Una spagnola e due uruguayane erano le tenutarie della casa “chiusa” di via della Bainsizza
Denunciato a piede libero il coratino proprietario dell’immobile. Tra i clienti anche un noto operatore della sanità del circondario.
Una casa “chiusa” definitivamente chiusa dai Carabinieri della stazione di Corato che, al comando del maresciallo Pietro Zona, hanno portato a termine una lunga operazione anti-prostituzione.
Le indagini sono iniziate quando gli abitanti della zona, hanno cominciato a vedere un via vai di autovetture e persone, nei pressi della loro abitazione e di alcune attività commerciali presenti in via della Bainsizza, la strada in cui veniva esercitata la più antica professione del mondo.
Una serie di appostamenti hanno portato gli uomini dell’Arma ad effettuare diverse verifiche sulle persone che frequentavano le due piccole camere che componevano l’abitazione usata da tre donne che, a turni di 15 giorni, erano le tenutarie della casa.
Durante gli accertamenti compiuti dai Carabinieri sono emersi personaggi illustri della provincia, ma anche di Corato. Gli inquirenti, con le indagini in corso, hanno reso noto solo alcune particolarità dei clienti. Si è saputo così che tra i clienti c’è un operatore della sanità, molto noto, di una città limitrofa, alcuni imprenditori edili e diversi giovani tra i 18 e 30 anni di Corato ma anche di altre città pugliesi.
Al momento l’unico raggiunto da un provvedimento giudiziario è il proprietario dell’immobile, infatti, l’uomo M. T. di circa 55 anni, titolare di un’attività commerciale a Corato, era stato avvisato dai Carabinieri di Corato, prima verbalmente e poi con una diffida per iscritto, dell’attività di meretricio che si svolgeva all’interno dell’abitazione di sua proprietà.
Tenuto conto che l’uomo, dopo gli avvisi ricevuti, non aveva provveduto a rescindere il contratto, pur avendone tutte le facoltà, è stato denunciato, a piede libero, all’autorità giudiziaria per favoreggiamento di sfruttamento della prostituzione, ai sensi della legge Merlin n° 75 del 20/02/58. Il locale, invece, di via della Bainsizza, è stato posto sotto sequestro preventivo ai sensi dell’Art.321 terzo comma del Codice di procedura penale.
Singolare il modo con cui i Carabinieri sono riusciti ad entrare nella casa senza destare molti sospetti. Un giovane Carabiniere, con una telefonata ha finto di essere un cliente, ha seguito le indicazione che la donna ha dato, sino a giungere davanti alla porta. Una volta entrato, il Carabiniere si è qualificato ed ha permesso ai suoi colleghi di procedere al sequestro dei luoghi.
Tre le donne che sono coinvolte, si tratta di una ragazza spagnola e due uruguayane, ma anche su queste identificazioni, i Carabinieri stanno effettuando ulteriori indagini per accertarne l’esatta provenienza.
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