Amianto nella Pineta Bracco: Asipu ed Assessorato all’Ambiente rispondono
Ancora un quesito di un lettore, ancora una pronta risposta da parte dell’Asipu. Tema scottante stavolta, quello relativo ai pannelli di amianto abbandonati come rifiuti qualunque accanto ai cassonetti della Pineta Bracco.
Ancora un quesito di un lettore, ancora una pronta risposta da parte dell’Asipu. Tema scottante stavolta, quello relativo ai pannelli di amianto abbandonati come rifiuti qualunque accanto ai cassonetti della Pineta Bracco. Questa la replica dell’Asipu, scritta congiuntamente con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Corato.
Per quanto concerne la pineta di Bracco è opportuno precisare che dopo le nevicate del 2006 fu eseguito un intervento di messa in sicurezza provvedendo al taglio dei rami spezzati a causa del peso della neve e del secco.
I pareri in merito alla potatura dei pini sono contrastanti ed anzi c’è un orientamento diffuso in letteratura che non lo contempla affatto anche perché la locazione naturale del pino è la zona costiera mediterranea dove forma boschi con altre piante tipiche della macchia mediterranea.
In passato è stato utilizzato come essenza ornamentale anche se va precisato che, sia in città che nella zona Bracco, si è avuta un’evoluzione urbanistica nel corso dei decenni per cui i rami e le radici sono divenuti causa di potenziale pericolo e danno richiedendo periodicamente la necessità di eseguire interventi anche radicali.
Degna della massima attenzione la segnalazione della presenza di focolai di processionaria per cui sono in corso sopralluoghi e verifiche finalizzate a programmare con urgenza i relativi interventi.
Per quanto attiene all’abbandono dell’amianto è opportuno fornire i dovuti chiarimenti.
Il Settore Ambiente e l’A.S.I.P.U. operano di concerto nel controllo e monitoraggio del territorio anche su segnalazione dei cittadini.
Il Settore Ambiente provvede quindi ad incaricare una ditta autorizzata.
V’è da considerare che occorrono tempi tecnici incomprimibili per l’esecuzione delle operazioni previste (analisi, predisposizione ed approvazione del piano di lavoro da parte della AUSL, prelievo ed avvio a smaltimento).
Purtroppo sia a livello provinciale che a livello locale si è cercato di individuare un protocollo che consentisse di semplificare le procedure, atteso che si tratta di rilasci sul territorio e non di smontaggio di manufatti con potenziale rilascio di fibre.
Dovrebbe anzi essere interesse delle istituzioni a che tali rifiuti vengano rimossi velocemente e confezionati in modo ermetico così da evitare ogni dispersione di fibre.
Ma ogni procedura si scontra con la norma che non fa differenza tra il caso “Fibronit” e le piccole quantità rinvenute sul territorio.
È auspicabile per l’immediato futuro che il legislatore ponga rimedio a tale vuoto normativo con una disposizione che consenta, anche attraverso i gestori pubblici, di procedere al prelievo immediato con procedura semplificata dei rifiuti di amianto abbandonati senza violare le norme.
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