“Mano nella mano per dare una mano… sotto la luna nell’uliveto”
Un progetto organizzato dalle classi 4° A-B-C- e 5°C del plesso “Don F.sco Tattoli” insieme alle classi 4°D-E-F del plesso di via Gravina.
Le classi 4° A-B-C- e 5°C del plesso “Don F.sco Tattoli” insieme alle classi 4°D-E-F del plesso di via Gravina, con la festa di S. Lucia, hanno portato a termine il progetto “Mano nella mano per dare una mano… sotto la luna nell’uliveto”, in collaborazione con gli ospiti della Fondazione “Oasi di Nazareth”, e l’organizzazione Mondiale dell’Unicef e nell’ambito del progetto comunale sulla cultura del territorio.
Il progetto è stato ideato e realizzato per indirizzare gli alunni verso i seguenti obiettivi:
- Instaurare uno scambio intergenerazionale tra nonni e nipoti;
- Essere consapevoli che atteggiamenti di solidarietà verso la realtà che ci circonda sono necessari per costruire una società migliore;
- Impegnarsi personalmente in iniziative di solidarietà collaborando con le risorse del territorio e rispettandole;
- Favorire la conoscenza e l’incontro con culture diverse.
Per l’occasione è stato realizzato un presepe mobile nel contesto del territorio murgiano di Corato. Sono infatti evidenziati alcuni suoi elementi tipici: Castel del Monte, case di pietra (casedde de pete), vigneto, oliveto, muretti a secco, stabilimenti industriali.
Fa parte del presepe una nonnina di cartapesta, simbolo delle preziose tradizioni, di cui rappresenta una documentazione vivente, che invita tutti alla solidarietà universale con le “Pigotte “, che ha in grembo e accanto.
Queste ultime sono state confezionate da molte mamme e adottate per contribuire ad assicurare i diritti dei bambini appartenenti a paesi in via di sviluppo attraverso l’organizzazione Internazionale Unicef.
Nel corso della manifestazione, che ha avuto luogo presso l’Oasi di Nazareth, sono stati intonati canti Natalizi e non, tra cui l’Inno di Corato.
E’ stata rappresentata, inoltre, una drammatizzazione ideata e realizzata in vernacolo (utilizzando anche i preziosi testi di Gerardo Strippoli) corredata da coreografie con la tarantella e la quadriglia per far rivivere, in particolar modo ai nonni, i momenti salienti della loro vita passata.
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