania. Anche il mondo del basket ha voluto fermarsi, per un minuto di raccoglimento, in onore del ispettore di Polizia Raciti.
Dispiaciuto per l’accaduto il presidente della Granoro Corato Cenzio Samarelli prende spunto da quanto accaduto per fare delle considerazioni.
«Fortunatamente il mondo del basket ha poco a che fare con quanto accaduto a Catania e più in generale con il mondo del calcio. Ciò che deve vincere è sempre lo spettacolo e lo sport. I veri protagonisti di questo mondo sono e devono essere i giocatori. I tifosi e tutto l’ambiente circostante sono da corollario a uno spettacolo che deve rimanere tale».
Il presidente della Granoro Corato guarda al prossimo impegno della propria squadra, quello di domenica prossima ad Ostuni, teatro da diversi anni di grande pathos sportivo.
«Il derby con l’Ostuni è da un po’ di tempo a questa parte richiamo per veri e propri spettacoli sportivi di grande rilievo. Con l’Ostuni c’è sempre stata grande rivalità, ma anche grande rispetto tra le due società. Voglio tranquillizzare gli scettici dicendo che i giocatori andranno ad Ostuni certamente con lo spirito giusto per provare a vincere una partita di basket.
Ci metteranno come sempre il massimo impegno e la massima carica agonistica, perché non hanno mai pensato di andare a fare una gita in trasferta. Io personalmente, invece, andrò ad Ostuni, così come su tutti i campi in trasferta, per passare una bella giornata di allegria, per godermi uno spettacolo e, perché no, con l’idea di fare una bella gita, sperando di gioire per una vittoria.
Se c’è qualcuno che ritiene di andare ad Ostuni con lo spirito di chi deve andare a fare una battaglia, farebbe molto bene a restarsene a casa. Come ho già detto i protagonisti del basket sono i giocatori. Noi appassionati e tifosi contribuiamo a farli sentire meno soli con il nostro tifo, ma non siamo i protagonisti».
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