Antenne per cellulari: Corato all’avanguardia

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L’aumento del numero di stazioni radio base (ossia delle antenne) per telefonia cellulare ha suscitato e continua a suscitare un vivace dibattito teso a chiarire come i telefoni cellulari e le stazioni radio base funzionano e interagiscono con l’ambiente
Di Francesco Tarantini
L’aumento del numero di stazioni radio base (ossia delle antenne) per telefonia cellulare ha suscitato e continua a suscitare un vivace dibattito teso a chiarire come i telefoni cellulari e le stazioni radio base funzionano e interagiscono con l’ambiente circostante.
La presenza di stazioni radio base, soprattutto quando collocate sugli edifici, non è sempre tollerata dalla popolazione, in apprensione, soprattutto, per gli eventuali effetti sanitari connessi all’esposizione ai campi elettromagnetici. L’uso dei cellulari continua a conoscere una crescita esponenziale e questo comporta, conseguentemente, l’aumento delle stazioni radio base per telefonia cellulare.
Il termine cellulare deriva dal meccanismo di suddivisione del territorio (un’area urbana o una zona rurale) in parti denominate “celle”, ciascuna delle quali è servita da una stazione radio base alla quale si collegano in trasmissione ed in ricezione tutti i telefoni cellulari presenti nella cella. Questo frazionamento del territorio consente di ridurre la potenza emessa dalle stazioni radio base.
Questo significa che le antenne per telefonia cellulare originano bassi livelli di campo elettromagnetico e sono molto meno inquinanti rispetto agli impianti radiotelevisivi che hanno potenze in antenna più elevate in quanto la loro area di copertura è molto grande.
Ciascuna stazione radio base per telefonia cellulare è costituita da antenne che trasmettono il segnale al telefono cellulare ed antenne che ricevono il segnale trasmesso da quest’ultimo. Il numero complessivo di stazioni radio base dipende dalla tecnologia (le nuove tecnologie UMTS, DVB-H prevedono l’installazione di più stazioni radio base sul territorio ma di più bassa potenza), dal numero dei gestori e dal numero di persone (utenti) che utilizzano telefoni cellulari.
E’ importante sapere, inoltre, che il campo elettromagnetico che si crea nell’area circostante la stazione radio base dipende dalle sue caratteristiche radioelettriche (altezza dell’installazione, potenza impiegata, tipologia delle antenne impiegate). In Italia sono quattro i gestori della telefonia cellulare: TIM, Vodafone, WIND e H3G. Inoltre esistono diversi tipi di reti di telefonia cellulare: l’E-Tacs, vecchio sistema analogico in via di dismissione; il GSM e il DCS, sistemi digitali e l’UMTS.
Con questo termine si definisce il sistema di telefonia cellulare di terza generazione, in grado di svolgere i servizi di Personal Communication ossia servizi multimediali che permettono di combinare nella stessa chiamata, voce, testo e video. Le stazioni radio base UMTS, si differenziano dalle equivalenti stazioni usate per le tecnologie E-TACS, GSM/DCS, per una minore potenza emessa, per un minor impatto ambientale e visivo.
Ultimamente sul mercato è arrivato sul mercato il sistema DVB-H ossia le nuove antenne che ci permetteranno di vedere sul telefonino la televisione.
Di fronte a questa invasione di antenne, le Amministrazioni comunali hanno sovente fatto ricorso a soluzioni empiriche, cercando di arginare la proliferazione in discriminata delle stazioni radio base, ed il rilevante allarme sociale ad essa conseguente, mediante l’adozione di misure e di strumenti che solo in pochi casi hanno superato il vaglio del Giudice Amministrativo.
La mancanza di regole certe ha peraltro innescato un regime di accesa conflittualità tra Amministrazioni, gestori dei servizi di telefonia, cittadini ed associazioni di protezione ambientale, rendendo pressoché inevitabile il ricorso al Giudice quale compositore dei preminenti interessi pubblici e privati contrapposti.
In seguito alla Legge quadro n. 36/2001, alla Legge regionale n. 5/2002, e soprattutto al nuovo Regolamento regionale n. 14/2006 in materia di inquinamento elettromagnetico numerosi comuni si sono attivati per pianificare l’installazione delle stazione radio base per telefonia cellulare sul territorio comunale al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
Il Comune di Corato è stato uno dei primi comuni italiani a dotarsi di un regolamento comunale in materia di elettrosmog. Sin dal 2001, tutte le Amministrazioni comunali che si sono avvicendate (centrodestra, centrosinistra, commissari prefettizi) sono state molto sensibili al problema dell’inquinamento elettromagnetico. In questi anni, il Comune di Corato ha fatto, innanzitutto, un censimento degli impianti esistenti con il relativo monitoraggio per conoscere i livelli dei campi elettromagnetici esistente in città.
Le stazioni radio base esistenti a Corato sono ben distribuite fra il centro cittadino, la periferia e la zona rurale ed industriale. Infatti i livelli di campo elettrico riscontrati, in questi anni, in città sono molto bassi. Inoltre, altrettanto importanti sono stati i numerosi incontri sul tema dell’inquinamento elettromagnetico organizzati dalla Legambiente di Corato e dall’Amministrazione Comunale, volti ad informare la cittadinanza sui rischi inerenti l’esposizione cronica ai campi elettromagnetici. Ultimamente, è stata distribuita alle scuole medie inferiori la guida “Onda su onda. Tutto quello che il cittadino deve sapere sull’elettrosmog”.
Sono 10 le stazioni radio base presenti a Corato. Wind ha tre siti esterni ed uno centrale in Corso Garibaldi. Vodafone ha due siti di cui uno in zona rurale e l’altro in una traversa di via Castel del Monte. La Tim ha insieme ad H3G due siti di cui uno in Piazza Cesare Battisti e l’altro in zona S. Magno. Il Regolamento comunale prevede tra l’altro che i siti siano, dove tecnicamente possibili, di proprietà comunale, in modo che i proventi della locazione siano reinvestiti in attività di monitoraggio ambientale.
Il Piano di installazione delle stazioni radio-base, deve essere aggiornato annualmente in seguito alla presentazione delle richieste di installazione che i gestori hanno l’obbligo di consegnare al comune entro il 31 marzo di ogni anno.
La finalità del Piano è quella di razionalizzare l’installazione delle stazioni di telefonia cellulare sul territorio comunale, nella prospettiva di un contemperamento tra esigenze di ordine urbanistico ed ambientale, di salvaguardia della salute pubblica e funzionalità delle reti telefoniche. Più volte il Regolamento comunale e il Piano di installazione sono stati impugnati dai gestori davanti al Giudice amministrativo, ma il Comune di Corato ha sempre vinto i ricorsi, anche grazie alla costituzione in giudizio della Legambiente e del Codacons.
Ora i gestori della telefonia cellulare, in particolare H3G, Vodafone hanno presentato il loro piano di installazione per l’anno 2007, che è fermo al vaglio dell’Amministrazione comunale. Seguiremo gli sviluppi anche se il vero problema rimane quello della selva dei ripetitori radiotelevisivi installati a Monte Ripanno.
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