Gli eroi coratini decorati nella I guerra mondiale

Pasquale Tandoi

Gli eroi coratini della I guerra mondiale decorati con medaglie d’argento e di bronzo.

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Gli eroi coratini della I guerra mondiale decorati con medaglie d’argento e di bronzo.

1. DI GENNARO BENEDETTO, sergente reggimento fanteria – morto in seguito alle ferite riportate il 4 giugno 1916 nella battaglia di Castelnuovo sul Carso.

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Esempio costante di mirabile ardimento e disprezzo del pericolo, in un momento in cui l’intenso bombardamento faceva presumere prossimo un attacco nemico, si adoperava ad aprire feritoie in un tratto di trincea poco prima sconvolto dall’artiglieria avversaria e dove erano caduti cinque suoi uomini. Ferito mortalmente, mentre veniva portato al posto di medicazione, incitava ancora i suoi soldati ad essere coraggiosi ed a persistere nel lavoro iniziato.

2. FERRARA VITO, sergente reggimento fanteria – caduto il 2 novembre 1916 a Lokvica.

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Costante esempio di calma e valore, nei momenti più difficili dell’avanzata coadiuvava efficacemente il proprio comandante di plotone. Caduto il comandante stesso, assumeva il comando del reparto e lo teneva con energia e valore mirabili, finchè venne mortalmente ferito.

3. GIRARDI ORONZO, caporale nel 1° battaglione bersaglieri, nato a Corato l’8 marzo 1899, caduto il 23 giugno 1918 a Capo d’Argine (Piave) (Era uno dei “ragazzi del ‘99”, morì in guerra a soli 19 anni).

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Volontario in tutte le azioni più pericolose e già brillantemente distintosi per singolare valore nei combattimenti dei giorni precedenti, si slanciò primo fra i primi all’attacco d’una posizione e, sotto il violento fuoco nemico, strenuamente combattè, dando mirabile prova di coraggio ed incitamento ai compagni con l’esempio e con la parola, finchè, colpito a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo.

4. MARTINELLI MICHELE, sergente 244° reggimento fanteria – caduto il 19 agosto 1917 a Vrsic-Korite.

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Quale comandante di un plotone manteneva la coesione del reparto sotto il fuoco nemico di mitragliatrici. Ferito, non abbandonava il proprio posto e rincuorava i soldati a procedere avanti, finchè un’altra pallottola lo colpiva a morte.

5. QUINTO FRANCESCO, caporale maggiore reggimento fanteria – caduto il 20 novembre1915 a Oslavia.

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Dava prova di mirabile arditezza, di elevato sentimento del dovere e sprezzo del pericolo, precedendo il proprio reparto ed incitando, con la parola e con l’esempio, i suoi uomini all’assalto di una trincea nemica, ove entrava per primo e faceva parecchi prigionieri. Colpito in fronte, lasciava la vita sul campo.

6. SANTARELLA CATALDO, soldato reggimento artiglieria da campagna – caduto il 4 agosto 1915 a Bosco Chiari.

Medaglia d’argento con la seguente motivazione: Noncurante del pericolo, mentre la batteria era sottoposta al tiro aggiustato dall’artiglieria avversaria, accorreva per riparare un guasto avvenuto in un pezzo, e rimaneva colpito a morte.

7. CALVI BENEDETTO, sottotenente complemento reggimento fanteria – caduto il 1° agosto 1915 a Monte Sei Busi.

Medaglia di bronzo con la seguente motivazione: Essendo stato sfondato un tratto di trincea adiacente a quella occupata dal proprio reparto bersagliato, a sua volta, dal fuoco falciante delle mitragliatrici avversarie, con opportuno movimento contrattaccava il nemico avanzante dalla trincea sfondata, e lo obbligava a retrocedere, riconquistando la trincea e tenendola fino all’arrivo di altro reparto. Poco dopo cadeva colpito a morte.

8. MALDERA DOMENICO, caporale maggiore nel 20° reggimento artiglieria da campagna – caduto il 16 giugno 1918 sul Montello.

Medaglia di bronzo con la seguente motivazione: Capo pezzo in una posizione scoperta e battuta dal fuoco nemico, era di bello esempio ai suoi uomini per calma e coraggio, finchè, colpito da una granata avversaria, lasciava la vita sul campo.

9. PROCACCI FRANCESCO, soldato battaglione bersaglieri – caduto il 26 luglio 1915 a Monte San Michele sul Carso.

Medaglia di bronzo con la seguente motivazione: In zona scoperta e sotto intenso fuoco nemico, si teneva in piedi, sulla prima linea, sparando con calma. Incitava e precedeva i compagni nell’assalto, e rimaneva morto sul campo.

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